Stefano Montemurro, assessore al Patrimonio e Verde pubblico nella seconda amministrazione Ressa, possiede una postazione quasi fissa all’ingresso di via Tinella, angolo Mappa Tabacchi, da dove controlla il traffico, non solo veicolare, ma anche politico e, soprattutto, amministrativo. Per uno della sua tempra, starsene zitto per tanto tempo, con tutto il roteare di fatti e fatterelli, sussurrati o urlati, che continuamente controllano lo struscio di Corso Vittorio Emanuele e dintorni, è stata una indicibile sofferenza. Vuole assaporare questa intervista, quasi centellinarla a piccole dosi, per conservarne più a lungo il sapore. Mi invita al bar per un caffè, e al mio cortese rifiuto offre delle alternative, “tubetto di caramelle o chewing gum”, poi assapora una merit, sorride, scuote lentamente la testa. E’ pronto.

 

Dopo tanto silenzio, sono più le spine o le lance, quelle che ti vuoi togliere.

 

Né spine né lance, non mi appartiene questo modo di fare politica. Il mio senso di responsabilità, viste anche le tante lamentele dei cittadini, mi ha spinto ad interrompere il silenzio.

 

Visto che non hai posto confini a questa nostra chiacchierata, cominciamo da su su, e poi scendiamo fino all’angolo di via Tinella. Dichiari di essere vicino al Partito Democratico: per chi voterai alle primarie dell’8 dicembre.

 

Certamente non per Renzi.

 

Piccola provocazione. Perché per Renzi voterà Ressa?

 

Non per questo, perché il programma di Renzi non porterebbe benefici agli italiani.

 

Il Popolo della Libertà ritorna a Forza Italia: la ritieni una scelta politicamente valida?

 

Ti prego di scrivere esattamente le mie parole: Forza Italia è l’ultimo rifugio di un leader ormai sul viale del tramonto.

 

Nonostante le promesse, la regione Puglia sta declassando nei fatti l’ospedale di Castellaneta. In questi giorni si parla in modo particolare del reparto di oncologia, nel silenzio assoluto dei consiglieri regionali di maggioranza.

 

Addebito la maggior parte delle responsabilità al PD jonico, senza escludere le altre forze politiche del territorio.

 

Ilva e ambiente.

 

Il problema ha radici antiche, lavoro e salute sono due beni che vanno ugualmente tutelati.

 

Congresso provinciale del Partito Democratico. Mazzarano e Pelillo contro Ressa, o Ressa contro Mazzarano e Pelillo?

 

Ti chiedo: a livello provinciale, Ressa ha mai avuto un ruolo politico rilevante? Non credo, perché diversamente sarebbe stato l’alternativa a Pelillo e Mazzarano.

 

Condividi la scelta di Walter Musillo a segretario provinciale?

 

Non lo conosco personalmente, ma visto il largo consenso che ha ottenuto, spero che possa finalmente dar vita ad un Partito vero.

 

Siamo arrivati in via Tinella. Cominciamo subito con un episodio che ha fatto e fa ancora discutere: le dimissioni di tuo fratello da consigliere comunale. Sono tante le ipotesi, ma una in particolare non regge: aver abbandonato per sordità degli interlocutori. Mica si può ricoprire un incarico pubblico solo se le nostre idee sono accettate, e in assenza di problemi, di qualunque genere!

 

Innanzitutto credo che questa domanda vada posta a mio fratello…

 

Già fatto, ma la risposta è stata un po’ vaga.

 

Le motivazioni sono contenute in un documento pubblico, non vedo perché si insiste ancora su questo episodio, evidentemente non ci sono solo sordi, ma anche ciechi. Faccio ed invito ad una riflessione: perché il PD ha chiesto una verifica, con un pesante attacco all’attuale gestione amministrativa? Perché si sono trascurati i problemi evidenziati da mio fratello? Evidentemente, qualche Lazzaro è resuscitato.

 

Il gruppo consiliare del centro destra è diviso in due: da una parte Serra, Mancini, Carucci e Marangione, dall’altra Borracci. Quali ritieni siano i motivi, e gli sviluppi.

 

E’ una telenovela che parte da lontano, ogni tanto si rinfresca in qualche oasi, e poi riprende il cammino.

 

I Monelli contro tutti. Come giudichi la loro posizione.

 

Relegandoli all’opposizione, si è andato contro la volontà popolare, per cui sono stati violati sia la volontà dei cittadini, sia gli accordi fatti prima del voto.

 

A quali accordi, in particolare, ti riferisci.

 

L’attuale composizione della Giunta, non è stata condivisa con tutte le forze che hanno portato alla vittoria del Sindaco Tarasco. Va ricordato che in questo accordo isolato, è stato coinvolto il Partito Democratico, lo stesso che ora chiede la verifica.

 

Congresso cittadino del Partito Democratico.

 

Non voglio sparare sulla Croce Rossa. Dico solo, leggendo la composizione del coordinamento, che si tratta di un circolo a gestione familiare, molto più facile da tenere sotto controllo.

 

Cosa proprio non ti va di questa amministrazione a guida Tarasco.

 

Un po’ tutti i Comuni sono alle prese con difficoltà economiche, però, anche se mi ripeto, ad oggi questa amministrazione ha prodotto solo litigiosità nel gruppo di maggioranza. Quando mio fratello parlava del fallimento del progetto Tarasco, si riferiva proprio a questo.

 

Quali sarebbero le priorità disattese.

 

Tante, ma come cittadino mi auguro che in futuro ci sia più armonia decisionale.

 

Parliamo della geografia del gruppo di maggioranza. Indicami le regioni, i confini e i capoluoghi.

 

Le regole geografiche e di appartenenza politica sono state disattese, e ci troviamo di fronte ad una Torre di Babele.

 

Cosa auguri al PD, al PdL, all’Amministrazione.

 

Al Partito Democratico dico che la forza dei numeri non sempre corrisponde alla forza delle idee, forza dei numeri raggiunta anche con allargamenti tardivi del gruppo consiliare. Al Popolo della Libertà dico di limitare la sua litigiosità, e di trovare più spirito di squadra. All’amministrazione invito a vivere di più la piazza.

 

Un amico frettoloso, forse un amministratore, passa, osserva, dice: “E a me quando la fai una intervista?”. “Quando vuoi, basta un fischio!”. Tornato a casa, ho abbassato il volume della televisione: non sia mai che non odi il fischio.

Giuseppe Favale