C’era bisogno di una conferma? No. Quindi, diamo per scontato, da oggi in avanti, che il gruppo di maggioranza consiliare, sia in completa balia dei due monelli, con il centrodestra nel ruolo dei banderilleros. Quando serve, all’occorrenza. Lo spettacolo offerto nell’ultimo Consiglio, non è stato dei più edificanti, specie nella parte finale.

 

Partito con un piccolo colpo di scena, Simone Lippolis che abbandona Mauro Tagariello, per confluire nel Gruppo misto, con i due che quasi si ignoravano, è terminato con i due showman ricompattati, sempre più mattatori. Sorge il dubbio, fondato, che solo nella nostra assolata vallata, il drappello amministrativo sia capace di tali miracoli, cui hanno fatto da pandant le prove tecniche di riconciliazione nel centro destra. Misteri della poesia o, forse, usanze altolocate. Ha iniziato il Sindaco, Gaetano Tarasco, ringraziando il dimissionario Carmine Montemurro, per il lavoro svolto, aggiungendo che “il gruppo di maggioranza non ha prodotto il silenzio, ma in silenzio”. PIP, Piano del traffico, contenzioso zona 167, gestione del cimitero, e così via. “Fantasie ed immobilismo, occorre cambiare passo”, in sintesi, per Donatello Borracci capogruppo PDL, che non si è lasciato impressionare dalla frase ad effetto. “Non esistono progetti di lunga durata”, ha poi continuato Ciccio Serra capogruppo “Palagiano nel Cuore”, “e quanto scritto da Montemurro nella sua lettera di dimissioni - sostanziale ‘fallimento’ del progetto Tarasco Sindaco – avrebbe meritato ben altri commenti da parte del primo cittadino”. Quasi di routine la lunga serie di interpellanze e interrogazioni, un record per la nostra comunità, con al centro il “dove eravamo rimasti”, questione Colombari vecchio cimitero. L’impasse, come comunicato da Tarasco, è per il parere legale, ma la messianica attesa, nel merito, è stata contestata da Serra e Borracci. Comunque, mentre il Sindaco ha riferito che i tecnici locali attendono il parere per concretizzare il loro contributo, promesso durante l’incontro con Costruzioni Srl, l’assessore ai Lavori Pubblici, Salvatore Petrocelli, ha sostenuto che nessun tecnico, dopo quell’incontro, si è fatto sentire. Parole non condivise dal geometra Antonio Catucci, presente durante il Consiglio, che in una nota stampa ha voluto puntualizzare, tra l’altro, come “i ritardi che l'amministrazione tenta di addebitare a dei tecnici che si sono resi disponibili a risolvere un problema, probabilmente sono dovuti ad altro, ed anche al fatto che si sia ancora in attesa di un parere legale richiesto dal Comune”. E’ arrivato infine il passo di danza, che tutti aspettavano: tailleur scuro, adatto per matrimoni, battesimi, ed ingressi istituzionali, capelli stirati di fresco dallo chauffeur (pardon, coiffeur), scarpe con tacco basso, in tinta con la maglietta, Maria Grazia Mellone ha “levitato” alla destra di Rino Pucci, ma alla sinistra di Piero Cifone. Sembrava di leggere l’ode manzoniana, “due volte nella polvere, due volte sull'altar… ed arbitro s'assise in mezzo a lor”. Del suo immancabile lungo discorso, ne abbiamo riferito a parte. Qui ci preme rilevare alcune cosucce. Le cose da lei dette, ma soprattutto quelle non dette o solo accennate, hanno scontentato tutti, come da programma, ed in linea con il personaggio: delusi monelli e centro destra, che si aspettavano parole pungenti e di condanna per Sindaco e dintorni, delusi (meglio incazzati), maggioranza e Partito Democratico, per lo sciorinare di panni che, ormai, più che di una lavatrice, avrebbero bisogno di una spazzola con setole di acciaio. Del tutto assente, nelle parole dei governanti, ogni riferimento all’uscente e all’entrante, neanche un “adieu”, o un “ciao, come stai”. Ed è su questo ingarbugliato e spinoso roveto, che è soffiato il vento impetuoso del documento letto dalla Mellone. Che in definitiva, esce vittoriosa dallo scontro con i suo Partito, anche se scalfita dalle “strane” dimissioni di Montemurro. “Strane” anche perché, ha dichiarato Borracci, “le sue dimissioni rafforzano l’amministrazione, per l’entrata dell’ex vice Sindaco. Al posto di Montemurro, se fossi stato eletto nella maggioranza, dopo quanto da lui denunciato, non solo non mi sarei dimesso, ma mi sarei messo alla testa di una possibile opposizione, per far terminare quanto prima una esperienza che ha tradito le mie aspettative”. Ma, come nei romanzi di Stephen King, nulla è come sembra. Il Sole è ormai prossimo a lasciare il Cancro, il che avverrà esattamente alle 05.04 del 21 giugno, per accarezzare la criniera del Leone. Seguiranno giorni via via più corti, e notti sempre più lunghe. Sarà così anche per il “rinnovato” gruppo PD, e per la “rinata” amministrazione?

 

Giuseppe Faval

P. s. Ringrazio il consigliere Ciccio Serra, per gli auguri di lunga vita rivolti al sottoscritto. A buon rendere…

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