L'inizio come la fine. Ciò che doveva accadere è accaduto.
Tre consiglieri di maggioranza hanno varcato il Rubicone dell'opposizione e la maggioranza conta in maniera definitiva solo su un voto di differenza; in più la storia della piccola patria scrive un capitolo inedito, la mozione di sfiducia al presidente del Consiglio Salvatore Cirillo, per aver fatto allontanare il pubblico dall'aula. La mozione non passerà perché ha solo sei firme su 17 votanti, ma resta un episodio sgradevole e, quindi, indimenticabile, da vendicare, magari alla cinese: a freddo.
La mozione di sfiducia viene da un episodio consiliare del 12 ottobre, quando bisognava dare l'ok a un consorzio d’imprenditori e la maggioranza non aveva i numeri per l'incompatibilità di due suoi consiglieri, ma il voto dell'opposizione, annunciato come favorevole, invece d'essere dichiarato responsabile e utile alla città fu un po' irriso.
Scoppiarono polemiche al calor bianco fra i banchi e fra il pubblico. Il presidente del Consiglio Cirillo, a suo dire, vista vana la pausa di riflessione e i suoi moniti, fece allontanare il pubblico dall'aula. Avrebbe fatto meglio a sospendere la seduta o a scioglierla, perché allontanare il pubblico, soprattutto coi tempi che corrono di politici invisi a tutti, è un gesto più temerario che incauto.
L'accusa che vien mossa al presidente dei Consiglio è di imperizia e mancanza di imparzialità.
I sei consiglieri sottoscrittori della sfiducia al presidente sono: Mauro Tagariello, Domenico Latagliata e Simone Lippolis, eletti con la coalizione del sindaco Gaetano Tarasco, Francesco Serra, Francesco Mancini e Aldo Marangione, eletti nel centrodestra. Manca la firma di Donatello Borracci, che sarebbe stato il candidato sindaco del centrodestra, quindi ex leader dello schieramento, la qual cosa bilancia la perdita di tre consiglieri da parte della maggioranza.
Ed ora? Borracci non è uno Scilipoti, non farà da stampella alla maggioranza, né la maggioranza ha allettanti assessorati da offrire. Il Consiglio di Palagiano sta come qualsiasi altro consiglio a fine mandato, ma è appena al suo quinto mese: l'inizio come se fosse la fine.
Michele Cristella
Fonte: Corriere del Giorno