Il paesaggio attuale, inteso come prodotto delle azioni umane e di quelle naturali che si sono stratificate nel tempo, in continuo rapporto dialettico, conserva in sรฉ tracce, segni tangibili della storia: nel paesaggio che oggi caratterizza i territori di Castellaneta e Palagianello รจ possibile oggi leggere le tracce di diverse civiltร che si sono succedute nel tempo, quelli delle comunitร preistoriche, quelli greci, e via via fino ad arrivare a quelli medievali e a quelli dellโetร moderna, quando il territorio comincia ad assumere lโassetto attuale. Ciascuno di questi momenti, caratterizzato da proprie forme economiche, da proprie modalitร di insediamento e di utilizzo dellโambiente, non ha completamente cancellato quelli passati e ha lasciato segni sul territorio a volte ben visibili, come gli stessi centri urbani, o monumenti isolati o divisioni di campi ancora ben conservate, a volte piรน sfuggenti e labili, come i resti di costruzioni antiche che caratterizzano i siti archeologici o i relitti di antiche strade.
Una rapida analisi dei diversi volti che ha assunto questo territorio nelle varie epoche non puรฒ che partire dalla preistoria: oltre a tracce sparse di frequentazione della zona nel Paleolitico, quando lโuomo utilizza il Riparo Manisi nella gravina di Palagianello, e nel Neolitico, numerose evidenze archeologiche, alcune delle quali studiate in modo sistematico, raccontano lโeconomia e gli usi delle genti che abitavano la Puglia nel II millennio a..C. Si tratta delle varie aree dolmeniche che si concentrano nellโarea di Masseria del Porto, al confine tra i territori di Castellaneta e Gioia del Colle, costituite da dolmen di vario tipo in uso dal II fino al I millennio.
I dolmen sono strutture funerarie costituite da lastre verticali in pietra coperte da lastre orizzontali, spesso nascoste allโinterno di un grande tumulo (mucchio di pietre), quasi sempre raggruppate. Sono le tombe di genti nomadi, con unโeconomia pastorale, che nellโetร del bronzo si spostavano lungo i tratturi (vie erbose) dalle zone alte della Murgia fino alle pianure costiere per far svernare le greggi. Spesso le strutture sepolcrali hanno la funzione di marcare simbolicamente il territorio, nei punti in cui esso si presentava piรน ricco di risorse, ad esempio lโacqua, o di pascoli migliori, o risultava in posizione strategica rispetto ai tratturi principali. Non a caso lโarea di Masseria del Porto, vicina ad importanti tratturi, si caratterizza tuttโora per un affascinante paesaggio di steppe e rocce affioranti, che rivela la vocazione economica ancora pastorale della masseria, ed รจ attraversata dalla gravina omonima, che in passato doveva essere ricca di acque.
La necropoli dolmenica continuรฒ ad essere usata anche nellโetร del Ferro, nel corso del I millennio, anche quando si stanziano in Puglia genti apule, che nella zona centrale della regione prendono il nome di Peuceti. Con loro il quadro insediativo diventa piรน chiaro rispetto alla fase precedente: mentre dellโetร del Bronzo si conservano quasi esclusivamente le necropoli dolmeniche, sono stati riconosciuti resti di veri e propri abitati con carattere urbano relativi a questa nuova fase.
A cura di Antonello De Blasi.
Fonti: per questa prima parte, una delle fonti รจ un documento che non porta firma.
Sarร mia premura sostituire la presente dicitura col nome dellโautore quando se ne avranno notizie