Una seduta “urlata”. Questo è stato l’ultimo Consiglio comunale in quel di Palagiano, come amano dire quelli che hanno studiato astronomia.

 

Un Consiglio che si fa fatica a definirlo tale, a metà strada tra Porta Portese e lo struscio domenicale, a tratti così frastagliato  e stanco, da rendere impossibile la comprensione del punto in discussione. Chi ci legge, sa che di Consigli ne abbiamo seguiti tanti, ma non ne ho memoria di uno simile. Figurarsi che, richiesta bipartisan tra il pubblico, di centro, sinistra e destra, si aveva nostalgia dell’era Ressa, ovviamente con motivazioni differenti. Non è che sia stata avari di scontri, anche accessi, tra Ressa, Borracci, Stellaccio, Scalera, ma erano limitati nel tempo e nello spazio, non improntavano di sé l’intera durata del Consiglio. Vabbè.

Le attese della vigilia non sono state deluse. In parte. Perché, mentre i tre monelli, Mauro Tagariello, Simone Lippolis e Domenico Latagliata, hanno confermato quello che si vociferava, cioè uno scontro all’arma bianca, gialla e nera, di un altro ring, annunciato con dazebao criptati nella forma, ma non nella sostanza, non sono state montate neanche le impalcature. Come un ectoplasma, fra i banchi della seduta, si è aggirato, dall’inizio al gong finale, l’art. 67 del Regolamento – Fatto personale. Un articolo, così chiaro e semplice, che si proverebbe vergogna a cercarne di capire i meandri tortuosi, che hanno reso impraticabile il corretto dibattito. Eppure, si badi bene, da più parti è stato sollecitato il rispetto verso gli elettori, verso i cittadini, e verso i marziani, che pure erano presenti.   

 

1. Costituisce "fatto personale" l’essere attaccato sulla propria condotta o il sentirsi attribuire fatti ritenuti non veri od opinioni e dichiarazioni diverse da quelle espresse.

2. Il consigliere che domanda la parola per fatto personale deve precisare in cosa esso si concretizzi ed il Presidente decide se il fatto sussista o meno.

3. Se il consigliere insiste anche dopo la pronuncia negativa del Presidente decide il Consiglio, senza discussione, per alzata di mano.

4. Possono rispondere a chi ha preso la parola per fatto personale unicamente il consigliere o i consiglieri che lo hanno provocato.

5. Gli interventi sul fatto personale non possono durare, singolarmente, per più di 5 (cinque) minuti.

 

Chiarissimo. Eppure, salvo rarissimi casi, la sua applicazione è stata elargita con allegria e fantasia. Tanta fantasia. Bastava che un consigliere ne citasse un altro, magari per andare a bere un caffè, che subito veniva invocato, e concesso, il “fatto personale”. E se il caffè fosse stato senza zucchero? E se fosse stato corretto all’Ucciardone? Domande destinate a restare senza risposta. A chi crede che si stia esagerando, consigliamo di vedere il video del Consiglio e, ai più tenaci e masochisti, di non perdersi l’audio.

Altro fatto rilevante, l’incisività e la determinazione nel colpire, dimostrata dai tre apisti. Segno che si è trattato di qualcosa di studiato, discusso e programmato, per non lasciare niente al caso. Tagariello, a tratti vestiva i panni di Mastro Titta (“boni, state boni, scià”), a tratti di D’Artagnan, spavaldo guascone, in altri ancora ostentava la saggezza del Grillo Parlante, mentre la parte del burbero era appannaggio di Lippolis. Nel ruolo del Passero Solitario, che ha inteso tutto, ed ha il mondo in disprezzo, Latagliata.

In tono minore, date le circostanze della coabitazione nel ruolo di opposizione, interventi ed analisi del centro destra. Sono stati comunque interventi mirati, quasi sempre pacati, salvaguardandosi la bile per altre occasioni. Politiche. Ciccio Serra, capogruppo “Palagiano nel Cuore”, ha sferrato una serie di uno – due, sulle responsabilità politiche della mancata decurtazione delle indennità ai consiglieri ed assessori, seguito da Donatello Borracci, capogruppo PdL, che ha spiegato la sua assenza in Commissione, e la scelta di votare la Presidenza di Lippolis, nel quadro di una strategia politico – amministrativa.

Non altrettanto si può sostenere dei Gruppi di maggioranza, che a volte sono apparsi confusi, e non organizzati nelle risposte. Esempio, la proposta di Rino Pucci, di azzeramento delle Commissioni, contestata dal centro destra, ma non difesa dai suoi colleghi di maggioranza. Per gli altri esempi di mancato coordinamento, e carenza di strategia “difensiva”, basti guardare il video (oltre a rileggersi l’articolo): c’è l’imbarazzo della scelta! E’ chiaro che dovrebbero rivedere più di qualcosa, in futuro. 

Di cosa si è discusso?

Serra ha comunicato che la richiesta, sua e del consigliere Francesco Carucci, di un Consiglio comunale monotematico, sulla raccolta dei rifiuti, è stata accettata.

La parola è poi passata al Sindaco, Gaetano Tarasco, che ha comunicato il ritiro della delega all’assessore Rinaldo Orlando, e la revoca degli incarichi ai tre consiglieri di “API – Alternativa per Palagiano” . Le motivazioni, quelle già analizzate in precedenti articoli. Niente di più, niente di meno. Tagariello ha chiesto al Sindaco: “Lei è d’accordo con le motivazioni sottoscritte dai Partiti? O la pensa diversamente?”. Ha poi ricordato la volontà di tutti di non stilare accordi con Vito Cervellera, accordo poi realizzato. “Non siamo stati noi, ha continuato, a mancare di rispetto verso qualcuno. Quando avrei mancato di rispetto? Dal 5 settembre, Sindaco, non ci hai mai chiamato, ci hai solo tolto le deleghe”. Avendo richiamato uno dei cavalli di battaglia di Tarasco, “la persona al centro”, il Sindaco ha risposto che “non faccio discorsi personali, ma un commento agli eventi. Il concetto sacro di Persona, non riguarda i personalismi, qui si parla di dinamiche politiche. La vostra affermazione di essere controllori del resto del Gruppo di maggioranza, mina il rapporto di fiducia. Lanciare in piazza il messaggio di più Sindaci a Palagiano, questo non mi appartiene”. “Non parliamo di comportamenti personali, ha poi proseguito Piero Cifone, capogruppo PD, ma di comportamenti politici. Non è stato un nostro capriccio segnalare le motivazioni per la ricomposizione all’interno della maggioranza”. Poiché una delle scorrettezze contestate ai tre, riguardava le Presidenze delle Commissioni, Tagariello ha fatto notare che , “se c’è stato un nostro blitz nelle Commissioni, anche Carmine Montemurro, del PD, ha fatto il blitz, perché eletto anche lui all’unanimità”. Sulla discussione che ne è seguita, niente di nuovo circa le risposte alle domande poste dai tre, su quanto già detto, ridetto e comunicato.

Altro punto in discussione, l’interrogazione di Serra, sul Pino di Lenne. “Il Comune si costituirà parte civile?”. Risposta affermativa.

È stato poi approvato all’unanimità, un Ordine del Giorno relativo all’emergenza ILVA di Taranto, di “vicinanza e solidarietà ai lavoratori ed alle loro famiglie, ritenendo che il diritto al lavoro e alla salute, non debbano essere considerati antitetici, ma vanno protetti allo stesso modo”. Solidarietà è stata anche espressa alla famiglie di chi ha pagato il prezzo altissimo della vita umana, per l’inquinamento ambientale.

Sulla “Variazione parziale delle aliquote IMU – Anno 2012”, con l’astensione del centro destra e il voto favorevole degli altri consiglieri, si è deciso che l’aliquota per i terreni agricoli, passi da quella base dello 0.76%, allo 0.65%, con una diminuzione pari allo 0.11%.

Ultimo punto, “Art. 193 D. Lgs. 267/00 – Ricognizione sullo stato d’attuazione dei programmi e variazione di bilancio”, dove si è registrato il voto contrario del centro destra, e dei tre consiglieri del gruppo “API – Alternativa per Palagiano” .

Ormai, in seno alla maggioranza, che continua a reggersi sulla corda del funambolo, porte sbarrate ai monelli.

Sempre sperando che non soffi un vento più forte di tramontana.

Sempre lamentando che una maggioranza a nove, rendi il tavolo dei loro incontri di forma circolare, stante la possibilità di veto di ognuno.

Sempre ricordando che, finora, il “No” pubblico ed ufficiale, ad un eventuale rientro dei tre, sia venuto solo dal Partito Democratico (“Bene ha fatto, la nostra coalizione ed il Sindaco Tarasco, ad allontanare i tre citati consiglieri, della cui mancanza non soffriranno di certo né la maggioranza consiliare, né i cittadini di Palagiano”).

 

Giuseppe Favale

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