...ma regna il silenzio dei possibili candidati
Ogni riferimento a persone, cose

o atti impuri, è puramente casuale

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Per approfondire

A Palagiano iniziano a rincorrersi le prime voci sulle elezioni amministrative del 2027. Nella piazza, nei bar, e nei luoghi di incontro cittadini, si moltiplicano i nomi di possibili candidati alla carica di sindaco, ma al momento nessuno dei protagonisti indicati dalle indiscrezioni, conferma o sconferma un'eventuale discesa in campo.

Il dibattito politico locale, appare o sembra ancora, in una fase preliminare. Da una parte, c'è chi sostiene che sia troppo presto per parlare di candidature e alleanze, considerando la distanza dall'appuntamento elettorale. Dall'altra, c'è chi ritiene urgente avviare fin da subito un confronto, per individuare una figura in grado di aggregare forze politiche, associazioni, società civile, piazze, avventori di bar e pizzerie, condomini, candele, candelotti, e sei lumini.
Ritorna come un mantra, immancabile, per ora allo stato embrionale, il ritornello di sempre, molto caro agli esperti: andiamo in piazza, per le case, fra la gente, a spiegare il perché...che si limita solo a lontani e ancestrali rimembranze dei tempi che furono.

Nel frattempo, tra rumors e ipotesi, prevale l'attesa di chi aspetta che Fernando gli porti una pizza. Le prossime settimane e i prossimi mesi, verso Natale, Pasqua e Epifania, potrebbero offrire indicazioni più chiare, sulle intenzioni dei possibili, probabili, certi e incerti, protagonisti della competizione elettorale, che guiderà Palagiano verso il 2027.

...e si commette il solito peccato mortale di sempre, compreso dalla gente e dal futuro condidato, solo dopo le elezioni.
Ma questa è un’altra storia...

Ballata palagianese delle elezioni che verranno
Ovvero: storia del candidato che nessuno nomina

Lo Scoop...polone dei tavoli elettorali  


Il nome ai tavoli sparsi,
ancor non vuol comparir,
e nell'eterno disquisir
c'è chi lo vede già venir.

Ma sotto i lampioni accesi,
tra un caffè e un digestivo,
ogni discorso è decisivo,
finché ne nasce un più giulivo.

C'è chi sussurra prudente:
«È presto per deliberar»,
e chi invece vuol già brindar
e il vincitore incoronar.

Incontri segreti e pubblici,
nascosti in piena chiarità,
dove ciascuno lo sa già,
ma non lo dice, per pietà.

Volano nomi e pronostici,
tra piazza, bar e trattoria;
nasce una nuova teoria,
con sigaro acceso, nella birreria.

Qualcuno giura: «So ogni cosa,
la fonte mia non sbaglierà!»;
ma quando chiedi chi sarà,
risponde: «Questo non si sa».

«Se non sarà quel tale»,
dice l'amico con fervor,
«pizza e birra pago ognor!»
e l'altro ride di buon cuor.

C'è chi già conta gli assessor,
e chi pulisce i pavimenti,
chi fa bilanci e schieramenti,
con gran fede e incerto fervor.

Qualcuno si scopre stratega,
un altro si sente gran vate,
e tra previsioni improvvisate,
dispensa numeri e sermoni a rate.

C'è chi osserva in gran silenzio,
senza parlare né tossir;
e proprio per quel suo zittir,
comincia tutti a impensier.

Ogni cena pare un vertice,
ogni saluto un patto ancor,
ogni stretta promette ardor,
ogni sorriso fa rumor.

Dal mercato fino al corso,
dal municipio fino al bar,
la voce corre senza posar,
e cambia verso ad ogni parlar.

Quella del giorno pare certa,
quella di sera verità;
ma giunta alla mezzanotte,
diventa pura novità.

Così Palagiano attende,
tra fantasia e buon umor,
tra il pessimista e il sognator,
tra chi già vince e chi ha timor.

E fino al giorno dell'annuncio,
tra un "forse" e un "può darsi assai",
il candidato tutti sanno chi è...
purché non lo domandi mai.

Finale alternativo

Quando infine il nome uscirà,
tra stupor finto e gravità,
si sentirà per la città:
«Lo sapevamo già da qua!»

E quelli che nulla sapevano,
con aria piena d'autorità,
diranno con serietà:
«L'avevo detto... mesi fa!» 



Commento finale

Qui si parla di un fenomeno che a Palagiano, come in tanti piccoli centri... come in tutti i piccoli, medi e grandi centri, si ripete puntualmente prima di ogni elezione: il candidato sindaco esiste, e non esiste, allo stesso tempo. Tutti sembrano conoscerne il nome, tutti dichiarano di avere fonti sicure, tutti interpretano incontri, cene, strette di mano e sorrisi come segnali decisivi. Eppure, quando arriva il momento delle conferme, nessuno sa davvero nulla.

La vera protagonista della poesia e del video, non è una persona, né un partito, ma la voce di piazza: quel continuo passaparola che trasforma un caffè in una riunione segreta, una cena tra amici in un vertice politico, e una semplice indiscrezione in una quasi certezza.

Il finale gioca proprio su questa ironia. Quando il candidato verrà finalmente annunciato, molti fingeranno sorpresa, ma immediatamente rivendicheranno di averlo previsto da mesi. È il rito immancabile del dopo-annuncio: chi aveva torto dimentica, chi aveva indovinato ricorda, e chi non sapeva nulla racconta di averlo sempre saputo.

In fondo, nelle campagne elettorali di paese, il primo vincitore non è il candidato, ma il chiacchiericcio. E quello, a Palagiano come altrove, entra in corsa molto prima di tutti gli altri.

Giuseppe Favale
...arrivederci al prossimo Scoop...polone!