DISCORSO INTEGRALE DI MARIA GRAZIA MELLONE Illustri Consiglieri, cari cittadini, Illustre e caro Sindaco, con gioia ed onore entro oggi in questo consiglio comunale per realizzare, attraverso l’amministrazione , il fine per cui ho scelto di candidarmi al Consiglio Comunale di Palagiano: servire attraverso la politica le persone e la comunità. E’ di lapalissiana evidenza che il mio ingresso in Consiglio Comunale avviene per elezione sulla base dei voti che i cittadini di Palagiano hanno voluto attribuirmi ed in conseguenza delle dimissioni del Consigliere Prof. Carmine Montemurro, persona nobile, che con la testimonianza della sua vita, delle sue parole, dei valori, della competenza e dell’impegno è stata sempre per me riferimento altissimo non solo in politica, ma anche in tanti altri cammini che con lui ho potuto condividere: del resto ciascuno è in politica ciò che è nella vita. Le ragioni delle dimissioni di Carmine Montemurro, dovute anche-come ha egli stesso dichiarato-ai pesanti condizionamenti “che hanno di fatto impedito lo sviluppo sereno del programma di buon governo che era uscito vincente dalle urne più di un anno fa”, interrogano profondamente la politica, l’Amministrazione e quella che tante volte si affaccia quotidianamente sulla scena come la “parapolitica”. Alle parole di Carmine vorrei aggiungere soltanto un avverbio di tempo:”sinora”, per riprendere a guardare a questa esperienza amministrativa con quella sana dose di ottimismo e speranza, che devono necessariamente far parte dell’agire politico. Nei primi otto mesi di vita di questa Amministrazione ho svolto il ruolo di Assessore e Vicesindaco sulla base della fiducia accordatami dal Sindaco Dr. Antonio Tarasco e per condivisione del Partito Democratico nella cui lista mi sono candidata risultando prima dei non eletti: quella scelta fu dovuta sì all’esigenza di rispettare la quota rosa in seno alla Giunta Comunale, per cui il PD offrì la propria disponibilità, ma anche al rispetto del principio di rappresentanza, che, una volta verificata l’impossibilità al momento o la non disponibilità degli eletti a ricoprire tale ruolo, incompatibile del resto con la carica di Consigliere Comunale, ha portato a scorrere la graduatoria elettorale ed a rispettare la volontà espressa dai cittadini attraverso il voto, come del resto è avvenuto anche nelle altre liste facenti parte della coalizione. Sin dall’inizio tale carica veniva legittimamente pretesa dal primo degli eletti Dr. Pietro Cifone,il quale non ha dato seguito ai suoi precedenti desiderata una volta verificatesi in Giunta le condizioni che rendevano possibile la sua nomina. Sempre nel pieno rispetto del principio di rappresentanza al momento della formazione della giunta avevo assicurato le mie dimissioni qualora queste fossero state necessarie per l’ingresso di Piero Cifone in giunta, ma tale condizione non si è mai verificata essendoci nella stessa un posto vacante e potendo io stessa,nel momento in cui mi fossi trovata in una condizione di incompatibilità tra la carica di Assessore e quella di consigliere comunale in seguito alle dimissioni dalla carica di Consigliere di Pietro Cifone necessarie per la nomina ad Assessore, optare per la carica di Consigliere, come avevo già deciso di fare, specie se le altre forze della coalizione non avessero accettato la proposta del secondo assessorato per il PD. Per giochi di certa politica, senza una previa verifica politico-amministrativa, pur periodicamente necessaria per valutare i risultati prodotti, con revoca sono stata rimossa dalla carica ricoperta. Ho scelto di non rassegnare le dimissioni, che mi erano state intimate, non certo dal Sindaco, che non ha usato nei miei confronti mai la parola “sfiducia”,ma da altri, perché il venir meno di quel mio impegno non fosse da addebitare ad una mia rinuncia al servizio da rendere ai cittadini, alla comunità di Palagiano, ma da attribuire a chi se ne fosse reso artefice, arrivando a condizionare pesantemente l’amministrazione fino a preannunciare il ritiro della fiducia o-come si dice in politichese-della partecipazione attiva,con conseguente rischio di caduta della stessa Amministrazione,come è risultato evidente dai documenti letti dal Sindaco in Consiglio Comunale. Certo, di fronte a questo aut-aut tra un Assessorato ed il rischio di caduta dell’Amministrazione ogni scelta, seppur non condivisa, è da attribuirsi al legittimo libero arbitrio di chi si trova ad avere in quel momento una così grande responsabilità. Queste spiegazioni erano dovute, visto che tali dinamiche,come era giusto che fosse, sono venute fuori in Consiglio Comunale. Il resto appartiene alla legittima discussione interna ai partiti e alle opportune sedi della politica. Ricordo un particolare dell’ultimo giorno trascorso sul Comune nella carica da Vicesindaco: aprii un po’ la tenda della stanza del Sindaco, vidi giù alla mia sinistra una capannella, …e capii…capii che era arrivato il momento…sollevai lo sguardo verso l’alto-proprio quando si è profondamente immersi nelle vicende e faccende terrene bisogna saper guardare il cielo- e attraverso quella fessura della tenda aperta vidi uno squarcio di cielo e con profonda libertà e serenità dissi a me stessa: “Ho la coscienza tranquilla, io ce l’ho messa tutta per servire la mia gente”. Intanto cominciavano ad arrivare i primi risultati, frutto dell’impegno svolto nell’Amministrazione precedente ed in questa, il PON di 350.000 euro, che ci permetterà di ristrutturare il piano superiore all’Auditorium-Biblioteca, dando così a Palagiano una bella opera di una certa importanza storico-architettonica, il finanziamento per il Centro Polifunzionale “Dopo di noi”, l’apertura del Centro Diurno per Disabili, finanziamenti per la Scuola e tanto altro ancora. Continuo a sostenere con forza il principio di rappresentanza nella Giunta,come ho più volte ribadito unitamente al già Consigliere Carmine Montemurro ed in rappresentanza di buona parte della base del nostro Partito di appartenenza, soprattutto di coloro che si sono candidati mettendoci la propria faccia per la rappresentanza del PD in Amministrazione. Pur nel pieno rispetto delle persone degli altri assessori nominati e riconfermando loro tutta la mia stima, è necessario attuare la rappresentanza nel pieno rispetto del voto democratico: salvo casi di evidente esigenza di spiccata e conclamata competenza strettamente tecnica, la via aurea da seguire nell’individuazione delle cariche amministrative nell’Esecutivo è strettamente connessa al principio di rappresentanza, perché la volontà del corpo elettorale sia rispettata e non tradita, e questo in aperto e giustificato contrasto con quella politica delle nomine imposte o degli assessori di indicazione personale. Nel concreto il principio di rappresentanza può essere attuato attraverso lo scorrimento della lista di chi si è candidato nelle consultazioni elettorali ed ha ottenuto un consenso popolare a cominciare dal primo per giungere – se ce ne fosse necessità - all’ultimo piazzato in graduatoria. Altre soluzioni, rispetto a questa, sono forzature antidemocratiche. Così come, sempre secondo il principio di rappresentanza,che dovrebbe portare a vedere le diverse postazioni negli organi amministrativi secondo le indicazioni scaturite dal voto elettorale, mi auguro che in tempi brevi la maggioranza si ricomponga in tutte le sue componenti così come uscite dalle ultime elezioni e come è giusto che sia democraticamente, essendo uscita chiaramente dalle consultazioni elettorali una maggioranza ed una opposizione. In tanti in questi giorni mi hanno chiesto pubblicamente e privatamente:ed ora cosa farai?Dopo che ti hanno cacciata? Dopo tutto quello che ti hanno fatto? Mi verrebbe da rispondere con le parole dell’amico giornalista Michele Cristella: la pietra scartata dai costruttori è diventata testata d’angolo, ma ritengo queste parole troppo grandi per me. No vedete,qui non stiamo sulla base di fatti, rapporti o emozioni personali. Qui nessuno caccia nessuno perché nessuno può arrogarsi il diritto di essere padrone delle istituzioni, ma ciascuno ne deve essere servitore. Siederò nei banchi in cui il popolo di Palagiano mi ha eletta, cioè nei banchi della maggioranza di governo, continuando a testimoniare e ad attuare da lì i valori in cui credo e che sono al tempo stesso le fondamenta ed i fari del mio agire politico. Non mi presterò mai a nessuna forma di strumentalizzazione o desiderio di vendetta, nella piena convinzione che i giochi della politica, di certa bassa politica, non si debbano mai fare, ma a maggior ragione non vadano mai giocati in amministrazione sulla pelle dei cittadini. Che nessuno pretenda mai, come si è anche cercato di fare con un dazebao in piazza, di dettarmi le ragioni del pensiero o la strada delle mie scelte o della mia azione politica. A queste persone, inoltre, dico che so bene da me, se e quando lo ritenessi opportuno, quello che è o no da denunciare alla Magistratura.Li ringrazio per la disponibilità, ma non ho bisogno di suggeritori in tal senso. La mia politica è sempre stata una politica per, non una politica contro, strumentale a qualcos’altro. Ben farebbero ad assumersi le proprie di responsabilità, ben più gravi. Sicuramente ad una nomina assessorile imposta o condizionata, preferisco una elezione sancita dalla consultazione elettorale che dà piena legittimazione al ruolo da svolgere in Amministrazione. Mi auguro che cresca la politica, che sappia essere non luogo di equilibri di poteri o di conquista e spartizione di poltrone, ma luogo eccelso di studio, progettazione, programmazione, elaborazione di soluzioni per dare risposte ai cittadini e creare un paese, una comunità migliore per tutti. Che il potere sia per tutti quello che è per definizione nella sua natura originaria, cioè insieme dei mezzi per fare le cose, in politica strumento di servizio. In Amministrazione occorre non soltanto l’equilibrio per tenere in piedi la macchina, ma anche e soprattutto la forza per tenere il timone del governo stretto tra le mani e condurlo alla giusta meta. Nel momento in cui nella corsa per l’impegno ed il servizio alla mia gente ed alla mia comunità prendo tra le mie mani il testimone che mi passa Carmine Montemurro,voglio ricominciare da qui, dai cantieri aperti col programma amministrativo e col progetto di governo con i quali l’Amministrazione Tarasco si è candidata al governo della città. Voglio dare il mio contributo perché questa Amministrazione, libera da ogni pesante fardello che ne ostacoli o rallenti il cammino, possa in tempi brevi accelerare il passo verso gli obiettivi che si è prefissa per promuovere, accompagnare e sostenere la crescita e lo sviluppo di Palagiano. Governare, come ci ha insegnato in un’omelia don Salvatore Casamassima, nel dialetto nostrano significa “dar da mangiare, prendersi cura”, questa espressione la usavano i padri della nostra comunità dalle radici contadine, quando per esempio dicevano:”Devo andare a governare gli animali”: specie in un tempo di così profonda crisi sia questo il monito ed il fine quotidiano ed ultimo della nostra azione amministrativa:cercar di dar da mangiare, in tutti i sensi,adoperandosi cioè per dare risposte serie ai bisogni, ai problemi, alle attese ed alle urgenze delle persone, e prendersi cura di coloro che sono affidati alla nostra azione politica ed amministrativa. Di questa grave responsabilità, di come l’abbiamo svolta, saremo chiamati a rendere conto. L’etimologia della parola comunità ci riporta a cum (con, insieme) e munus (onere, responsabilità, dono): La comunità si costruisce col dono che ciascuno fa di sé stesso agli altri, col dono insieme, col dono condiviso. Immune è al contrario colui che non vuole portare nessun dono e non vuole assumersi nessun onere, nessuna responsabilità. E il municipio (da munus accipere:accogliere, prendere il carico, il dono, l’onere, la responsabilità) è il luogo in cui ci si deve fare carico dei problemi della cittadinanza. Rita Borsellino in una magistrale lezione di politica ricordava con le parole, ma soprattutto con la testimonianza l’articolo 54 della Costituzione italiana secondo il quale “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”. Io prometto ed assicuro l’adempimento della funzione pubblica che mi viene attribuita dal voto dei cittadini di Palagiano oltre che con disciplina e onore, col massimo senso di responsabilità e lealtà. Esprimo massimo distacco nei confronti di comportamenti di ricatto o del perseguimento di interessi particolari che facciano perdere di vista l’interesse generale e che non potranno mai vedere il mio voto unanime. Mi auguro che il Consiglio Comunale sia il luogo nel quale maggioranza e opposizione, sia pure da postazioni e con ruoli diversi, ma con grande onestà intellettuale, siano disponibili e aperte a collaborare in vista dell’interesse della cittadinanza, che si pone al di sopra di ogni colore e schieramento: per questo offro tutta la mia apertura e disponibilità,nella convinzione che nell’una e nell’altra parte ci siano notevoli potenzialità e capacità per far bene a questo paese. Esprimo fiducia ai colleghi della maggioranza per il lavoro che insieme si vorrà e si saprà fare per la comunità. Poi, la costruzione della reciproca fiducia in politica, come in tutti gli altri rapporti umani e sociali, è lavoro, sfida e scommessa quotidiana giorno dopo giorno. Aderisco al Gruppo Consiliare del Partito Democratico più e oltre che per le persone per il progetto politico di Italia Bene Comune che questo partito presenta e cerca di interpretare dal livello nazionale fino a scendere ai livelli locali. Rinnovo la mia piena fiducia al Sindaco Dr.Antonio Tarasco augurandogli di essere pienamente in politica quello che ha già dimostrato di saper essere nella vita, pienamente libero ed a servizio di tutti: sarà la condizione necessaria ed indispensabile per poter rilanciare con forza il progetto Tarasco Sindaco nel quale un anno fa tutti abbiamo creduto e che la popolazione attende. Le mie maniche sono già rimboccate, perché non ho mai smesso di lavorare per la mia gente, riprendo il lavoro in Amministrazione per vivere e attuare la politica che, secondo l’insegnamento di Giovanni Paolo II, è servizio alle persone e al bene comune, con attenzione particolare ai più deboli. Aldo Moro, mio grande Maestro e riferimento culturale e politico, ci ha insegnato che la politica è l’arte del possibile. E’ nella piena consapevolezza di tutte le potenzialità ed i limiti che alla politica appartengono, come del resto ad ogni realtà umana ed alle nostre persone, che torno in Amministrazione a servire la mia gente con tutto quello che saprò e potrò fare, ma sicuramente sempre al massimo delle mie forze.

Il video è sul mio canale Youtube. Per visualizzarlo, iscriversi al canale.