L'attuale chiesa Maria SS. Annunziata fu costruita a Palagiano fra il 1768 e il 1772. Ora diverse domande esigono risposte esaurienti e corrette: prima del 1768, c'era o no un'altra chiesa parrocchiale a Palagiano? E, se si, qual era questa chiesa? Ed oggi esiste ancora oppure no? Quali furono i motivi che determinarono la costruzione dell'attuale chiesa della SS. Annunziata? La prima menzione di una chiesa parrocchiale a Palagiano la troviamo nella Relatio ad limina del 1606, redatta da don Bartolomeo Russo, Primicerio di Massafra e Procuratore della Diocesi di Mottola, per il rev.mo suo Vescovo don Benedetto Russo, da cui risulta che i casali di Palagiano e Palagianello avevano una parrocchia ciascuno ma diversi sacerdoti e chierici. Nella Relatio del 1612, redatta da don Marco De Todaro per lo stesso Vescovo Russo troviamo che "...c'è anche nella Terra di Palagiano una chiesa parrocchiale dedicata alla SS. Annunziata con un arciprete, altri due sacerdoti e sette chierici. Qualche dettaglio in più lo troviamo nella Relatio del 1670 di Mons. De La Quadra, dove, accennando alla chiesa parrocchiale, si dice che questa era munita di un fonte battesimale dove venivano battezzati i bambini e di una sacrestia in cui venivano conservate le vesti sacerdotali ed i calici. In essa l'arciprete, con altri due sacerdoti, quattro diaconi e suddiaconi e sette chierici, si prendeva cura delle 288 anime del paese e annotava le nascite su un apposito registro. Finalmente nella Relatio del 1706 di Mons. Pietro Paolo Mastrilli si legge che a Palagiano c'erano la chiesa parrocchiale ed altre cappelle, di cui una intra moenia sotto il titolo della Madonna del Carmine e due extra moenia di cui una dedicata alla Madonna della Stella e l'altra a Santa Maria di Lenne...". In questo periodo, comunque, si verifica a Palagiano un notevole incremento demografico: la popolazione passa dalle 288 anime del 1670 a 700 intorno alla quarta decade del XVIII secolo, come risulta da una Relatio di Mons. Nicola Pandolfelli del 1738, e continua a crescere ad un ritmo elevatissimo fino a raggiungere, nel 1801, le 2000 anime come si legge nella Relatio dello stesso anno di Mons. Michele Palmieri. Come si può facilmente notare, le notizie riportate nelle predette Relationes risultano del tutto inadeguate a dare risposte soddisfacenti agli interrogativi prima accennati, anzi possono indurre in errate interpretazioni. Per fortuna ci soccorre, in questo compito, il citato contratto di appalto del 3 agosto 1768 che prevede, per la costruzione della chiesa, secondo i disegni forniti dall'Università, il corrispettivo di 3170 ducati, e soprattutto, l'allegata deliberazione del decurionato di Palagiano del 19 giugno dello stesso anno. Da quest'ultima apprendiamo che, in quella data, a "Palagiano... e propriamente dentro il chiostro dei reverendi padri di S.Francesco, sotto il titolo di S.Maria La Nova, loco solito e consueto dei pubblici parlamenti" si riunirono i rappresentanti del Comune. Il sindaco, il magnifico dottor fisico don Giovanni Ghironni, dopo aver evidenziato che "ritrovandosi la chiesa parrocchiale in un stato malissimo che non ci si può celebrare e essendo la medesima picciola, rovinosa ed incapace per il popolo di questa Terra in dove continuamente si commettono dell'irriverenze e disordini e maggiormente che nel tempo di Quaresima siamo obbligati far predicare nella chiesa dei padri conventuali di questa Terra essendo questa più capace", propone di "edificare di pianta una nuova chiesa immezzo del largo di questa piazza, da più tempo lasciato il sito per un tal uso, essendo il fondo della chiesa istessa per la di cui costruzione, sin come v'è il denaro che pervenne dalla causa tenuta colla Menza vescovile di Motola, per l'attrassi dovuti da essa Menza a questa Università, per ragione di buona tenenza ch'era tenuta pagare, quel denaro si trova vincolato e dato per tal'effetto d'applicarsi a detta nuova chiesa...". La rimanenza del denaro occorrente sarebbe stata pagata, in parte, con i canoni futuri della citata Mensa e, in parte, con denaro da raccogliere attraverso una pubblica questua. Il Consiglio, approvata la proposta unanimiter et pari voto ac nemine discrepante, dette incarico al Signor arciprete don Francesco Cervellera ed al signor don Leonardo Schiavone e al Magnifico Pasquale Tontaro, per la questua nella campagna. Alla luce di queste nuove informazioni si può concludere che, prima dell'attuale, esisteva un'altra chiesa parrocchiale; che la stessa "picciola, rovinosa ed incapace per il popolo" oggi non esiste più; che la piazza citata in delibera non poteva essere se non l'area dello spiazzo compreso fra via Pagano e il largo Capovento, adiacente all'attuale "pezza della Chiesa", della quale faceva parte; che la vecchia chiesa parrocchiale, citata nelle diverse Relationes dei Vescovi di Mottola e dedicata alla SS. Annunziata era ubicata nell'area sottostante la casa della dott.ssa Paolo Di Noi , all'interno della quale , sulla facciata adiacente la proprietà Cervellera, vennero fuori durante i lavori di restauro i resti di un capitello di quella che era stata una chiesa. Furono, infine, il notevole incremento demografico del paese e le giacenze economiche di cui disponeva la Magnifica Università di Palagiano, ricavate dalla causa contro la Mensa Vescovile di Mottola e vincolate per tale uso, a determinare la costruzione della nuova chiesa parrocchiale dell'Annunziata, che fu poi dedicata anche al nostro Patrono San Rocco, quando il convento dei francescani e l'annessa chiesa furono soppressi e confiscati in seguito alle leggi napoleoniche del 1809.

 

 

Giovanni Carucci