Penetrare nell’intimo di ogni persona per cogliere l’autenticità del rapporto uomo - Dio, creatura - Creatore, finito - Infinito, è cosa assurda.
Ognuno vive tale rapporto nella propria intimità, nel segreto del proprio cuore, dove sono riposti i legami autentici, gli slanci passionali e le atrocità dei dubbi.Se dovessimo partire da tali presupposti non avremmo modo di esprimere alcun giudizio.Dovendo parlare però della “Religiosità Cristiana” del nostro popolo, di come ha vissuto negli anni, la vita cristiana, di come la vive oggi, qualcosa possiamo dire.È certo che l’insegnamento evangelico dei Vescovi e dei Parroci che si sono succeduti, in questo secolo, ha dato i suoi frutti positivi; è dimostrato dalla crescente partecipazione alla vita religiosa della nostra popolazione che è andata aumentando costantemente, specialmente, nella prima parte del secolo.In quegli anni, la gente, più che mai, aveva bisogno di buoni pastori che andassero incontro, oltre che ai bisogni spirituali, anche alle loro necessità materiali giornaliere che non erano poche.Le omelie e le catechesi erano incentrate sulla figura di Gesù maestro e, immancabilmente, terminavano con l’invito alla partecipazione alla S. Messa domenicale e all’astensione dal lavoro.La vita grama spesso non consentiva l’osservanza di tale precetto; la Domenica era il giorno, per molti, in cui bisognava adempiere le proprie necessità, impossibilitati a farlo, nei giorni lavorativi, impegnati, quasi sempre alle dipendenze di terzi.La Messa domenicale, comunque, del primo mattino, era frequentata dai contadini, prima che andassero al lavoro; molto seguite erano anche le Messe istituite per le novene dell’Immacolata e del Natale che si celebravano, di buon mattino, proprio per loroI genitori mandavano i propri figli al catechismo, quando non li impegnavano nei campi.Le Chiese dell’Annunziata e dell’Immacolata, quando fu riaperta al culto, erano piene di scolari, che frequentavano le lezioni con assiduità, nei giorni destinati al Catechismo.L’insegnamento, spesso, veniva affidato a catechiste non preparate culturalmente, che avevano però il pregio di essere donne di grande fede, capaci di trasmetterla.La devozione a Gesù Sacramentato, l’insegnamento religioso e l’affermarsi dell’Azione Cattolica caratterizzarono l’episcopato di S.E. Mons. Francesco Potenza, validamente collaborato dai Parroci: Don Giovanni Masella, Don Donato Rota e Don Leonardo Ventura che operarono nella nostra Chiesa, tra la prima e la seconda metà del secolo.Giovani, Donne e Uomini di Azione Cattolica, davano testimonianze indelebili, di vita cristiana.La religiosità permeava la società del nostro popolo; non c’era occasione in cui non ne fosse manifesta.Le processioni della Madonna, a conclusione del mese di maggio, del Corpus Domini, di San Rocco, della Madonna della Stella e del Venerdì Santo erano il trionfo di Cristo e della Chiesa.Non mancavano pellegrinaggi ai santuari della Madonna della Stella, della Madonna del Carmelo e del Pozzo, venerata in Capurso.Quest’ultimo Santuario veniva visitato nell’ultima domenica di agosto, lo si raggiungeva, da ogni parte della Puglia, a piedi o coi carri agricoli.Durante il viaggio si pregava e si cantavano inni alla Madonna; le preghiere e i canti, spesso espressi in dialetto, erano ricchi di contenuti di fede.I Missionari durante le Missioni popolari, venivano ad aiutare, i sacerdoti. per avvicinare, i più duri e i più restii all’ascolto della Parola. Il richiamo del Pastore Gesù veniva accolto, lo Spirito penetrava in loro, li fecondava, divenivano amici di Cristo.Alcune mamme, piene d’Amore di Cristo, nonostante il peso delle proprie famiglie, numerose, trovavano il tempo per la cura anche dei bimbi di famiglie più disagiate delle loro e, cosa ancora più lodevole, era il tempo dedicato ad alcuni vecchi malati e abbandonati. Li visitavano, li confortavano, rendendo la loro solitudine meno triste; preparavano da mangiare, lavavano la loro biancheria sporca anche di feci, (quando non c’erano le lavatrici e il bucato si faceva a mano).Negli anni della II Guerra Mondiale, quando la fame la si poteva toccare con mano, la carità e la solidarietà portarono quelle mamme anche a condividere i disagi degli sfollati, offrendo loro gli alimenti di prima necessità, appena sufficienti per loro famiglie.I ragazzi assimilavano quel costume di vita e operavano di conseguenza.Nella seconda parte del secolo, il benessere, pur migliorando le condizioni economiche di molti, ha dato vita a un crescente individualismo che si è enormemente accentuato, verso la fine del secolo.Le relazioni col vicinato e col quartiere sono state viste, dalle giovani generazioni, come ingerenze nella propria vita. Spesso nell’ambito della propria famiglia, i rapporti sono limitati e sopportati.Il lavoro della coppia non dà più spazio alla frequenza della vita della Parrocchia o lo limita di molto. Nel tempo, ciò ha determinato l’affievolirsi del “Senso Cristiano” della vita che plasmava le generazioni precedenti e ha diminuito il valore della carità verso la sofferenza altrui.La scienza ha preso il posto di Dio, si vuole ridurre tutto a ragione personale, prevalgono i: “secondo me”, “io la penso così” ecc…Parecchi hanno sostituito agli insegnamenti evangelici, gli idoli di massa, più allettanti e meno impegnativi: denaro, calcio, sesso, droga, moda e altre forme di edonismo.Nel nostro paese diversi giovani e adulti, purtroppo, si sono allontanati da tempo, dagli insegnamenti evangelici e dalla Chiesa, pur dichiarandosi cristiani, cadendo nella indifferenza totale.Ci sono comunque, nelle nostre comunità parrocchiali, giovani e adulti che testimoniano qualitativamente, la “Parola” e gli “Insegnamenti” di Gesù anche pubblicamente.Le festività del Corpus Domini, del Natale e della Pasqua vedono le chiese gremite di fedeli, segno evidente di ripresa della vita cristiana.
Fonte: Memoria storica del nostro ‘900, di Michele Orsini