L’opposizione interviene duramente sulla “grave situazione in cui versa il Comune”. Così si legge di Palagiano in apertura al comunicato, diramato ieri, a firma dei consiglieri comunali Francesco Marra, candidato Cdl alle elezioni del maggio scorso, Donato Borracci e Francesco Mancini (F.I.), Graziano Mellone (A.N.) e Cataldo Stellaccio (lista civica Il Futuro).

Le recenti dimissioni dell’assessore Di Pietro, definito dai cidiellini “faro” del Ressa uno, e le voci sulle difficoltà della maggioranza, sono il punto d’attacco di un’analisi al vetriolo che tocca gli equilibri interni alla maggioranza e la sua gestione amministrativa. E il mirino è ovviamente puntato sul sindaco Rocco Ressa, incapace, secondo la Cdl, di “comprendere le dinamiche” della “profonda e irreversibile crisi che investe l’Amministrazione Comunale, caratterizzatasi solo ed unicamente per i dissidi e le lotte intestine alla maggioranza, con continui capovolgimenti degli equilibri interni” fino a fargli “preannunciare una nuova Giunta Comunale”. Dopo aver auspicato nuove elezioni “per il bene di Palagiano”, in polemica con quanto affermato dallo stesso sindaco negli ultimi interventi stampa, il comunicato pone l’accento sul silenzio relativo alla “grave crisi finanziaria in cui versa il Comune” e sul “modo di bandire concorsi pubblici per la copertura dei posti resisi vacanti a seguito dell’andata in pensione di numerosi funzionari e dipendenti comunali”. In relazione a quest’ultimo, la Cdl accusa Ressa di “occupazione totale del potere e delle possibilità lavorative nel nostro Comune”, parlando espressamente di “tentativo di stabilizzare qualche portaborse o convenzionato, qualche amico degli amici pronto a spendersi nelle prossime campagne elettorali”. Vi sarebbero, inoltre, alcune “Cooperative sociali, sempre le stesse, profumatamente sovvenzionate dal Comune di Palagiano con  oltre 1 miliardo di vecchie lire l’anno”. E nel balletto delle cifre affonda l’attacco di “demagogia” e promesse di “cose irrealizzabili e inopportune”, tra cui la mensa biologica e l’acquisto del Castello, da attuarsi con “l’ennesimo ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti”. Grazie a un lavoro “costante e puntuale”, poi, l’opposizione di centrodestra si attribuisce il merito di aver posto all’attenzione pubblica la pronuncia della Corte dei Conti sullo “sforamento del patto di stabilità nel 2005” che, sempre secondo i firmatari, sarebbe stata “nota al Sindaco e da questi, con la complicità del Presidente del Consiglio Comunale Cifone, tenuta nascosta al Consiglio stesso per vari mesi”. Oltre due miliardi di lire, inoltre, sarebbero stati spesi per le parcelle degli avvocati, ai quali andrebbero aggiunti altri milioni di euro per “numerosi debiti derivanti da sentenze esecutive…che al momento non ci risultano essere coperte da idonei stanziamenti di bilancio”, dagli espropri e dai contenziosi come quello del Pino di Lenne, del Consorzio SI.TE.CO del Gruppo Putignano e della Reinde s.r.l – ditta Forleo. Il quadro debitorio del Comune, inoltre, sarebbe a rischio “bancarotta” anche perché “nessuno nell’Amministrazione Ressa si pone il problema di accantonare somme adeguate”. In risposta al sindaco, inoltre, che attribuisce da sempre i debiti alle amministrazioni degli ultimi 30 anni, l’opposizione si appella all’“onestà” del primo cittadino di raccontare “ai palagianesi che oltre alle situazioni derivanti dal passato, peraltro mal gestite negli scorsi 5 anni di scialacquo, sussistono pesanti contenziosi creati dalla sua Amministrazione”. Altro punto dolente sul quale l’opposizione ha sempre attaccato Ressa, dentro e fuori dal consiglio comunale, il Pug (Piano Urbanistico Generale) “promesso alla cittadinanza palagianese agli inizi della sua esperienza amministrativa e che ad oggi, di fatto, non esiste, vista la dichiarazione di non conformità alla legge e per la quale 13 tra funzionari, tecnici e precedenti Amministratori risultano essere destinatari di una richiesta di rinvio a giudizio”. Il comunicato si chiude con una serie di interrogativi su un paese “dove alcuni funzionari la fanno da padrone, disponendo a proprio piacimento delle casse comunali e monetizzano le ferie non godute di anni pregressi, senza che il Sindaco Ressa, la Giunta ed il Segretario Comunale controllino gli atti”. 

Lorella Perniola