Ressa e Di Sarno all’Assemblea Nazionale, Mellone all’Assemblea Regionale.
    “Ricambio generazionale” e “Candidature di servizio”: lo chiede a gran voce la moda hip hop.

Un voto di speranza: è quello espresso da giovani, pensionati, lavoratori e imprenditori, che in tanti hanno partecipato alle primarie del 14 ottobre. Ovunque, le televisioni hanno mostrato lunghe file di cittadini, che pazientemente attendevano il loro turno per votare, cancellando così lo spauracchio dell’antipolitica, che un grillismo dilagante aveva fatto temere. Molti cronisti si chiedevano: che ne sarà ora del Governo Prodi? Ne uscirà rafforzato o indebolito? Domanda retorica, scontata nell’effetto mediatico della sua formulazione, ma altrettanto scontata è la razionalità della risposta.

Il Partito Democratico non può che rafforzare il Governo, poiché ne fa parte, ma è evidente che le recenti difficoltà dell’esecutivo, non solo in Parlamento, consiglieranno una più attenta lettura non tanto degli schematismi di coalizione, quanto delle domande di partecipazione, che gli oltre tre milioni di votanti hanno significato. E’ infatti questo il messaggio principale di queste primarie: il voler decidere in prima persona del proprio futuro, un futuro che nel suo nebuloso orizzonte soffoca le speranze di riscatto e di rinascita dell’economia e della programmazione del proprio destino. Donne e giovani: questo l’altro forte messaggio che viene dalle primarie. Che dire del ventilato “ricambio generazionale”, imperativo del momento…da sempre. E da tempi immemorabili, stuoli di studiosi cercano di decifrarne i confini: a quale fascia di età va introdotto? Dai quaranta, dai cinquanta, dai sessant’anni? Su un papiro egizio, risalente all’ottocento a.C., è stato recentemente scoperto che “l’introduzione” è strettamente legata all’età anagrafica del richiedente! “Giovani, giovani, eterni dei”. Imploriamo il perdono di Figaro, per aver sostituito l’affascinante Rosina con un giovinetto di belle speranze. L’essere giovani, dovrebbe costituire un valore che va ad aggiungersi ad altri valori propri della persona, senza essere né l’esclusivo né il dominante. Ragionando in modo diverso, infatti, la giovane età sarebbe di per sé sinomino di un raggruppamento di capacità e caratteristiche che non tutti, per formazione, per capacità, o per cultura, posseggono. Discorso simile andrebbe fatto anche per la differenza di genere. Altro tema discusso, come nelle scorse elezioni politiche, la c.d. “candidatura di servizio”. Innovazione dei tempi. Nel vecchio PCI, quindi…tanti secoli fa, non esistevano candidature di servizio, anzi, quei compagni che per particolari ed indiscussi meriti “sul campo” si erano guadagnati con onore i galloni di caporale, ma non potevano ambire alle greche, venivano premiati con la presenza in lista. Si era felici e contenti, ma queste sono cose che ormai si leggono sui libri di storia. La bizzarria dei tempi, non disgiunta dall’enfasi ribelle del rampantismo di facciata, ci regala ora la “candidatura di servizio”. “Addio mondo crudele”, cantava triste il clown di Peppino Di Capri.
Analizziamo i dati, è meglio.

Assemblea Nazionale.
Votanti 867, Schede bianche 26 (2,3), Schede nulle 34 (3,92), Voti validi 807. Fra parentesi, le percentuali, riferite ai voli validi.
1) Riformisti per Veltroni. 42 (5,2); 2) Con Veltroni, Ambiente, Innovazione, Lavoro. 124 (15,36); 3) Democratici con Veltroni. 520 (64,43); 4) I Democratici, per Enrico Letta. 107 (13,25); 5) Con Rosy Bindi. Democratici, davvero. 14 (1,73).
Assemblea Regionale.
Votanti 867, Schede bianche 27 (3,11), Schede nulle 10 (1,15), Voti validi 830.
1) Riformisti per Veltroni. 39 (4,69); 2) Democratici per Emiliano. 399 (48,07); 3) Agricoltura e società per l’innovazione. 122 (14,69); 4) I Democratici, per Enrico Letta. 250 (30,12); 5) Con Antonio Gaglione e Rosy Bindi. 20 (2,4).

I candidati locali, come si suol dire, hanno “tirato” (…un sospiro di sollievo). Lo si è visto nel nazionale, con il raggruppamento sostenuto dal Sindaco Rocco Ressa (520, pari al 64,43%), e nel regionale, dove ha guadagnato 399 voti (48,07). Brillante anche l’affermazione di Maria Grazia Mellone, con i suoi 250 voti nel regionale, e 107 nel nazionale. Non va dimenticato poi il risultato di Maria Grazia Putignano, in quota CIA, presente nel regionale, dove ha riportato 122 voti, e 124 nel nazionale. Tutti contenti? Pare proprio di si. Appuntamento quindi da Fernando, pizza, birra e, per i più esigenti, il tiramisù. Tiè. 

Giuseppe Favale