Se abbiamo un'abbondante documentazione storico-archeologica sui movimenti e sulla permanenza delle diverse popolazioni che hanno frequentato il territorio pugliese a partire dal paleolitico in poi, non è certamente impresa facile stabilire e catalogare, nel tempo e sul territorio, i movimenti migratori nella preistoria.Ci si sforzerà, tuttavia, sulla base degli studi e delle ricerche compiute finora sull'argomento, di dare al lettore un quadro, certamente approssi­mativo, ma il più chiaro e preciso possibile delle popolazioni che hanno vissuto nella nostra regione e che hanno lasciato qualche testimonianza della loro presenza, del loro modo di vivere e delle loro credenze, dei loro riti, della loro cultura.Segni inequivocabili della presenza di popoli antichissimi sono stati rinvenuti nella Puglia, dalle alture del Gargano all'estremo limite della penisola salentina.Notissimi fra questi sono i puli di Altamura e di Molfetta1. Nelle caverne, scavate o naturali, intorno alla circonferenza dei puli sono stati rinvenuti resti minerari e oggetti di pietra, per cui si pensa che in queste grotte si rifugiassero i trogloditi, per ripararsi dalle intemperie e dalle belve e per riposare la notte2.Abbiamo poi i dolmen3 di Bisceglie, in terra di Bari, fra cui quello detto Albarosa, di Minervino Leccese detto il dolmen di Sansi, nel territorio compreso fra Calmiera e Melendugno (Le) ve ne sono due rispettivamente denominati Placa e Gurgulente, e infine i sette dolmen di Giurdignano, in provincia di Lecce4.In parecchie località, inoltre, sono stati rinvenuti i resti di antichissime mura dette megalitiche o pelasgiche, formate da grossi blocchi di pietra. Fra queste ricordiamo quelle di Ugento, Muro Leccese, Melendugno, Otranto, Lecce e presso le grotte Romanelli.In provincia di Bari abbiamo i resti delle mura megalitiche di Altamura e Conversano; in provincia di Brindisi quelle di Carovigno e San Pietro Vernotico; in provincia di Taranto, quelle di Manduria, di Mottola e infine, rinvenute nel 1974, quelle di Cozzo Marziotta in territorio di Palagiano. Ci sono poi numerosissimi reperti consistenti in oggetti di piccolo taglio come oggetti silicei, suppellettili varie, materiale vascolare, conser­vati e custoditi nei musei delle antiche città pugliesi, senza dire delle pitture e graffiti parietali nelle grotte di diverse zone della Puglia.Tutto ciò dimostra, senza ombra di dubbio, che il territorio della regione fu abitato sin dall'età paleolitica e quello di Palagiano fin dall'età del bronzo, come risulta dai reperti archeologici di Cozzo Marziotta.Ai piedi del Gargano, ad esempio, nella cosiddetta Grotta Paglicci, sono state rinvenute pitture parietali in ocra5 rossa raffiguranti cavalli e impronte di mani anch'esse dello stesso tipo, oltre che oggetti di arte mobiliare, che risalgono, stando agli studiosi, ad oltre 20.000 anni fa.Al paleolitico superiore appartengono pure le incisioni parietali che stanno nelle grotte Romanelli e Zinzulusa nel Salento.Appartengono invece all'epoca mesolitica (la media età della pietra) i reperti rinvenuti a Coppa Nevigata, presso Manfredonia, consistenti in grossi mucchi di gusci di molluschi che gli abitanti di quel periodo mangiavano, e in numerosissimi microliti6 che servivano per aprire le valve dei molluschi.Nell'epoca successiva, cioè nel neolitico, ci fu un notevole incremento demografico, dovuto soprattutto alle immigrazioni degli altri popoli vicini, grazie alla fertilità del territorio della nostra regione.In questo periodo, infatti, l'uomo, di fronte all'incertezza del domani dal punto di vista dell'alimentazione, fin’allora frutto di caccia, pesca e raccolta di frutti spontanei, imparò a coltivare la terra, dando notevole impulso a quest'attività nella zona che vide crescere oltremisura in breve tempo non solo la popolazione ma anche le risorse economiche.Non mancano testimonianze della civiltà neolitica in Puglia. Abbiamo, per esempio, le pitture parietali della grotta di Porto Badisco presso Otranto, dipinte in ocra o con guano dì pipistrelli, raffiguranti per lo più scene di caccia.Abbiamo poi reperti ceramici nello stile della Masseria La Quercia che si estende dal foggiano a tutta la costa pugliese adriatica e ionica che risalgono al settimo millennio e reperti nello stile Passo di Corvo (località a Nord di Foggia) che risalgono al V millennio.

I puli sono ampie voragini circolari col diametro di circa 500 metri e profondi oltre 50
metri.
Lorenzo Predone, La Puglia, Cressati, Bari 1959, pag. 105.
3   I dolmen sono delle tombe antichissime individuali o collettive, formate da grossi
lastroni di pietre infissi nel suolo che sostengono altri lastroni in posizione orizzontale.
4   Predone, op. cit., pagg, 105 e 106.
5   Argilla che si adopera come materiale colorante.
6   Piccole pietre laminiformi utilizzate come coltelli. 

 

Giovanni Carucci, in "Tasselli di storia palagianese".