Si è parlato di uranio impoverito in un convegno organizzato dall’associazione Echèo
“Siamo un Paese che si commuove quando accadono eventi particolari, ma poi dimentichiamo. Lo Stato deve tutelare sempre i soldati che manda in missione, non può essere disattento. Tutelarli a responsabilità limitata è un paradosso inaccettabile”.

Così Rocco Ressa, Sindaco di Palagiano, intervenendo al convegno “Angeli senza gloria…dimenticati dall’indifferenza”, organizzato dalla neonata associazione Echèo, che pone tra i suoi obiettivi il raccogliere fondi da destinare a soggetti che versano in condizioni di disagio sociale, fisico e psichico, attraverso l’organizzazione di iniziative di carattere culturale e sportivo.
“L’echèo, spiega Paolo Di Benedetto, Presidente dell’associazione, nell’antica Grecia, era un vaso di bronzo a forma di campana che serviva ad amplificare la voce degli attori, e che per questo veniva posto insieme a tanti altri, secondo regole precise, lungo le gradinate dei teatri. I soci della nostra associazione, in realtà, vogliono diventare tanti "echèi" che, posti tra la gente, possono e devono amplificarne esigenze, ragioni e idee, facendole proprie e cercando di realizzare progetti a questa collegati”. Gli “Angeli senza gloria”, vittime dell’uranio impoverito, della sindrome dei Balcani, i protagonisti del convegno. “Tanto si è scritto e tanto si è detto attorno a questo tema, precisa Di Benedetto, ma ancora nulla di concreto è stato fatto per appurare la reale pericolosità dell’Uranio, che già più volte si è cercato di mettere al bando, ma che puntualmente è utilizzato durante le missioni militari. A oggi si contano circa 1600 ammalati, e circa 150 sono i morti per cause che vanno dalla leucemia ad altre forme di tumore, che non hanno lasciato scampo alle giovani vite dei nostri soldati e dei civili che vivevano e vivono nelle vicinanze di poligoni. La gente continua ad ammalarsi e ad avere bisogno di cure sofisticate e costosissime, e quello che è ancor peggio, continua a morire lasciando "in mezzo alla strada" mogli e figli, che nonostante la perdita dei propri cari deve continuare a vivere e a sostenersi senza l’aiuto, molto spesso, di una pensione e di un qualsiasi altro sussidio”.

Tanti gli invitati. Michele Pelillo, consigliere regionale (“Sono disponibile a seguire con attenzione queste problematiche e le vicende della vostra associazione”), l’on. Donatella Duranti (“C’era un gran bisogno di questa iniziativa”), la senatrice Menapace, Presidente dell’ultima Commissione del Senato per l’Uranio Impoverito, Nicola Le Grottaglie, calciatore della Juventus FC (“Gesù deve entrare nei nostri cuori e nella nostra vita, gli uomini devono seguire i consigli di Dio, non agire di testa loro. La mia immagine scompare, ma il Signore entra nei nostri cuori. Pregherò per voi e per tutti i ragazzi che soffrono”), l’on. Accame, ex Sottosegretario alla Difesa e Presidente dell’Associazione per la tutela dei diritti delle vittime delle Forze Amate (“Non esiste il destino cinico e baro, ci sono persone che hanno sottovalutato i rischi, per cui non si sono adottate le necessarie misure di protezione”), il maggiore Carlo Calcagni, vittima anche lui, come Di Benedetto, dell’uranio impoverito (“C’è molta disinformazione anche fra noi militari ammalati, non tutti conoscono i loro diritti. Bisogna dare tutela e dignità alle famiglie. Non ci sono solo vittime di serie A e di serie B, ci sono anche le vittime del sistema”), il Gen. Claudio De Bertolis, Vice Capo Gabinetto della Difesa, Maria Grazia Mellone, consigliere comunale con delega alla cultura.
“Occorre una vera e propria rivoluzione culturale per riconoscere a queste persone, ha detto la Mellone nel suo intervento, che nel silenzio muoiono e soffrono per servire lo Stato e le comunità, ed alle loro famiglie, la dignità e i diritti derivanti dal loro servizio. Così come è giusto e doveroso chiamare con il proprio nome le cause che portano tanti di questi soldati a malattie, ed in molti casi a morte fulminante. E sicuramente l’uranio impoverito è tra queste. Personalmente, ed in qualità di delegata alla cultura per il Comune di Palagiano, ho ritenuto doveroso collaborare con l’Associazione Echèo per sensibilizzare su questo tema, e fare in modo che mai si spenga l’eco di voci che chiedono giustizia, e ricercano speranza anche attraverso una più precisa e puntuale legislazione in materia”.
Giuseppe Favale