Ancora una volta lo svolgimento del Consiglio comunale di Palagiano, non ha deluso le aspettative di chi, per curiosità, per noia o per la stesura di una tesi universitaria, abbia voluto trascorrere una mattinata al fresco, in un ambiente ben refrigerato.
Un fatto di ordinaria amministrazione, quale la costituzione di un nuovo gruppo, si è rivelato più spinoso di un riccio, e più lungo di un discorso di Maria Grazia Mellone. Che è tutto dire. Con protocollo 29 agosto 2013, i consiglieri Francesco Mancini, Aldo Marangione, Francesco Carucci, hanno manifestato la volontà di voler dar vita ad un nuovo gruppo, “Popolo della Libertà – Per il bene di Palagiano”, designando Ciccio Serra capogruppo. Primo scoglio superato, si fa per dire, senza traumi: richiesta, comunicazione o punto all’OdG? Ritenendo un “Popolo della Libertà” di troppo nella denominazione, che confliggerebbe con il gruppo PdL esistente, il Presidente del Consiglio, in un primo momento, ha negato timbro e firma. E’ stato fatto notare che, con la nascita del nuovo gruppo, venivano meno le adesioni ai gruppi precedenti di appartenenza, ma non c’è stato niente da fare: la decisione era già passata in giudicato. E qui si è scatenato il finimondo: chi rideva, chi urlava, chi imprecava, chi cantava, chi agitava fogli, chi… (per gli altri “chi” vedere il video). Sembrava di assistere alla costruzione della Torre di Babele, quando Dio decise di confondere le lingue, “ perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro”. Si è resa così necessaria la prima sospensione, che ha visto la formazione di gruppetti vari e variegati, bi- e tripartisan, dove si discuteva del futuro di Palagiano, della Puglia, dell’Italia, del Mondo. Dopo questi momenti intensi, nei quali si è rischiato il folklore popolare, è arrivata la soluzione: “Per il momento il Gruppo è costituito, ma con una riserva: devo verificare la denominazione”. Firmato, Salvatore Cirillo, Presidente del Consiglio. Con gli animi giulivi e rasserenati per lo scansato pericolo, ci si è predisposti con più entusiasmo alla discussione dei restanti… scusate… dei due punti all’Ordine del Giorno: 1. Nomina di tre consiglieri comunali, quali rappresentanti del Comitato di Gestione del Centro Aperto Polivalente; 2. Nomina Commissione Speciale per la formazione degli elenchi comunali dei Giudici Popolari di Corte di Assise e di Corte di Assise d’appello. In pratica, due punti di tutto riposo.
Così infatti sembrava, ma ecco che arriva, come un rapace notturno, la proposta dei Monelli, appena Cirillo finisce di leggere il primo punto, e Domenico Latagliata la relazione: “Votiamo per questo importante punto, ma visto che due membri devono essere votati dalla maggioranza, e uno dall’opposizione, poichè noi due siamo di maggioranza, potremmo sospendere il Consiglio per cinque minuti, per capire se possiamo arrivare ad un nome comune”. Seconda sospensione, lunghissima, nuovi gruppi e gruppetti, questa volta sulle indiscrezioni del matrimonio di Belen, che si vocifera sarà country – chic. Alla ripresa dei lavori, si decide di rinviare/ritirare il primo punto, e di passare al secondo punto. Causa, evidentemente, mancato accordo con i Monelli. Arriva finalmente la discussione sul secondo punto. Esito della votazione: Vito Mastronardi (11 voti), Giovanni Romanazzi (6 voti), Tagariello (2), Carucci (3), Marangione (3), Mellone (1), Lippolis (1). Questi i nominativi della Commissione Speciale: Gaetano Tarasco, Mastronardi e Carucci, componenti effettivi; supplenti, Romanazzi e Marangione.
Nessun problema, votazione unanime, infine, per la targa che campeggerà sulla porta di ingresso dell’Aula:
Per me si va ne l’Aula dolente,
per me si va ne l'etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate
e attenzion fate alle pedate.
…ed anche alle cavolate!
Giuseppe Favale