Fiume Lato


Fiume Lenne


I due fiumi, che scorrono nel territorio di Palagiano, sono: il Lenne e il Lato.
Il Lenne si sviluppa lentamente lungo un corso protetto in parte da canneti, specie nella zona di confluenza con la lama di Vite e il ponte di attraversamento della forrovia Taranto-Metaponto, immergendosi nella splendida pineta di Marziotta-De Sangro da un versante e nella pineta Romanazzi dall'altro.
Durante l'alta marea, la foce viene spesso sommersa tanto l'acqua si insala per poi risultare, con la bassa marea, ostruita dai depositi sabbiosi ammassati.
In tutti i secoli questo fiume è stato al centro di interessi patrimoniali feudali, date le fascinose peculiarità ambientali, paesaggistiche e territoriali del sito, suscitando controversie giudiziarie anche vivaci, come è dimostrato da ampie documentazioni archivistiche.
Tra le vicende più attuali, c'è da annotare il tentativo di localizzare a ridosso del fiume, in un tratto poco distante dalla foce, in un'area boschiva suggestiva, un campeggio turistico, che ha provocato una contestazione ecologico-ambientale.
Comunque, il fiume resiste, sia pure con difficoltosi sforzi, alle tante minacce di inquinamento e di degrado, ma richiede una radicale bonifica per poter recuperare quella salubrità naturalistica e la pescosità di una volta, quando nelle sue acque vivevano in abbondanza pesci (come trote, cefali, tinche e carpe).
E' ideale per un escursionismo ricreativo e sportivo fluviale con canoa a remi. Il Lato ha un percorso di circa 5 chilometri ed attraversa i territori a confine tra Palagiano e Castellaneta.
Alla sua foce si erge l'antica torre Lato, fatta costruire per la difesa costeria dalle incursioni piratesche.
E' certamente uno dei più fascinosi fiumi del territorio, tanto che Quasimodo, mentre lo ammirava, inebriato dall'ambiente fantastico circostante nell'aprile del 1967, immaginò di trovarsi inserito tra i pini d'Aleppo della pineta Romanazzi e le acque rigogliose e fresche del Lato sognando - come lui stesso disse - "un paesaggio omerico della natura". Anche questo fiume è carico di storia, come è attestato nei vari documenti dal periodo magnogreco e romano fino alle questioni feudali.
Presso la vasta area della foce, dopo la pineta e l'entroterra agricolo, si sono originate a suo tempo, considerata l'evidente natura palustre del terreno, le cosiddette Saline", citate in atti del XII e XII sec.
Peraltro il toponimo della zona resta ancora a dimostrazione dell'attività di estrazione del sale, una volta molto intensa.
Fonte: www.palagiano.net