Michele Pelillo (4489 voti), Ludovico Vico (2870), la senatrice Anna Finocchiaro (5056) e il sindaco Rocco Ressa (1393): sono loro i più suffragati tra gli esponenti del Pd in lizza per le “parlamentarie”, come sono state ribattezzate le primarie che il Pd ha organizzato per permettere ai propri elettori, simpatizzanti e iscritti di indicare chi vogliono come

candidati alle Politiche del 24 febbraio. Una quaterna, quella uscita dalle urne, ipotizzata già alla vigilia del voto e premiata anche da un'affluenza che, alla fine, ha smentito quanti, con scetticismo, erano convinti che a recarsi nelle sedi per votare sarebbero stati in pochi. Alla fine, a conti fatti seppure parziali, alle urne si sono ripresentati massicciamente riconfermando le percentuali delle primarie del 2 dicembre, quelle del ballottaggio tra il segretario nazionale Bersani e il rottamatore Renzi: 15.700 furono allora, quasi 16mila ora. Alla fine ha espresso la propria opinione circa il 65% degli aventi diritto. Un dato in linea con quello regionale che ha fatto della Puglia una delle realtà in cui si è votato di più. Ma a Pelillo, Vico, Finocchiaro e Ressa vanno aggiunte le buone performance delle altre donne candidate ovvero Claudia Battafarano, Anna Gloria Saracino e Maria Grazia Cascarano che hanno tenuto botta alla forza d'urto della senatrice Finocchiaro. Risultati di tutto rispetto che, alla fine, hanno premiato l'iniziativa del Pd nazionale di voler rispondere al porcellum con le parlamentarie e mettere gli elettori di centrosinistra nelle condizioni di scegliersi, comunque, i propri rappresentanti. Tra Pelillo e Vico è stato un vero e proprio testa a testa per quanto riguarda il voto nei comuni ionici. Tranne che a Maruggio, dove Pelillo ha incassato 629 preferenze, i due esponenti di spicco del partito democratico ionico si sono dati battaglia. Al contrario, il dominio pelilliano si è affermato nel voto cittadino: qui non c'è stata pressocchè competizione e il divario finale di voti (circa 1400 indicazioni in più a favore dell'assessore regionale al Bilancio) sono la fotografia di quelli che sono gli attuali equilibri in seno al Pd. Una volta che il risultato riportato sia da Pelillo che da Vico che dalla Finocchiaro che da Ressa, per restare ai più suffragati, sarà rapportato ai parametri previsti per decidere la posizione all'interno della lista si può tranquillamente azzardare una posizione tra il 5° e il 6° posto per Pelillo, tra il 7° e il 10° per Vico e uno tra i primi posti tra le donne per la senatrice Finocchiaro, la vera vincitrice della sfida viste le polemiche che nei giorni scorsi hanno salutato la decisione delle segreterie nazionale e regionale del Pd di candidarla a Taranto. Posizioni che potrebbero equivalere ad una doppia elezione dei due rappresentanti ionici. Tra gli altri candidati alle parlamentarie vanno segnalati i 1050 voti per Anna Gloria Saracino, gli 886 per Maria Grazia Cascarano, i 709 per Claudia Battafarano e i 131 per Vincenzo Angelini che pure aveva annunciato il ritiro della sua candidatura alle primarie provocando, di fatto, un vero e proprio terremoto nel Pd martinese con le dimissioni del coordinatore cittadino. Per quanto riguarda, invece, Sinistra e libertà va sottolineata la buona affermazione della coordinatrice provinciale Donatella Duranti che, secondo un risultato parziale, tra Taranto e provincia ha riportato 1.650 voti. Anche per la Duranti, con alle spalle già un'esperienza parlamentare quando è stata eletta - governo Prodi – alla Camera nella lista di Rifondazione comunista, si prospetta la concreta possibilità di ambire nuovamente ad uno scranno al parlamento.

 

Pierpaolo D’Auria

Fonte: Il Corriere del Giorno