Per non privilegiare nessun Partito, abbiamo lavorato molto per mandare in rete le interviste prima delle elezioni, così come abbiamo cercato, sperando di esserci riusciti, di rivolgere a tutti domande leggere e domande insidiose, in modo che nessuno potesse dire che a qualcuno avessimo rivolto domande “privilegiate”.
Basta leggere le interviste per verificarlo!

Uguale correttezza abbiamo seguito per quanto riguarda le foto che gli intervistati ci hanno fornito: a nessuno abbiamo detto di non darne più di un certo numero, così come MAI abbiamo detto “quella foto SI, quella foto NO”.Sappiamo bene che qualcuno potrebbe comunque dire: perché non avete fatto quella domanda? Perché non avete commentato quelle risposta?A nessuno degli intervistati abbiamo commentato le risposte: commentare le risposte spetta solo ai visitatori del sito.Per quanto riguarda eventuali domande non fatte, abbiamo cercato di formulare domande che crediamo tutti avrebbero voluto rivolgere loro, facendo però attenzione a non offendere la sensibilità degli intervistati. Buona lettura…e arrivederci alla prossima intervista.La prossima intervista riguarderà… continuate a seguirci e lo scoprirete!
Cominciamo con una domanda facile facile: chi è Rocco Ressa?
Sono nato a Taranto il 4 novembre 1965. Sono felicemente sposato, ed ho due figli: Antonio di 11 anni, e Maria di 8.Sono cresciuto in un ambiente improntato ai valori fondamentali del cattolicesimo, e sin da bambino frequentavo la parrocchia SS. Immacolata; ricordo ancora, con piacere, le lunghe passeggiate con don Donato Rota, un “padre” che ha accompagnato la mia crescita e la mia formazione iniziale.E’ trascorso tanto tempo, ma ricordo ancora il “profumo” di quei giorni!Ho frequentato anche l’Azione Cattolica, grande palestra di vita, e il gruppo dei “focolarini” di Chiara Lubich, fondato a Palagiano da Valentina e Piero Sasso.Nel 1981, ad appena 17 anni, presi la prima decisione importante della mia vita: partii per Brescia, per entrare nel seminario dei Missionari della Consolata, dove rimasi per 4 anni. Quell’esperienza mi segnò profondamente, sia sotto l’aspetto umano che spirituale. Appresi lì l’importanza della politica come strumento per aiutare gli uomini, soprattutto i più deboli.Ho conosciuto tanti missionari e laici provenienti dalle “prime linee”, che vivevano in modo diretto le ingiustizie, le violenze e i soprusi e che rischiavano la propria vita per aiutare chi ne aveva bisogno.Strano a dirsi, ma è stato in seminario che ho “incontrato” per la prima volta Carlo Marx.
Per caso frequentava anche lui il seminario? Non fisicamente. Un giorno, infatti, curiosando tra i volumi della nostra biblioteca, fui attratto da alcuni tomi, alquanto vecchi ed impolverati: ne presi uno e iniziai a leggerlo, ma presto mi arresi perché capivo poco di quello che vi era scritto. Viveva con me un missionario, “ufficialmente” analfabeta, in quanto allora non erano riconosciuti gli studi effettuati nella case religiose, ma in realtà grande uomo di pensiero: fu lui ad iniziarmi alla lettura ragionata di Marx, e grazie a lui scoprii l’enorme attualità del suo pensiero.
Cosa determinò in lei la scoperta del pensiero di uno dei padri del socialismo? Appena ritornai a Palagiano, mi iscrissi alla FGCI: era il 1987, e ricordo con piacere quel tempo, l’amicizia con giovani compagni come Pietro Cifone, Luigi Maglio, Angela Surico, Chiara Carucci, senza far torto ad altri.Erano tempi in cui molto sentita, specie fra i giovani, era la vita politica. La FGCI prima, e Città Futura dopo, furono un’altra scuola importante per me, in quanto il dialogo, il confronto e la militanza attiva, erano il nostro pane quotidiano. Eravamo solo ventenni e, come canta Francesco Guccini , a vent’anni si è stupidi davvero! Un pò stupidi lo eravamo, ma quella “stupidità” ci faceva sperare e sognare un mondo migliore e, quando si sogna con i piedi per terra, qualche sogno lo si realizza.
Parla di sogni che si possono realizzare: ha realizzato il suo? Si, perchè nel 1989 fondai, con alcuni compagni di Partito e con giovani progressisti dell’associazionismo cattolico, l’Associazione di Volontariato “Adelphos”, che per tanti anni è stata un punto di riferimento per volontari di tutte le età e per bambini, giovani e famiglie che vivevano problemi con la disabilità, la droga e la povertà.
Cosa le insegnò quell’esperienza nell’Associazione “Adelphos”? Mi convinse che, essere volontario, vuol dire mettere a disposizione del prossimo non solo una piccola porzione del proprio tempo libero, ma impegnarsi anima e corpo per i nostri fratelli più deboli, per cui con don Vincenzo De Florio, nel 1990, fondai la Comunità di Accoglienza “San Basilio” prima, e Monte Sant’Elia (attuale Oasi del WWF) dopo. Trascorsi cinque anni, fra i 22 e i 27, interamente dedicati alla Comunità, di cui ero responsabile e formatore, ma in realtà il vero “formato” fui io. “Formato” da decine e decine di giovani esclusi dai circuiti della nostra società spesso perbenista, giovani ai margini che, con la loro sofferenza, con la loro voglia di riscatto, mi hanno insegnato a lottare fino in fondo per realizzare un’Idea. E le grandi Idee che perseguivo allora, come oggi, sono la Nonviolenza, la Pace, la Solidarietà, la Condivisione: Idee Grandi che non ritengo ancora di aver raggiunto, ma che rimangono Grandi Fari della mia vita privata e politica.
Quale percorso politico ha seguito dopo l’iscrizione alla FGCI? Nel 1993, dopo la sconfitta elettorale della Sinistra, mi iscrissi al P.D.S., anche per la stima che avevo ed ho di compagni come Franco Lorè, Giuseppe Scarano, Domenico Casavola, Sebastiano Pedone, Franco Schiavone (a cui devo tanto della mia formazione politica all’interno del Partito). Quasi tutti, però, con mia grande delusione, uscirono dal Partito e fondarono l’associazione politica “EssereSinistra””, che in seguito, delusi, abbandonarono.
Come visse il suo Partito questo abbandono? Visse una crisi profonda, anche per via delle diverse correnti interne che lo laceravano ancora di più. Fu impossibile restare neutrali: anche io mi schierai e conducemmo una dura battaglia interna, ma con il senno del poi, a perderne fummo tutti!
Come fu decisa la sua candidatura a Sindaco nelle amministrative del 1997? Eravamo su di giri per via del successo elettorale alle regionali, che seguiva la vittoria alle politiche dell’anno precedente. Il Partito, che nel frattempo si era arricchito di molti compagni che l’avevano abbandonato, e di numerosi nuovi iscritti, quasi all’unanimità mi propose quale candidato Sindaco per il P.D.S. La mia candidatura, tranne che da una parte dei Popolari, fu presto condivisa da altri Partiti della coalizione. Fu condivisa, anzi, auspicata, soprattutto dai compagni Lorè, Scarano, Pedone ed altri che mi vedevano come una possibilità di incontro fra le posizioni di Anzolin e quelle dei Partiti di centro, ma purtroppo si sbagliavano. Di fronte alla voglia di esserci a tutti i costi ed in prima fila di qualche personaggio che ha segnato quasi sempre negativamente la vita della Sinistra palagianese, e che più volte ha fatto terra bruciata attorno a sé, impedendo alla Sinistra di vincere e di governare il nostro paese, non ci fu nulla da fare.
In che senso non ci fu nulla da fare? La Sinistra si presentò divisa, ed addirittura qualche compagno dirigente, durante la campagna elettorale, passò a sostenere la lista civica “Il Futuro”, chiaramente di destra (in realtà il loro passaggio a destra era avvenuto già da molto tempo, per cui aiutavano dall’interno l’avversario). La nostra coalizione risultò sconfitta per 31 voti, ed evito di ricordare i mesi successivi, le varie sentenze, i tanti veleni che si sparsero. Dico solo che fu una brutta pagina per la vita politica del paese, forse una delle più brutte. Gli anni che seguirono videro purtroppo, come era già accaduto dal 1993 al 1997, un paese fermo, stanco, stantio. Nessun accenno di sviluppo economico, sociale, culturale: elettroencefalogramma piatto! Fino al 2002, quando, grazie ad una eccellente lista, vincemmo le elezioni con un risultato strepitoso: 5149 voti, circa il 50% dei voti in presenza di 4 liste! Fu l’anno della svolta: per la prima volta la Sinistra aveva la possibilità di governare per 5 anni e dimostrare che esiste un modo nuovo di amministrare, un modo nuovo che, a mio avviso, si sta evidenziando…ma questa è storia del nostro presente.Un’ultima cosa: sono laureato in Pedagogia e, nel 1996, fondai la Società Cooperativa Sociale “Demetra”, che ha 130 dipendenti, e svolge servizi nel campo socio-educativo e sanitario in Puglia, Calabria e Basilicata.
Si descriva fisicamente. Penso di difendermi abbastanza bene! Ritengo che, al di là dell’età anagrafica, ogni individuo debba curarsi quel tanto che basta per star bene con sé stesso e con gli altri.
Cosa fa nel tempo libero? Buona parte del tempo libero che, purtroppo, non è molto, lo dedico a mia moglie e ai miei due figli. Ogni sera, prima di addormentarmi (quasi mai prima dell’una), leggo giornali, riviste e qualche buon libro.
Qual’ era la situazione del Comune quando lei è diventato Sindaco? Non buona, ma non voglio polemizzare con nessuno. Mi piacerebbe pensare (anche se purtroppo non sempre accade) che ogni mio predecessore abbia fatto il possibile per creare una città più vivibile, più bella, più a misura d’uomo (e di bambino). Tuttavia quegli sforzi non furono sufficienti, come ogni cittadino può serenamente giudicare. Oltre ad una montagna di debiti accumulati negli ultimi 20/25 anni, e mai seriamente affrontati, ho ereditato un paese in cui mancava qualsivoglia idea di sviluppo economico. Intere zone di alcuni quartieri mancavano addirittura delle più elementari opere di urbanizzazione primaria e secondaria, non esistevano strutture per il tempo libero dei nostri giovani, non c’erano spazi di incontro per la vita sociale dei gruppi e dei singoli, non avevamo nessuna struttura sportiva fruibile; il verde urbano, quel poco che c’era, non solo non era fruibile, ma neppure curato, la segnaletica stradale era un labirinto, mancava un serio ufficio per le politiche agricole, i servizi sociali improntati sulla base di progetti estemporanei, per le imprese non c’era nessuna area destinata allo sviluppo artigianale ed industriale, le località marine erano in stato di completo abbandono. Devo continuare?
Devo essere sincero: mi sembra di ascoltare la descrizione di un paese del Terzo Mondo. Possibile che Palagiano fosse tutto questo? Vedi, seppure stiamo lavorando alacremente (come dimostrano i cantieri aperti), le tracce del recente passato si notano ancora tutti. Giudica un po’ tu, come già hanno giudicato i cittadini!
Quali difficoltà sta incontrando nell'amministrare il Comune? Uno spaventoso accumularsi di problemi da risolvere. I cittadini, giustamente, si attendono risposte urgenti: noi ce la mettiamo tutta ma, ovviamente, non si possono fare miracoli. Ritengo, tuttavia, di aver seminato bene in questi primi due anni: i frutti di questa semina iniziano a vedersi, e saranno più visibili nei prossimi mesi. Ho una montagna di lavoro e di problemi da risolvere, ma assicuro tutti i cittadini che ciò non sarà di impedimento per l’impostazione di una seria e concreta risoluzione dei tanti problemi: certamente alcuni possono essere risolti in questi anni, altri sono di più difficile soluzione, ma le basi le stiamo mettendo giù in maniera stabile.
Quali sono, a suo giudizio, le critiche che in genere la gente potrebbe muovere agli amministratori, e quali sono quelle che ritiene inaccettabili? Ritengo che nessuno di noi sia perfetto, neppure tu ed io, e neppure i lettori che leggeranno questa intervista. Ognuno di noi ha i suoi difetti, le sue lacune, i suoi limiti. Tutto sta a saperli riconoscere ed ammettere: solo così possono essere superati, migliorandosi ogni giorno di più.Detto questo, so di poter contare su un gruppo di maggioranza serio, onesto e leale che, seppure tra mille difficoltà, sta dando prova delle proprie capacità nell’affrontare e risolvere i problemi che vengono posti dai cittadini. Fatta questa premessa, tutte le critiche sono auspicabili, purché formulate per costruire e non già per denigrare.
Cosa dovrebbe chiedere la gente agli amministratori? Tutto! L’amministratore, il Sindaco, devono dedicare tutta la loro vita lavorativa ai cittadini. Il cittadino ha DIRITTO di avere un amministratore vicino con cui confrontarsi sui problemi della città, o anche sui problemi personali. Ovviamente, il cittadino deve anche sapere che non tutto può essere risolto dall’amministratore, ma quest’ultimo può indicargli la strada giusta per affrontare, e magari risolvere, i problemi che più gli stanno a cuore.
Qual'è la richiesta più assurda da lei ricevuta da parte di un cittadino? Nessuna! Forse qualche richiesta strana, ma nessuna assurda. Il Cittadino, in genere, pone problemi seri e non di facile soluzione.
Qual'è la critica più ingiusta che ritiene di aver ricevuto? Ognuno è libero di esprimere le sue critiche.
Che giudizio dà dell'opposizione? Credo che, in questi due anni, dopo il primo periodo di reciproca diffidenza, si sia creato un giusto rapporto fra opposizione e gruppo di maggioranza. Ritengo di aver ampliato gli spazi di democrazia, trasparenza e partecipazione. Ti faccio una anticipazione: come sai, fra qualche mese tutti gli uffici pubblici saranno accorpati in un unico edificio comunale (quello di corso Vittorio Emanuele), mentre il “vecchio” Municipio sarà utilizzato come sede politica, ossia saranno creati gli spazi necessari affinché, sia il gruppo di maggioranza che quelli di opposizione, abbiano propri spazi e strumenti per espletare al meglio il proprio mandato elettorale. Un Comune non può non mettere a disposizione dell’opposizione degli uffici in cui incontrarsi, discutere, decidere, poter svolgere la propria funzione di controllo. Proprio questo rispetto istituzionale, ritengo, abbia fatto sì che i contrasti politici, fra maggioranza e opposizione, si affievolissero. Ciò, lo assicuro, è un giovamento per tutti i cittadini.Ritengo, però, che questa opposizione sia molto frammentata, pertanto non riesce ad essere né propositiva né incisiva, limitandosi quasi sempre a votare contro o ad astenersi anche su questioni di chiaro interesse generale.
Sarebbe interessante sentire cosa ne pensi l’opposizione al riguardo. Io ti ho esposto il mio punto di vista: se vuoi sapere cosa ne pensi l’opposizione, devi chiederlo a loro. C’è una cosa, però, che vorrei dirti: come vedi, sono entrato poco nello specifico per non annoiare chi leggerà questa intervista, ma gradirei che l’opposizione, qualora muovesse accuse al mio operato, citasse episodi in cui abbia avuto sentore che io abbia violato le regole di un buon governo.
Cosa più la offende? Sentir dire che i politici sono tutti uguali. Chi mi conosce, sa che dedico anima e corpo ai problemi della città e dei miei concittadini, senza chiedere la tessera di Partito o a quale parte politica si appartenga. Ritengo fondamentale che il Sindaco debba rispettare sempre tutti, SEMPRE, ma è anche giusto che tutti rispettino il ruolo istituzionale del Sindaco e degli amministratori.
Perchè è iscritto ai D.S.? Perché da sempre la Sinistra ha portato avanti le lotte e la difesa dei valori in cui credo fermamente. Non lo ha fatto solo a parole, ma con i fatti, assumendo il rischio di essere impopolare, di restare all’opposizione per mezzo secolo, rimettendoci spesso sotto l’aspetto personale: tutto questo per aver creduto nei valori della Democrazia, della Solidarietà, della Difesa dell’Ambiente, della Pace, della Libertà dei Popoli, dell’Emancipazione delle Donne, per l’Amore della Giustizia e della Legalità.
Lei parla della Sinistra, ma non le ho chiesto l’area politica di appartenenza, bensì perché è iscritto ai D.S. Oggi sono molti i Partiti che si definiscono di Sinistra ma, senza far torto a nessuno, credo che il Partito che meglio di tutti interpreti i valori storici della Sinistra, coniugati con la sana ambizione di diventare forza di governo, sia quello dei D.S.
A due anni di distanza dalle elezioni amministrative, ritiene di avere mantenuto, aumentato o diminuito i voti ricevuti nel 2002? Questo lo vedremo fra tre anni. Sono certo, però, di lavorare affinché tutta la comunità cresca sotto ogni aspetto. Sono anche convinto che, chi lavora instancabilmente ed onestamente, viene apprezzato dai suoi concittadini. Attento, dico apprezzato, non votato. Per me, essere apprezzato, vale di più che prendere 10, 100 o mille voti in più. La carriera politica, prima o poi, finisce, e quello che rimane è il ricordo che i cittadini di oggi e quelli di domani avranno di te. Ecco, un buon ricordo è quello che mi interessa di più.
Lei distingue fra “apprezzare” e “votare”: io credo che la gente, specie nelle elezioni amministrative, non faccia queste distinzioni, perché in genere si vota il politico in cui si ha più fiducia per le sue azioni e per la sua credibilità. Certamente si valuta anche il Partito in cui è presente chi votare, ma questa è una variabile presente di più nelle politiche. Ci sono poi valutazioni estranee alla condotta politica del candidato, ma non credo che queste ultime siano determinanti per il successo elettorale. Ti preciso meglio il mio pensiero. Quante sono le variabili che inducono un elettore ad esprimere il proprio voto? Tantissime. Può capitare però, e sarebbe miopia politica negarlo, che a volte il voto venga espresso non per le capacità dimostrate dal singolo candidato, ma perché influenzati da fattori esterni, di cui l’appartenenza partitica è solo uno degli aspetti (e non condivido quando dici che l’appartenenza ad un determinato Partito sia una variabile presente di più nelle politiche). Altre variabili possono essere eventuali calunnie inserite ad arte nella competizione elettorale: il tempo ne dimostra poi la loro infondatezza o la loro strumentalità, ma intanto il voto è stato espresso.
Ritiene che durante le amministrative del 2002 siano state dette calunnie sul suo conto? Certamente! Ed anche molto pesanti, e tutte estranee alla mia condotta politica, ma preferisco non parlarne perché mi ferirono molto. Molte di quelle persone si sono in seguito scusate con me, ed io non serbo rancore.
Quali sono i rapporti con la sua maggioranza e con il suo Partito? Ottimi, e non lo dico per circostanza. Abbiamo imparato a confrontarci sempre, anche ad alzare la voce se necessario, ma siamo sempre riusciti a trovare un punto di incontro. Ci sono stati momenti in cui sono venuti fuori opinioni diverse su come affrontare e risolvere determinati problemi, ed è anche giusto che ci siano stati, perché il pensiero unico non alberga dalle mie parti. Quando poi si ha la capacità di stilare un buon programma di governo, basta applicarlo per non avere problemi irrisolvibili.
Chi è il politico locale che più ammira, anche se in contrasto con le sue idee e il suo modo di fare politica? Nel gruppo di maggioranza ce ne sono diversi di cui ammiro, e di cui condivido, le scelte e il modo di fare politica. A destra? Cerco sempre di essere sincero con me stesso e con gli altri e, quando posso, evito di fare polemica e di praticare la demagogia. Questa premessa mi serviva per essere creduto quando affermo che, al momento, non vedo nel centro destra locale, fra gli uomini in prima linea almeno, persone che abbiano uno spessore politico tale da poter essere ammirati. Più a Sinistra? Ce ne sono. Compagni non in prima linea, Franco Lorè ad esempio, ha cuore e cervello, umanità e capacità di dialogo e di confronto. La compagna Angela Surico sa analizzare i problemi, è capace di interrogarsi, ha idee chiare che persegue con coerenza. Basta! In prima linea nessuno.
Ha citato persone non in prima linea a Sinistra: ne può citare qualcuno non in prima linea nel centro destra? C’è poi una cosa che vorrei chiederle: possibile che, nel breve elenco citato, non ce ne sia nemmeno uno del suo Partito? Per quanto riguarda il mio Partito, non ho che l’imbarazzo della scelta! Potrei citarti il prof. Biagio Lorè, una persona le cui lucidi analisi mi sono spesso servite per risolvere alcune mie indecisioni, o il prof. Franco Schiavone, che non si tira certo indietro nel dichiarare quello che pensa, e che molto ha fatto per la mia formazione politica. L’elenco potrebbe continuare con altri compagni, come il prof. Franco Parisi, ma non vorrei andare oltre, perché correrei il rischio di dimenticarne qualcuno. Poi ne ho uno “in pectore”, ma non è il caso di svelare l’arcano.Per quanto riguarda poi le persone non in prima linea nel centro destra…siamo in campagna elettorale, non posso risponderti.
Esiste un modo di fare caratteristico che lei applica nell'agire politicamente? Essere sempre me stesso con tutti coloro con cui ho a che fare. Essere se stessi significa saper trattare allo stesso modo l’intellettuale e il meno colto, il ricco e il povero, l’amico e l’avversario. Bisogna allenarsi ogni giorno, perché la tentazione di stare sempre con le persone con cui stai bene o che ti vogliono bene è forte, ma non sarebbe onorevole per un Sindaco che crede fortemente nel valore dell’uguaglianza.
Com'è cambiata la sua vita privata, da quando è stato eletto Sindaco? Praticamente, non ho più una vita privata.
Di quale personaggio della letteratura le sarebbe piaciuto vestire i panni? Don Chisciotte.
Perché? Perché illuso, sentimentalista, romantico, innamorato, quanto forte, coraggioso, caparbio e poi…anch’io, nella mia vita, ho più volte sbattuto la testa contro le pale dei mulini.
Ritiene di poter realizzare tutto quanto è scritto nel suo programma elettorale? Il mio programma elettorale è la carta di identità della mia coalizione, è sempre presente sulla mia scrivania e, lo ammetto con un pizzico di orgoglio, è già a buon punto. Nei restanti tre anni della mia amministrazione, bisognerà perfezionare alcune cose, ma ritengo possibile l’attuazione sostanziale del mio programma.
Che giudizio dà dell'Amministrazione dell'avv. Vincenzo Stellaccio? Come ti dicevo, non voglio entrare nel merito, tuttavia ritengo che abbia avuto il tempo per cambiare il nostro paese e, secondo me, ha perso questa straordinaria opportunità.
Cosa prova quando indossa la fascia di Sindaco? Sento tutto il carico della mia responsabilità! La indosso con orgoglio, perché so che rappresento in quel momento ogni palagianese, e di questo ne sono fiero.
Cosa intende realizzare per favorire lo sviluppo turistico del nostro territorio, e dei lidi di Chiatona e Venti in particolare? A Chiatona stiamo realizzando un progetto all’anno. L’anno scorso abbiamo acquistato le pedane per scendere a mare, e i tavoli per il pic-nic sulla spiaggia. Quest’anno abbiamo completato i lavori del sottopasso ferroviario, e stiamo realizzando i marciapiedi sul lungomare e la piantumazione di alberi, con relativo arredo urbano. L’anno prossimo realizzeremo altri parcheggi, e la pista ciclabile sul viale della stazione.Per Venti stiamo per ottenere dal CIPE un milione di euro per il fiume Lenne, e abbiamo redatto un progetto per il recupero di quella splendida zona che prevede l’allargamento dell’attuale tratto stradale, la creazione di un’isola di formazione ambientale (ex area da pic-nic), la costruzione di un pontile sulla sponda del fiume per la pesca sportiva e per la passeggiata, la pista ciclabile, le postazioni di bird-watching e l’approdo turistico mobile. Progetto ambizioso, finanziabile attraverso fondi comunitari e la collaborazione di imprenditori privati interessati allo sviluppo di quella zona. Fin da quest’anno realizzerò un parcheggio auto, a monte della pineta, di oltre un ettaro e mezzo: ciò darà la possibilità di parcheggiare oltre mille mezzi, mentre si potrà raggiungere la spiaggia utilizzando un bus navetta.
Durante la campagna elettorale, dichiarò che non avrebbe bocciato il P.R.G.: perchè ha cambiato idea? In realtà il PRG non l’ho bocciato io, ma la Regione.Si, è questa la verità che qualcuno cerca di non vedere!Il Piano Regolatore, che noi abbiamo fin dall’inizio criticato (e la storia ci ha dato ragione), ha il compito di disegnare lo sviluppo futuro della città. Gli attori determinanti devono essere perciò i suoi abitanti, i professionisti, i commercianti, gli artigiani, i tecnici, i politici. Ebbene, la Regione, con un tremendo “taglia e incolla”, ci ha approvato con prescrizioni un piano che non era neppure in lontananza quello presentatogli, che pure bello non era di certo.Pensa che venivano ridotti ulteriormente gli indici di fabbricazione nelle zone centrali del nostro paese. Ciò avrebbe significato di fatto la morte del centro, data l’impossibilità, o la non convenienza per i cittadini, di ristrutturare o demolire vecchie case. Non solo. La Regione aveva del tutto tagliato (e di grosso) la zona turistica. Insomma la Regione, pur non conoscendo il territorio, ha voluto sostituirsi agli amministratori, danneggiando sostanzialmente i cittadini, con grande gioia di pochi “palazzinari”.Per questo il PRG è stato revocato. Aggiungo che, la revoca, è stata preceduta da decine e decine di incontri, con tutti i cittadini in generale, e con le categorie interessate in particolare. Tutti, proprio tutti, in quei numerosi incontri, hanno concordato sulla decisione che quel Piano andasse revocato e sostituito con il PUG, che prevede tempi più celeri e decisioni più autonome e rispettose dell’Ente Locale.Con ciò bisogna prendere atto che abbiamo determinato lo sblocco dell’edilizia. Pensa che, per via dei costi spaventosamente alti e della mancanza di nuove case, molti palagianesi hanno acquistato case in altri Comuni. Beh! francamente ritengo di aver interpretato al meglio il desiderio dei miei concittadini, e di non aver tradito il mio programma, che una possibilità di revoca l’aveva anche prevista.
A che punto è il progetto per il Centro Commerciale? E’ ancora presto per parlarne, si attendono ancora determinazioni regionali.Tuttavia, vale la pena di sottolineare qual è stata la mia posizione a riguardo, soprattutto dopo le polemiche che artatamente qualcuno ha voluto evidenziare, circa la non opportunità di favorire l’apertura di un grande centro commerciale qui a Palagiano, per il danno che il commercio locale subirebbe.La mia posizione è stata semplice, lineare e dettata dal buon senso: se nella nostra zona dovesse davvero nascere un grande centro commerciale, ebbene, farò di tutto perché questa opera venga realizzata a Palagiano. Ciò danneggerebbe il commercio locale? E perché, se lo costruissero a Massafra o a Castellaneta o a Mottola, i commercianti di Palagiano ne trarrebbero vantaggi? Sicuramente No, non solo, ma oltre al danno subirebbero la beffa. Perché? Perché l’operazione avrebbe la stessa ricaduta sul commercio locale, ed in più tutti i benefici di questa operazione, fra tutti la ricaduta occupazionale, o l’introito nelle casse comunali di ICI, entrerebbero nelle casse degli altri Comuni.
Quali sono i punti fermi che applicherà nella stesura del P.U.G.? Equità, trasparenza, partecipazione.
Alle elezioni amministrative del 2002, la sua lista ha ottenuto circa 2.000 voti in più rispetto alla lista del dott. Latorrata: a cosa ritiene sia dovuto questo successo? Il successo è dovuto principalmente al fatto di aver rappresentato quotidianamente, e per cinque lunghi anni, i veri interessi dei cittadini e del territorio, e per avere interpretato al meglio la richiesta di cambiamento che veniva dalla gente.In secondo luogo, il Centro-Sinistra ha avuto la capacità di presentarsi unito, e di aver messo insieme un gruppo di candidati onesti e capaci. Vedi, quando si amministra male, prima o poi, si viene puniti. Il fatto che l’Ulivo abbia stravinto, e non semplicemente vinto, significa che la gente non condivideva un certo modo di fare politica e di amministrare la cosa pubblica.Infine, devo dire che la vittoria, così importante, è stata anche dovuta a tanti compagni e amici pieni di entusiasmo, che hanno fatto tutta quanta la loro parte. Una vittoria di tutti, insomma, ma soprattutto una vittoria di ogni singolo cittadino.
C'è stato un momento, durante la campagna elettorale, in cui ha dubitato della sua vittoria? Mai! Sapevo che c’erano tutte le condizioni per farcela, perché nulla era stato lasciato al caso. Si aveva chiara la percezione che la Destra sarebbe stata stravolta, nonostante qualche maldestro tentativo di boicottaggio.
L'8 settembre 2003, il nostro Comune è stato colpito dall'alluvione: cosa ha fatto e cosa intende fare per risollevare il nostro territorio? In che modo intende venire incontro a tutti coloro che, a vario titolo, hanno subito danni? Tutta la Regione ha potuto apprezzare il comportamento e lo stile avuto dai cittadini di Palagiano, e dei suoi amministratori, in quei terribili giorni.Abbiamo tutti lavorato tanto, e bene. Abbiamo dimostrato a tutti come i palagianesi sappiano soffrire con dignità, e con altrettanta dignità rialzarsi.Molto è stato già fatto. Si pensi che, Palagiano, è l’unico Comune ad avere già ottenuto i fondi per il rimborso dei danni ai cittadini che hanno avuto l’ordinanza di sgombero dalle proprie abitazioni, il rimborso per i danni agli immobili e per l’autonoma sistemazione. Il rimborso per le spese sostenute per riportare il più presto possibile il paese alla normalità. Il rimborso per il ripristino di strade e ponti, per la rete fognaria ed idrica e per i depuratori. Insomma 4,5 milioni di euro (circa 9 miliardi del vecchio conio), che il Comune sta destinando a chi ne ha diritto.Entrando più nello specifico, ricordo che il nostro Comune ha ottenuto 4.445.000 euro, così suddivisi:1. 1.445.000 per i lavori di somma urgenza effettuati dopo l’8 settembre: pulizia delle strade, conferimento in discarica, acquisto stabilizzato, utilizzo macchinari, vitto, alloggio per gli sfollati, ecc.;2. 64.539,40 per l’autonoma sistemazione (somme già liquidate);3. in via di liquidazione, le provvidenze per il rientro in abitazioni sgomberate a seguito di ordinanza sindacale;4. 500.000 per il ripristino di ponti, canale Lama di Vite, alcune strade rurali;5. 1.080.000 per il ripristino dei depuratori di Palagiano e Chiatona, e per la rete idrica e fognaria di Chiatona;6. in via di definitiva quantificazione, i contributi ai privati che hanno ricevuto danni agli immobili, ai beni mobili e alle suppellettili.Vorrei ancora una volta ricordare che l'ordinanza detta modalità e principi, che l’Amministrazione deve rispettare per rimborsare questi cittadini, per cui non è a discrezione degli amministratori.E’ fuori dubbio che molto resta da fare. La calamità è stata notevole, mentre l’intervento del Governo centrale è stato molto, ma molto flebile, quasi impercettibile, nonostante le promesse fatte. In ogni caso, grazie all’azione dell’Amministrazione Comunale, presto arriveranno altre risorse per tutti coloro che hanno subito danni ai beni mobili, mobili registrati, alle abitazioni e, finalmente, anche agli operatori economici. Certo, nessuno pensi che il contributo potrà restituire tutto ciò che si è perso, ma sicuramente darà una boccata di ossigeno alle famiglie ed alle imprese danneggiate. Sto inoltre pensando ad una ulteriore diminuizione dell’ICI agricola, così come abbiamo già fatto subito dopo l’evento calamitoso. Ricordo che Palagiano è stato l’unico Comune a diminuire l’ICI agricola di un punto e mezzo.Recentemente, infine, la Regione ha emanato due decreti. Il decreto 30 riguarda l'erogazione dei contributi economici ai privati per l'acquisto o il ripristino di beni mobili di carattere indispensabile, danneggiati o distrutti.Il decreto 31 riguarda invece le imprese industriali, commerciali, produttive, artigianali e professionali che abbiano subito danni per l'alluvione dell'8 settembre 2003, per le quali è previsto un contributo, a titolo di acconto, fino ad un massimo di 30.000 euro.Bisogna comunque tener presente che questi due decreti sono privi di copertura finanziaria, per cui spero che non si tratti delle solite beffe pre-elettorali, tanto care a Berlusconi, che si ricorda del famoso “contratto con gli italiani” solo quando si è chiamati al voto.Di una cosa i cittadini possono essere certi, ed è che chiunque abbia subito danni dall’alluvione riceverà il dovuto indennizzo, che seppure non li ripagherà completamente, darà senz’altro una boccata di ossigeno ai bilanci familiari.
Qual’è la cosa realizzata che più la inorgoglisce? Non ne esiste una in particolare. Palagiano ha bisogno di tante opere. Sono orgoglioso per tutto il programma fin qui realizzato. Pensa, quando mai Palagiano ha visto finanziate e cantierizzate ben 10 opere pubbliche? Mai. E tutto ciò è stato fatto attuando una riduzione dell’imposizione fiscale. Oppure: da quanto tempo si aspettava lo sblocco della B1c, delle B2, della zona SS. Annunziata, della C1p? oppure, da quanto tempo si aspettava la redazione e l’approvazione del primo PIP (Piano per gli Insediamenti Produttivi)? Tutto ciò è divenuto o sta diventando una realtà. Ed ancora, per quanto tempo si è attesa una sala convegni, una vera biblioteca comunale, spazi per gli anziani ed i bambini? Anche queste cose sono già divenute realtà. E pensa che amministro da meno di due anni. Ritengo che i prossimi tre anni le opere saranno tutte quante realizzate, ed ognuno potrà avere contezza di cosa significhi avere una Amministrazione capace di dare ai cittadini le risposte che da decenni attendevano.Vorrei inoltre ricordarti che:1)L'imposta comunale sulla pubblicità è rimasta invariata;2)I servizi a domanda individuale rimangono invariati. Ad es. per la mensa scolastica si versa 19 euro al mese, ed è la cifra più bassa dell'intera Provincia; 3)Non si paga il ticket sullo scuolabus;4)L'addizionale comunale Irpef non è stata applicata. Palagiano, con l’applicazione dell’addizionale, ricaverebbe 1 miliardo di Lire in più, quanti punti di ICI si potrebbero togliere? Massafra la applica, e incassa 3 miliardi.E’ bene poi non dimenticare che, per i tagli dei trasferimenti agli Enti Locali effettuati da Berlusconi, il Comune ha introitato circa 800.000,00 in meno.Accetto le critiche, perché non ritengo di essere infallibile, ma queste critiche dovrebbero avere a fondamento la verità, e non intolleranti bugie che untori professionisti spargono con il solo scopo di valorizzare la loro inerzia e la loro assoluta mancanza di idee. Sono aperto e disponibile al confronto, ma sono disposto a discutere solo di proposte alternative concrete: si chiede al Sindaco di attuare una certa iniziativa? Bene, facciamolo, ma i miei interlocutori dovrebbero portarmi proposte reali corredate da ipotesi di copertura finanziaria, in modo da assumersi in pieno la responsabilità di una data richiesta. E’ facile, molto facile dire ai cittadini che dovrebbero avere questo o quest’altro senza specificare come finanziare certe richieste. Io porto ed espongo fatti, cifre e dati: chi mi pone sul banco degli imputati, ha il coraggio di fare altrettanto?
Le viene a volte rimproverato, da parte dell’opposizione, di non aver abbassato l’ICI agricola al 4 per mille: cosa ha da dire al riguardo? Hanno fatto puro sciacallaggio politico. Vedi, come dicevo, ho subito ridotto l’ICI agricola di 1,5 punti. Vedi un po’ cos’hanno fatto gli altri sette Comuni che hanno subito danni per l’alluvione dell’8 settembre.
Cosa ha provato quando don Giovanni è stato trasferito a Laterza? Mi è dispiaciuto. Davvero. Mi è dispiaciuto. Don Giovanni l’ho conosciuto quando avevo appena 15 anni. Però ci sentiamo, e qualche volta vado a trovarlo. Don Giovanni è una persona speciale, capace di ricominciare da capo, anche alla sua non più giovane età.E poi, sono grato al Vescovo per aver messo a disposizione della comunità palagianese un altro bravo sacerdote, che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare anni fa, quando ero insieme a don Vincenzo nella Comunità di Sant’Elia.
Mel Gibson ha girato The Passion: se dovesse girarlo lei un film sul Vangelo, ma con attori locali presi dalla politica, chi sceglierebbe? Più modestamente, mi limiterei ad una parabola.Chiamerei Nunzio Scalera nel ruolo del padre, Anzolin nel ruolo del figliol prodigo, Enzo Stellaccio in quello del fratello del figliol prodigo.
In quale periodo storico le sarebbe piaciuto vivere? Nel prossimo futuro. Penso che la vita, fra cent’anni, sarà più interessante. Quante cose non riusciremo a vedere! Ecco, un salto nel futuro, se potessi, lo farei davvero con entusiasmo. Il passato lo conosco, l’ho studiato. Ci sono delle belle epoche in cui vivere sarebbe stato interessante, ma il futuro mi affascina di più, perché avvolto nel mistero.
In un eventuale sondaggio sulla sua maggioranza consiliare, quali percentuali crede che la gente assegnerebbe alle seguenti voci?Simpatia: Professionalità: Coerenza: Alla prima voce 60%, alla seconda 65%, alla terza 70%.
Circa le opere pubbliche che sta varando, c’è chi sostiene che, con quei soldi, sarebbe stato meglio alleviare i danni causati dall’alluvione dell’8 settembre: cosa ha da dire al riguardo? Per la verità, chi sostiene queste cose, o non conosce ciò di cui parla, o è in malafede. Devo innanzitutto premettere che il programma delle opere pubbliche che stiamo realizzando, è stato approvato ed è stata avviata la relativa pratica di finanziamento prima dell’8 settembre.Detto questo, proverò a spiegare bene il mio punto di vista.La mia Amministrazione ha finanziato ben 10 opere pubbliche, le prime sono già state cantierizzate, finanziate con mutui presso la CC.DD.PP. che come si sa concede dei prestiti a tassi relativamente bassi. Tali mutui, contratti per 8 miliardi delle vecchie lire, saranno restituite con rate annuali di circa 300 milioni di vecchie lire all’anno, per venti anni. Ora ti chiedo di rispondere a questa domanda: i danni provocati dall’alluvione al nostro territorio ammontano ad oltre 200 milioni di euro, ovvero 400 miliardi delle vecchie lire; cosa avremmo potuto fare con 150.000 euro all’anno?E ancora. I cittadini che hanno subito danni sono oltre 1.500. Supponiamo di dovere dividere fra loro questi 150.000 euro, e vediamo cosa ne verrebbe fuori: 150.000 : 1.500 = 100. Ciò significa che, in virtù di un contributo medio pro capite di 100 euro (duecentomila lire), tutta la collettività avrebbe dovuto fare a meno di:1. Adeguamento plesso “A” Scuola Media Statale “Giovanni XXIII”;2. Ammodernamento di viale Chiatona;3. Ammodernamento di viale Stazione;4. Prolungamento di via Piccinni;5. Piazzetta nel quartiere Bachelet;6. Ammodernamento della villa comunale;7. Demolizione del mercato coperto, e realizzazione di una piazza mercato;8. Ristrutturazione dell’ex caserma di corso Lenne;9. Ristrutturazione, ed adeguamento, delle due case comunali;10. Realizzazione di marciapiedi;11. Realizzazione di strade, fogna bianca, pubblica illuminazione, verde ed arredo urbano in via Scarcella, via Papa Giovanni XXIII, via Di Vittorio (dove la gente viveva ancora in strade sterrate e fangose);12. Realizzazione del Palazzetto dello Sport;…ed altro ancora.Suvvia, mi sembra che sia solo una puerile strumentalizzazione di qualche speculatore che è invidioso della mia vittoria elettorale, ma è ancora più invidioso del fatto che sto concretamente attuando il mio programma e, non avendo nulla su cui arrampicarsi, abbaia senza mordere.Inoltre, ho autorizzato lavori urgenti a Capovento dove si sta realizzando un nuovo collettore di fogna bianca che eviterà a quella zona di allagarsi.
Si sente più riformista o massimalista? Riformista.
Se Palagiano dovesse dotarsi di una moneta propria, cosa metterebbe sulle due facce? La spiga, simbolo di fertilità, e l’ulivo, simbolo di Pace e Libertà.
Quale politico locale le piacerebbe intervistare, e perché? Don Arturo Patruno. Chissà quante cose conosce, che pochi sanno, della storia locale della Democrazia Cristiana.
Quale numero di telefono non deve proprio mancare dalla sua agenda? Dal momento che il numero di telefono di mia moglie e delle persone a me care non ho bisogno di scriverle sulla mia agenda, scriverei…quello di Berlusconi e di tutti coloro che, durante i tragici giorni del dopo alluvione, hanno fatto solo “passerella” nel nostro Comune, per ricordargli che non si specula sui bisogni della gente che soffre.
Meglio “tarallucci e vino” o un pasto completo? Poiché amo dare sempre il massimo, mi piace raccogliere tutto il frutto del mio lavoro.
Quali ritiene saranno i commenti della gente alla sua intervista? Spero che sia servita a farmi conoscere meglio. In ogni caso, come accade sempre, c’è chi apprezzerà e chi non lo farà, ma questo è il bello della vita e della democrazia. Guai se tutto stesse bene allo stesso modo a tutti.
Ogni politico che si rispetti ha degli avversari: quale ritiene sarebbe la domanda più insidiosa che le sarebbe rivolta in un eventuale confronto pubblico? Fino ad oggi non ritengo insidiosa alcuna domanda. Quando si agisce con onestà, trasparenza, e quando si fa con semplicità il proprio dovere, non si può temere nulla.
Se lei venisse colpito da amnesia totale, qual’ è la prima cosa che vorrebbe poi ricordare? Il nome di mia moglie e dei miei figli, la mia fede, le mie idee, la tessera dei D.S. nell’Ulivo.
Sulla sua calcolatrice, 2 + 2 fa sempre 4? Se il compromesso è la capacità di mediare per trovare una sintesi delle diverse tesi a confronto, ovviamente una sintesi onorevole, allora 2 + 2 può fare 5 o 3. Rispetto però ad alcuni punti fermi dell’essere politico, quali la legalità, l’equità, la giustizia sociale, 2 + 2 fa sempre 4.
Se non esistessero i D.S., a quale Partito si iscriverebbe? Ad un Partito che abbia le stesse radici dei D.S.
Quale proverbio o massima ritiene sia più affine alla sua personalità? Non fare domani quello che potresti fare oggi.
Fra le barzellette che conosce, quale la fa più ridere? Più che una barzelletta, constatare che qualcuno creda che bisogna conoscere bene le leggi per essere un bravo amministratore ed un buono politico. Berlusconi è circondato da numerosi avvocati: questo fa di lui un buon Capo di Governo? Potrei anche citarti esempi locali attinenti all’argomento, ma preferisco sorvolare.
Quando la mattina si rade la barba, a cosa pensa? A come organizzare la mia giornata.
E la sera, prima di addormentarsi? Ai miei bambini.
Se dovesse scrivere un libro sulla sua vita, che titolo gli metterebbe? Pensieri di un uomo che ha vissuto.
A volte, in politica, è necessario dire delle bugie, anche se poi è da valutarne il fine: lei le ha mai dette? Per la verità, questa domanda vale anche per la vita di ogni giorno e di ogni uomo, non solo in politica. La risposta è si, ma senza abusarne, e soprattutto senza danneggiare qualcuno.
In una scala da 1 a 100, che voto darebbe alla sua amministrazione e all’opposizione? Amministrazione: 65.Opposizione: 35.
Se dovesse chiedere un miracolo, a chi si rivolgerebbe? I miracoli si chiedono soprattutto nei momenti di profonda sofferenza, e chi invocare se non il Padre Creatore? I piccoli “miracoli” della vita quotidiana, invece, li chiedo a me stesso, alla mia forza di volontà, e a quella dei miei collaboratori.
Oltre ad essere Sindaco del nostro paese, lei è anche un dirigente provinciale e regionale dei D.S. Non ritiene che la sua presenza nelle iniziative attuate dal suo Partito sia in contrasto con il ruolo istituzionale super partes che lei ricopre? Assolutamente no. Conosci un politico investito di incarichi istituzionali che dimentichi la sua appartenenza ad un Partito? No. Io sono un uomo politico di parte, e sono fiero di esserlo. La partecipazione alla vita del Partito e ai suoi organismi ti completa anche come amministratore. L’importante è avere la capacità di non essere di parte quando si amministra, nel senso di dare ad ogni cittadino il massimo dell’attenzione. Ci tengo comunque a sottolineare che, alle iniziative del mio Partito, partecipa il compagno Rocco Ressa, e non il Sindaco Rocco Ressa.
Perché allora sui manifesti è scritto “Il Sindaco Rocco Ressa”? Perché è il mio lavoro: non accade lo stesso anche per i parlamentari e per tutti coloro che ricoprono cariche istituzionali a vario titolo? Non mi risulta che Berlusconi partecipi alle iniziative del suo Partito travestito con baffi e barba finti per non farsi riconoscere.
Dica la verità: c’è stata una domanda, di questa intervista, che l’ha messa un po’ in difficoltà? Ci sono state domande argute, e alcune volutamente insidiose, a cui ho risposto con estrema franchezza. No! non ho avuto difficoltà.
Come giudica l’iniziativa del sito www.palagiano.net circa questa serie di interviste? Ottimo! Quando si creano momenti di confronto, quando si parla dei problemi della gente, quando si ha il coraggio di dire quello che si pensa, si fa sempre un buon lavoro per tutti.
Ci sono stati momenti in cui ha pensato: “Ma chi me l’ha fatto fare…”? Questo è un pensiero che prima o poi tocca a tutti, soprattutto nei momenti di difficoltà. Si, è capitato, ma è servito a rendermi più caparbio, più motivato, più entusiasta, e mai a demoralizzarmi.Posso farti io una domanda?
Si.
Perché nell’intervista mi dai del “lei”?
E’ una regola che mi sono imposto; oltre a quelle già fatte, farò altre interviste, e non voglio che chi le leggerà faccia delle considerazioni in base al pronome da me usato. Se in questa intervista avessi fatto uso del “tu”, mentre, giusto per fare un esempio, in quella del prof. Anzolin del “lei”, sa bene che mi sarei esposto a commenti maliziosi che avrebbero stravolto la natura delle domande fatte.
Anno 2004.