La neonata Associazione "Echèo", di stanza a Palagiano (TA), si propone di raccogliere fondi da destinare a soggetti che versano in condizioni di disagio sociale, fisico e psichico attraverso l’organizzazione di iniziative di carattere culturale e sportivo. L’echèo, nell’antica Grecia, era un vaso di bronzo a forma di campana che serviva ad amplificare la voce degli attori e che per questo, veniva posto insieme a tanti altri, secondo regole precise, lungo le gradinate dei teatri. I soci della associazione in realtà vogliono diventare tanti "echèi" che, posti tra la gente, possono e devono amplificarne esigenze, ragioni e idee, facendole proprie e cercando di realizzare progetti a questa collegati.
Proprio per questo l’Associazione non poteva rimanere impassibile di fronte ad un fenomeno che purtroppo da ormai troppo tempo caratterizza la nostra esistenza: nel 1991, per la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Italia fu chiamata a spiegare un numero nutrito di uomini e mezzi in un contingente che aveva la finalità di portare la pace in una terra devastata come l’Iraq. Dopo quella prima esperienza massiccia, altre ce ne sono state, nel ’93 in Somalia, dal ‘95 in Bosnia Herzegovina, dal ’99 in Kosovo per finire a quelle del 2001 in Afganistan e dal 2003 nuovamente in Iraq. Al termine di queste missioni, però spesso assistiamo a tragici episodi, che oltre agli incidenti che si verificano durante lo svolgimento delle operazioni, subito dopo, mettono in azione un nemico invisibile, ma non per questo meno pericoloso di un cecchino, che dilania le giovani vite di molti soldati che con onestà e senso del dovere verso la Patria, hanno prestato il loro servizio. Come Lei ben sa stiamo parlando dell’Uranio Impoverito (DU) o più genericamente della "Sindrome dei Balcani". Tanto si è scritto e tanto si è detto attorno a questo tema, ma onestamente ancora nulla di concreto è stato fatto per appurare la reale pericolosità dell’Uranio che già più volte si è cercato di mettere al bando, ma che puntualmente è utilizzato durante le missioni militari. A oggi si contano circa 1600 ammalati e circa 150 sono i morti per cause che vanno dalla leucemia ad altre forme di tumore che non hanno lasciato scampo alle giovani vite dei nostri soldati e dei civili che vivevano e vivono nelle vicinanze di poligoni. Anche il sottoscritto Presidente dell’Associazione Echèo può raccontare la sua storia: dopo aver vestito l’uniforme dell’Esercito Italiano per otto anni e aver prestato servizio in Bosnia e Kosovo è stato colpito da un tumore alla tiroide che a seguito di un intervento chirurgico può dire di aver quasi risolto positivamente.Non sta certo ad un’Associazione come la nostra circostanziare fatti e avvenimenti, tanto meno possiamo dubitare dell’operato che a livello istituzionale si sta compiendo in seno alla Commissione del Senato che con l’aiuto di scienziati e persone competenti cerca da anni di fare luce sulla vicenda. Un fatto però rimane, ed è talmente disarmante da non poter essere soggetto all’obiezione di alcuno: la gente continua ad ammalarsi e ad avere bisogno di cure sofisticate e costosissime, e quello che è ancor peggio, che continua a morire lasciando "in mezzo alla strada" mogli e figli, che nonostante la perdita dei propri cari deve continuare a vivere e a sostenersi senza l’aiuto, molto spesso, di una pensione e di un qualsiasi altro sussidio. Proprio per questo la Associazione "Echèo", intende costituire a Palagiano un osservatorio permanente sulla questione "Sindrome dei Balcani", e organizzare annualmente un convegno dove le parti Istituzionali diano riscontro dei lavori eseguiti, dove gli scienziati relazionino circa gli studi effettuati ed i traguardi raggiunti e dove le famiglie delle vittime, o le vittime in persona possano (con spirito di collaborazione) denunciare le varie inadempienze poste in atto da norme promulgate e aventi come fine l’assistenza di questi ultimi e delle loro famiglie, ma che poi in definitiva non trovano nella loro attuazione uno strumento concreto nel compiere ciò. In questo caso solo chi vive un disagio, può dirci se l’aiuto che gli diamo serve a migliorare la sua condizione, oppure è insensato.
Quest’anno il nostro convegno che si chiama "Angeli senza gloria…dimenticati dall’indifferenza" si svolgerà a Palagiano lunedì 30 giugno 2008. La manifestazione gode del patrocinio della Regione Puglia, e del Comune di Palagiano. Al convegno che si terrà a Palagiano (TA) in C.so Lenne, presso l’Auditorium comunale saranno presenti: il Sen. Caforio (membro della Commissione Difesa del Senato), la senatrice Menapace (Presidente dell’ultima Commissione del Senato per l’Uranio Impoverito), l’on. Duranti (ex membro della Commissione Difesa), on. Accame (ex Sottosegretario alla Difesa e Presidente dell’Associazione per la tutela dei diritti delle vittime delle Forze Amate), il Gen. De Bertolis (Vice Capo Gabinetto della Difesa) l’On. Vico (Parlamentare), la prof.ssa Godelli (assessore alla Cultura della Regione Puglia), Rocco Ressa (Sindaco di Palagiano ), Maria Grazia Mellone (consigliere con la delega alla cultura), rappresentanti delle vittime della Sindrome dei Balcani e la partecipazione amichevole di Nicola Le Grottaglie calciatore della Juventus FC. Il filo della serata sarà tenuto dal sottoscritto che come detto prima è una vittima di questo assurdo fenomeno, e già da tempo lavora attraverso l’ausilio di interrogazioni parlamentari, al fine di proporre itinerari per porre ordine alla sconfinata foresta di normative inefficaci e spesso contraddittorie che dovrebbero garantire alle vittime assistenza e risarcimenti e che invece prestano il fianco a spregiudicati avvocati che nell’intento di seguire gli interessi delle vittime dilapidano interi capitali familiari.
IL PRESIDENTE
(Paolo Emanuele DI BENEDETTO)
Fonte: www.palagiano.net