Più che un comizio, Forza Italia ha celebrato in piazza, poche sere fa, una sua personale Festa del Ringraziamento. L’Italia come Plymouth quindi, Palagiano come la nave Mayflower, con il suo carico di pellegrini inglesi che, aiutati dagli indiani, ebbero la meglio su una terra poco ospitale, e lì impararono ad allevare il tacchino.
Come usano gli americani, anche qui si è trattato di una importante festa di famiglia, vista la presenza sul palco dello Stato Maggiore, Medio ed Inferiore del Partito, solo che non si sentiva odore di arrosto. Tacchino salvo, o piuttosto tavola imbandita con posti numerati, a scadenza, come le mozzarelle? Bah, vedremo!
Danze aperte da Francesco Serra, promettente giovane di F.I., che ha voluto ricordare come “I cittadini hanno detto basta ad un Governo di demagogia e di odio. C’è stata una ondata netta verso il bipolarismo, e la gente ha detto basta alla politica degli sprechi. Sconfitto è stato anche il laboratorio Puglia, di Nichi Vendola. I Governi del centro destra si distinguono per i fatti, e non per le parole. I nostri parlamentari sono persone di questo territorio, e non paracadutati in Puglia”. “Con il voto, ha continuato il senatore Lino Nessa, i cittadini si son detti stanchi di essere governati dai piccoli Partiti. Grazie alle famiglie che hanno detto basta, per questi 22 mesi di Governo Prodi. Andremo avanti come unica squadra pugliese, per il bene del nostro territorio. Nel primo Consiglio dei Ministri sarà tagliata l’ICI, e abbiamo in programma la detassazione degli straordinari e della tredicesima. E’ giusto che Palagiano abbia un proprio rappresentante alla Provincia, e dobbiamo lavorare per questo. In questo Comune le tasse sono state aumentate al livello più alto”. Attenzione rivolta anche alla Provincia ed alla Regione, nelle parole dell’on. Franzoso. “Il Governo di sinistra ha messo in ginocchio il Paese con un prelievo fiscale mai fino ad oggi verificatosi. Hanno portato ai massimi livelli la spesa pubblica, che ha consentito loro di aumentare potere e poltrone. Riprenderemo gli investimenti per le grandi infrastrutture, perché senza infrastrutture non c’è il rilancio dell’economia del territorio. La Provincia, in quattro anni non ha realizzato niente, e dobbiamo guardare con attenzione alle prossime elezioni provinciali e regionali. Vendola su queste piazze promise di tutto e di più, senza mantenere niente”. Presentati dal consigliere comunale Mancini, è stata poi la volta di Cristella, Sindaco di Laterza, e di Labalestra, Sindaco di Palagianello. “Dobbiamo dire in piazza, ha sostenuto Cristella, quello che si fa dove governa il centro destra, e cosa non si fa dove governa il centro sinistra. Dobbiamo far risaltare l’assenza della Regione sui temi importanti. In questi due anni di Governo Prodi, il Paese è tornato indietro di venti anni”. Quasi bipartisan, si fa per dire, il discorso di Labalestra. “A Palagianello, dopo quattordici anni, abbiamo sconfitto una roccaforte di sinistra che non ha prodotto nulla per il nostro territorio. Devo ringraziare il Sindaco Ressa per aver permesso che anche Palagianello portasse avanti il progetto dei Bollenti Spiriti. Spero che Palagiano ritorni al centro destra, in modo che nella zona occidentale ci siano tutti Sindaci del centro destra”. Correndo da poppa a prua, ma con lo sguardo sempre attento al timone, Donatello Borracci, coordinatore locale F.I., ha poi permesso alla Mayflower di riprendere la giusta rotta. “Gli italiani hanno deciso di cambiare in modo plebiscitario, ha subito evidenziato, contro una sinistra che voleva affossare le speranze di cambiamento della gente. Anche Palagiano ha scelto di cambiare e sostenere con forza il progetto innovativo della CdL, un progetto più serio e politico. E’ stato un voto chiaro ed evidente verso una scelta bipolare. Si parla di legislatura costituente, perché occorre essere al passo con i tempi. Aspettiamo con ansia la nascita del Partito unico del P.d.L.”. Nel passaggio di prospettiva, evitato di poco lo scontro frontale con la punta di un iceberg…almeno si crede. “A livello locale, ha infatti sostenuto, dobbiamo decidere di far parte di un grande progetto, senza nasconderci dietro la bandierine”. Tutto per Ressa, l’affondo di chiusura. “L’Amministrazione non può sostenere le spese per l’autobus che permetterebbe agli anziani di recarsi alle cure termali. Il Comune non ha quindi risorse economiche per finanziare questo minimo intervento”. Tacchino salvo, ci chiedevamo, o piuttosto tavola imbandita con posti numerati, a scadenza, come le mozzarelle? Delle due l’una, parafrasando il dott. Ressa…ma per il momento, saggiamente, aspettiamo che arrivino i commensali.
Giuseppe Favale