Di Giuseppe Occhinegro alunno del corso E.D.A. (educazione degli adulti) Sentite cosa successe ad una anziana signora, la notte della befana; la donna si coricò col pensiero di fare il pane l’indomani mattina. La luce che si usava era il tubo a petrolio e per vedere l’orario cantava il gallo, perché non c’era sveglia. La sera si spegneva il tubo, un segno di croce e si andava a letto col pensiero che la mattina, quanto più presto ci si doveva alzare. La donna dopo le prime ore della sera, dal sonno si svegliò e disse: “forse è tardi, chissà che ora sarà adesso…! E all’oscuro si buttò giù dal letto e alla porta si avvicinò. Sentì un mormorio nella strada, passavano tante persone: aprì la porta e vide una processione che in silenzio pregava. La fede di questa vecchia per i Santi era forte: volle seguire la processione prese uno scialle e chiuse la porta. Girò per le strade pregando con fede: ma ora arriva il meglio e sentite cosa successe. Dopo tanti giri in una chiesa si entrò tutti, uno dietro l’altro, recitando l’Ave Maria: le luci erano quelle del tempo antico e la donna cominciò a guardarsi attorno per riconoscere qualcuno. Si girò il prete sull’altare e la donna vide che era senza il naso, a chi teneva vicino, non l’aveva visto, non ci aveva fatto caso. Si guardò con più attenzione e piano piano e con l’occhio storto, una mano in fronte mise ed esclamò: “io sto insieme ai morti!” e indietreggiando piano piano, alla porta si avvicinò. Diede uno scatto e scappò via, ma la lunga gonna nel portone si impigliò con la forza della paura, il coraggio le venne: il vestito si strappò e scappando, a casa se ne andò. Per la paura che si portò addosso, non lo fece più il pane e con un tremolio di morte non si sentiva più persona viva. La donna si poggiò sul letto, perché bene si sentiva, e stette dieci giorni senza parlare con freddo e febbre. Questo fatto successe in un paese che si chiama Palagiano. Lo raccontava nonna Vela che era una amica di questa signora. Lo raccontava con passione e a me è rimasto nel pensiero: cent’anni e più sono passati e non si sa se sia un fatto vero o meno, ma una cosa vi raccomando: non scherzate con i Santi e con i morti.
Questa storia se la racconto, ogni persona, si spaventa ma non si è mai saputo se è una storia o una leggenda: c’è chi crede e chi non crede né a un morto né a una Santa, ma la notte della Befana è la notte più importante.
NOTA. Le persone anziane di Palagiano amano ricordare e qualcuno ancora praticare, una credenza popolare molto viva, quella del “ritorno dei morti” sulla terra (in peregrinazione dal due novembre per rientrare la notte della Befana), conosciuta e rievocata anche dal Pascoli in una commovente lirica dei “CANTI DI CASTELVECCHIO”. A tal fine e usanza “ fare la tavola”, che consiste nel lasciare, nella notte precedente la Befana, la tavola apparecchiata con nove assaggi, il fuoco acceso, perché le anime dei morti, che vengono a visitare le loro case, possano ristorarsi prima del loro rientro nel Purgatorio, secondo le prescrizioni del Padreterno. In quella notte ancora oggi, diverse persone anziane, vivono grandi trepidazioni.
Fonte: “Palagiano tra saperi e sapori”, Circolo Didattico Giovanni XXIII.