Quando abbiamo deciso di fondare questa nuova associazione e intraprendere questa avventura, c’era bisogno di trovare il nome giusto. Eravamo tutti concordi nel dare all’associazione un nome che facesse riferimento e rendesse omaggio al nostro territorio.
Un membro, della nascente associazione, Domenico Casamassima, parlò a me e Mimmo di questi menhir.
Avevo già sentito di queste costruzioni, ma ne volevo sapere di più…
Così iniziai una ricerca…IL MENHIR è una sorta di primitiva costruzione ad uso abitativo, che assomiglia tantissimo ai famosi Dolmen della Sardegna.
I dolmen, insieme ai menhir ed alle specchie, caratterizzavano i primi manufatti dal II fino al I millennio a.C.
Essi sono noti come monumenti megalitici.
In Puglia, a parere degli studiosi, sembra che l’uso delle specchie sia stato introdotto da immigrati partiti dalla zona media dell’Europa, meglio concretizzabile nell’interno dell’Istria a dell’Illiria, molto prima del secondo millennio a.C.
In località vicine a noi, fra i tanti resti di queste opere, tracce di dolmen sono state trovate nel territorio di Castellaneta e di Massafra, delle specchie non solo nelle campagne delle citate cittadine, ma un po’ su tutto il Salento, e anche in due casi a Palagiano.
Non esistono nel territorio di Palagiano costruzioni domeniche, tuttavia abbiamo traccia di due altre tipologie di manufatto megalitico: menhir e specchie.
Il menhir a Palagiano si trova a Cozzo di Marziotta e in contrada San Marco dei Lupini.
Dal bretone antico “men” = pietra ed “hir” = luogo (luogo di pietra).
Il menhir è uno dei più comuni monumenti megalitici.
Sono blocchi di pietra aventi forma allungata e infissi perpendicolarmente nel terreno.
Hanno dimensioni variabili, ma in genere non oltrepassano l’altezza di 5 metri.
Anche la forma è variabile: a cilindro, ad obelisco, a prisma, irregolare.
Talora i menhir si trovano a gruppi, disposti con ordine su una o più linee, detti allineamenti; più spesso però incontrano casi isolati (nel caso del menhir di San Marco dei Lupini a Palagiano).
Assai discussa è la funzione dei menhir nella civiltà primitiva.
Alcuni li interpretano come simboli religiosi o rozzi idoli, altri suppongono si tratta di segni di confine, altre sepolture, infine altri ancora ritengono siano una specie di manufatti commemorativi di qualche fatto segnalato.
È probabile che adempissero la funzione di simbolo in genere riferito caso per caso ad un evento importante, a una tomba ivi esistente, ad un luogo di adunanze culturali e, forse, anche elevato a segno immediato della divinità.
Al Cozzo di Marziotta, si pensa, che fosse addirittura insediato un villaggio organizzato socialmente ed economicamente ad attività pastorali ed agricole le cui testimonianze si inseriscono in un contesto di stanziamenti di età preclassica.
Furono queste (Cozzo di Marziotta e San Marco dei Lupini) le due aree dell’intero territorio palagianese ad ospitare i primi popoli nostri antenati ed a custodirne i primi segni, le prime tracce, i primi reperti che sono arrivati sino a noi.
L’idea piacque a tutti: IL MENHIR doveva essere il nome della nostra associazione.
Volevamo però aggiungere a questo riferimento territoriale, che ci fa sentire più vicini alla nostra terra, un sottotesto (che in teatro si usa sempre): “quelli che…nel teatro”…
Spero che queste poche notizie siano stati sufficienti a spiegare il significato di “menhir” e il perché della nostra scelta.
Associazione Culturale e Teatrale “IL MENHIR, quelli che…nel teatro”.
Fonte: Viaggio nel passato: dolmen, menhir e specchie a Palagiano.
Fonte: www.palagiano.net
Perchè Il Menhir
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