PALAGIANUM OPPIDUM (FORTEZZA) Con le prime scorrerie barbariche e la conseguente decadenza dell’Impero d’Occidente, Palagiano inizia il suo viaggio nell’era dei cosiddetti secoli oscuri. Non viene certamente risparmiata allorquando Alarico, dopo il sacco di Roma avvenuto nel 410, scende nel sud con il suo esercito diretto a Brindisi attraversando la via Appia. Con Odoacre che governò l’Italia dal 476 al 493 e che decise di spedire a Costantinopoli le insegne imperiali, Palagiano seguì la sorte dell’intero territorio che non rappresentò più se non l’estrema e remota propagine dell’impero non più romano ma soltanto Greco-Bizantino con il conseguente calo d’importanza della via Appia. Nell’anno 774 Palagiano, come l’intero territorio tarantino, venne sottomessa alla dominazione Longobarda sotto lo scettro del Principe di Benevento Argiro II. Nell’847 lo stesso territorio venne abbandonato al saccheggio dei saraceni che vi si fermarono fino all’880, anno in cui fu riconquistato da Basilio, imperatore d’Oriente. Nuove incursioni saracene si ebbero negli anni 918, 924 e 927. Da una cronaca del tempo risulta che nell’anno 1002 i Mottolesi, condotti dal cavaliere De Comiticchia, furono battuti dai Greci sotto le mura di Palagiano, anche se tale particolare è da considerarsi poco attendibile perché la notizia non trova riscontro in alcuno dei diversi cronisti dell’epoca. Una cartina geografica dell’atlante storico edito dall’Istituto Geografico De Agostini riproduce la pianta dell’Italia intorno all’anno Mille. Si può osservare che lungo il percorso originario dell’antico tronco dell’Appia Tarentum Venusia, vengono segnalate solo le località di Palagianum e Gravina. Dalla collana degli scrittori di terra d’Otranto (edita nel 1867) ci è dato conoscere un breve Chronicon di Lupo Protospata che così recita: “Anno 1023 venit Rayca cum saffari criti Barum mense junii et obsedit eam uno die, et amoti exinde comprehenderunt Palagianum oppidum, et fabbricatum est castellum in Mutula”. Traduzione: “Nell’anno 1023, Rayca dopo l’assedio di Bari si dirige sulla fortezza di Palagiano e la espugna, dopodichè si ritira a Mottola dove vi costruisce una rocca”. Almeno fino al X secolo, malgrado le molteplici devastazioni subite, Palagiano è sempre rimasta una delle più importanti sentinelle dell’antica strada consolare, svolgendo attraverso molti secoli i ruoli di Statio, Mansio ed infine di Oppidum. (2) Vincenzo Cetera, in “S’arrcord li vign d’mmiinz la chiazz”.
Palagianum Oppidum
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