Nel ‘700 si disputavano in vari paese della Terra d’Otranto le c.d. “battaglie giocose”, rievocanti le vittorie contro i turchi, con manifestazioni popolari (cortei di “scamiciati”, finti combattimenti, parate militari tra cristiani e figuranti in costume saraceno), organizzate nelle feste del Santo Patrono. Termine “scambisciata”, usato nella nuova accezione di “cavalcata”, fu adottato dai palagianesi per indicare la “cavalcata” della processione in onore di San Rocco, con bambini a cavallo in abiti sanrocchini. Credo che la presenza dei bambini sia legato al fatto che, essendo fragili ed indifesi, si ammalano più facilmente, specie in passato. I genitori, preoccupati ed impotenti, si rivolgevano al Santo Patrono perché intercedesse presso Dio per la salvezza dei loro piccoli. Circa poi la presenza dei cavalli, credo che siano presenti solo perché servono per portare in groppa i bambini.

  Giovanni Carucci, opuscolo San Rocco 2004.