…e due! Dopo il Consiglio comunale del 28 settembre, per la seconda volta si è assistito ad una seduta da dimenticare, se possibile peggiore della precedente.

 

Ormai appare chiaro che il centro destra stia interpretando molto seriamente il suo ruolo di opposizione, e lo stesso dicasi per i consiglieri del Gruppo “API – Alternativa per Palagiano”, Mauro Tagariello, Simone Lippolis e Domenico Latagliata. Definitosi i tre monelli, in omaggio ad un intercalare usato spesso dal Sindaco Gaetano Tarasco durante la campagna elettorale, vivono in una specie di limbo istituzionale primordiale, con l’offerta di tornare a far parte a pieno titolo della maggioranza, con alcuni “ma”, e il primo cittadino che non rifiuterebbe l’offerta, fermo restando “se”. L’architrave dei loro interventi ha rispettato la struttura del precedente Consiglio: distribuzione dei ruoli fra loro, Lippolis ormai cementato nella parte del duro, Tagariello in quella dello zio saggio e bonario, che qualche volta si adira, ma subito chiede scusa, “Con una carezza in un pugno”. Foto, documenti, richiami legislativi con relativi commi e codicilli, tutto teso a dimostrare che fanno sul serio, che la ragione stia dalla loro parte, e che in effetti i “birichini” bisognerebbe cercarli altrove. Ancora una volta, la maggioranza, pur potendo contare su tecnici di provata esperienza, uno su tutti, l’ing. Rino Pucci, è stata continuamente in affanno, tanto da sembrare il martirio di San Sebastiano, trafitta dalle frecce che, alternandosi fra loro, le venivano scagliate. Non è che non abbia provato a difendersi, ma quasi ogni tentativo ha prodotto un effetto ancor più devastante del silenzio. Qui non si tratta di dare voti, distinguendo tra bravi e meno bravi, ma tra amministratori che “studiano” gli atti, ed altri che li “leggono”, tra l’essere e l’apparire, tra i dubbi dei forti e le certezze dei deboli. C’è poi da notare che: Ciccio Serra e Aldo Marangione (centro destra), con Lippolis sono alla prima esperienza amministrativa; Francesco Mancini, Tagariello e Latagliata sono al secondo mandato, e per tutti la giovane età ancora non li ha dotati di quell’esperienza politica, che solo il vivere offre. Ed allora? La carenza di una guida politica nel gruppo di maggioranza, è drammaticamente evidente, vedi quanto accaduto in questa seduta e nella precedente. Per non creare fraintesi “interessati” in chi potrebbe far finta di non capire, con l’atavico e scoperto trucco del “tutti colpevoli, nessun colpevole”, chiarisco subito che ogni riferimento è agli ultimi due Consigli, e a chi vi ha tenuto banco, in maniera palese o nascosta.

Vediamo ora quello che è accaduto, …magari si scopre che forse calo il due di coppe, mentre la briscola è a bastone.

Unico punto all’Ordine del Giorno, “Accordo di Programma Consorzio Città Impresa. Modifica Convenzione attuativa dell’accordo di Programma per sopravvenuta modificazione dello stato dei luoghi”. Lippolis, con perfetto aplomb inglese, chiede se vi sia un tecnico amministratore incaricato, da parte di qualche consorziato di Città Impresa. Risponde l’assessore Salvatore Petrocelli: “Ho un incarico di progetto di un capannone, per quanto riguarda le rifiniture interne, ma la carica è sospesa in virtù dell’approvazione di questo provvedimento”. “Avendo saputo pochi minuti fa di questo incarico, riprende Lippolis, chiediamo la sospensiva ex. art. 66 co. 2 del Regolamento consiliare, perché il provvedimento non può essere votato in questa assise, in quanto può essere dichiarato successivamente nullo, per contrasto con l’art. 78 co. 3 Testo Unico 267/2000”.

 

  1. 66 Regolamento – Questione pregiudiziale o sospensiva.
  2. La questione pregiudiziale si ha quando viene proposto che un argomento non debba discutersi.
  3. La questione sospensiva è una richiesta di rinvio della trattazione dell’argomento ad altra seduta od al verificarsi di una scadenza determinata.

 

  1. 78 Testo Unico. Doveri e condizione giuridica.
    3. I componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato.

Il pubblico rumoreggia, e Tagariello chiarisce che “approvando l’atto, approvo anche l’incarico di Petrocelli, e io non voglio avere problemi legali”.

Viene sollecitato un parere da parte di Italo Sgobio, segretario comunale pro tempore: “Se l’assessore Petrocelli rinunciasse all’incarico, cadrebbe la condizione, e non ci sarebbero così problemi”, è la sua risposta. “Dichiaro di rinunciare a qualsiasi incarico, aggiunge Petrocelli, per il bene di tutti i consorziati di Città Impresa”.

 

Questione chiusa? Quasi, perché i monelli ritornano più volte sull’argomento, facendo rilevare che grazie a loro, si è evitato di rendere nulla la seduta.

 

Ciccio Serra, capogruppo “Palagiano nel Cuore”, si lamenta dei tempi della convocazione del Consiglio, chiedendo più rispetto per l’opposizione, specie quando la sua presenza è determinante per l’approvazione di un atto. Sulla stessa scia, Tagariello: “L’atto ci è stato proposto in modo un pò rocambolesco. Perché il Consiglio è stato convocato per venerdì, quando noi e il centro destra eravamo già pronti per tenerlo prima?”.

 

Si giunge così all’intervento di Piero Cifone, capogruppo del Partito Democratico: “Grazie a voi abbiamo approvato l’atto, perché siamo andati in prima convocazione, in seconda convocazione avremmo avuto noi i numeri per poterlo approvare, voi la responsabilità di non averlo fatto in prima convocazione. La vostra presenza è senz’altro gradita, ne prendiamo atto, però non è una presenza determinante”. Reazione immediata dell’opposizione, che mal gradisce questa chiosa, volano parole grosse, e il Presidente del Consiglio, Salvatore Cirillo, fa sgomberare l’aula. “Mi sembra strano, dirà poi Cifone, ad aula ormai sgombra, che altri consiglieri, nei loro interventi, seguano quello che recita il Regolamento, ovvero date, numeri e protocolli, avendo un suo seguito”. Per lui, è questo il senso, non è invece accaduto, pur avendo fatto riferimento al Regolamento.

 

Quello che poi ne è seguito, è stato solo un pò di nebbiolina, in un mazzo di fiori di campo. Il provvedimento finale, così come i vari emendamenti soppressivo, modificativo ed aggiuntivo, sono stati infine approvati all’unanimità.

 

Intanto si registra che, in controtendenza con quanto accade a livello nazionale, un miracolo sembra essersi manifestato in quel di Palagiano: l’impresa impossibile per Bersani, Casini e Vendola, di fare squadra su un progetto condiviso, da noi è realtà.

 

Il Partito di maggioranza “relativa” poi, il piddì, appare il più tormentato. Mentre nell’UDC non ci sono delfini, acquari ed aspiranti in pectore, nel Partito che fu di Berlinguer, Moro e Ressa, tre delfini nuotano disperatamente in una piscina vuota. Potere e magia della fantasia, la stessa che trasforma i dubbi in certezze, e rende ottimisti gli amministratori di maggioranza, pur in presenza di due Consigli che, definire tormentati, è un esercizio di puro eufemismo.

 

Contenti loro!

 

Giuseppe Favale

 

Tra il serio e l’aceto…

Mancini: “Visto che il dottore lavora al 118, voi siete un 118 permanente”.

Serra: “La medicalizzata!”.

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