Davvero impossibile continuare a far finta di niente con ciò danneggiando un intero territorio e tarpando le ali ad un probabile nuovo viluppo economico e alla conseguente possibilità di creare nuove opportunità di lavoro.
Il fatto è che il comune di Palagiano, fin dal 2012, ha adottato il Piano per gli Insediamenti Produttivi (PIP) e da allora attende l'ultima lettura in Consiglio Comunale per la sua definitiva approvazione. Vi è che la maggioranza consiliare, pare, non abbia i numeri sufficienti per approvare, da sola, questo fondamentale strumento di sviluppo, mentre la minoranza consiliare, per una sorta di tafazzismo, farebbe mancare il numero legale in Consiglio sicché, con buona pace dei cittadini e delle imprese, il Piano resta segregato in un cassetto.
Se per un verso, dunque, è del tutto manifesta la pochezza dell'opposizione, che per far dispetto alla maggioranza non gli consente di approvare il PIP, per altro verso, è del tutto inconcepibile come la maggioranza non riesca a trovare una soluzione nonostante ne siano state suggerite diverse.
Ma qual è il problema?
Presto detto. Tre consiglieri, due di maggioranza e uno di minoranza, hanno un conflitto di interesse in quanto le loro rispettive famiglie possiedono, seppur legittimamente, proprietà all'interno del PIP. Tale situazione di conflittualità, a loro dire, gli impedirebbe di presenziare ai lavori consiliari per deliberare la definitiva approvazione del Piano e consegnare così ai cittadini, dopo oltre 30 anni, una vera, nuova, utile, possibilità di sviluppo artigianale, industriale e commerciale.
E’ bene che ciascuno guardi nella propria realtà politica e sia capace di fare autocritica rispetto ad atteggiamenti che travalicano il buon senso e, a mio modesto avviso, superano la soglia di tollerabilità.
Uno dei Consiglieri comunali in questione appartiene al gruppo consiliare del Partito Democratico e, nonostante le tante sollecitazioni, nulla ha finora fatto per risolvere il proprio presunto conflitto di interesse.
Nel frattempo sono ormai trascorsi circa 3 anni dall’insediamento della nuova amministrazione senza che questa sia riuscita a portare a casa alcun risultato, anche per colpa della crisi che tutti i Comuni italiani stanno vivendo. Proprio per questo si chiede all’Amministrazione di assumersi un maggior senso di responsabilità e di procedere senza indugi e speditamente nell’azione amministrativa.
Del Piano per gli Insediamenti produttivi si è già detto, ma la stessa cosa dicasi per il Piano Urbanistico Generale o per il “congelamento” di importanti opere pubbliche, ereditate sempre dalla passata amministrazione, con finanziamenti già ottenuti, che ancora attendono di essere cantierizzate.
In un momento di grave crisi economica e di insufficienza di risorse, una buona amministrazione dovrebbe procedere speditamente nel mettere a frutto almeno quanto ereditato e, magari, procedere nella organizzazione urbanistica e produttiva del territorio così da rendere pronto il paese a percorrere strade alternative e diversificate di sviluppo rispetto alla grande industria ed all’agricoltura tradizionale, settori che soffrono di una ormai ultradecennale crisi strutturale.
Bene farebbe il Partito Democratico, pur presente nella maggioranza amministrativa ed i suoi assessori, a sollecitare l’intera amministrazione per la definizione di questi e di altri obiettivi, oppure ne traggano le dovute conclusioni.
Rocco Ressa