All’indomani delle Elezioni Politiche, che hanno riconfermato la maggior capacità di presa sulla società da parte di un centrodestra spesso definito “populista” e “demagogico”, una tra le analisi che puntualmente sono state riproposte riguardava la presunta “perdita della propria anima” da parte della sinistra.

Invero, se si vuole fornire una “spiegazione” la più semplicistica possibile, e che non tenga in alcun modo conto delle responsabilità e degli errori della sinistra tutta in Italia, il ricorso ad argomentazioni che riguardino l’anima appare efficace.

Se si dà per scontato che vi sarebbe stata una perdita dell’anima di sinistra, per il ragionamento è allora possibile inclinare verso discussioni, apparentemente razionali, riguardanti il differente indice di argomenti definibili “di sinistra” presente nelle diverse forze che compongono (o componevano?) la sinistra stessa.
Non si tratta di qualcosa di inedito: già in passato, ogni qualvolta si è deciso di “lasciar fare” alle destre, qualcuno è stato accusato - nel migliore dei casi - di essersi “rassegnato al capitalismo” o - nella peggiore delle ipotesi - di “socialfascismo”.
Oggi tocca al PD.
Vorrei citare un solo episodio:
il titolo dell’editoriale apparso a firma di Sansonetti su Liberazione di ieri (editoriale che ho evitato accuratamente di leggere).
Veltroni sarebbe l’origine di tutti i mali della sinistra.
Detto da uno che, in campagna elettorale, diceva di preferire Fini a Veltroni certamente lascia il tempo che trova, ma è a suo modo indicativo di un vecchio vezzo (o vizio?) di sinistra.
Ma smettiamo di baloccarci con argomenti tanto risibili e proviamo a tracciare un’analisi seria dei fatti.
Per farlo, vorrei partire dall’osservazione della nostra situazione locale.
Anche Palagiano ha rispettato l’andamento del voto a livello nazionale.
Il PD si è in qualche maniera accreditato come unica forza di sinistra capace di risultare ancora credibile, Sinistra Arcobaleno e socialisti si sono praticamente estinti o, per non peccare di pessimismo eccessivo, marginalizzati a un ruolo di mera testimonianza.
Il rischio che incombe, però, è tuttora alto se si guarda al PD.
Risulta chiaro che senza uno “sfondamento” al centro, riuscito nelle passate amministrative ma soltanto in virtù delle capacità personali di Rocco Ressa, le possibilità di amministrare la “cosa pubblica” restano molto basse.

Le ragioni che comportano un tale basso indice di probabilità, che una forza di sinistra risulti in grado di amministrare “da sola”, derivano - a mio modesto parere - dallo scarso potere attrattivo che ancora oggi caratterizza il PD.
Questo per diverse ragioni: dalla “compromissione” nel recente passato con forze che si volevano contemporaneamente “di governo e di opposizione”, alla mancanza di una proposta politica seriamente in grado di indicare, al cittadino e non all’“elettore”, le tappe che dovrebbero guidarci nella fuoriuscita dalle secche nelle quali sembra essersi incardinato il Paese.

Posto che difficilmente, nel futuro prossimo, le altre forze di sinistra torneranno a costituire un’alternativa elettoralmente “appetibile”, e posto che tutto sembra indicare l’orientamento decisamente bipolare del cammino intrapreso dalla politica italiana (le Politiche, a questo proposito, si sono rivelate più efficaci di qualsiasi referendum), lo sforzo al quale oggi il PD non può, e non deve, sottrarsi è quello di riuscire a “parlare” al cittadino.
Non sarà più consentito, d’ora in avanti, che siano i vari Beppe Grillo a farsi carico di problemi che, in quanto “politici”, spetta alla politica risolvere.

Palagiano, come esempio di realtà locale amministrata anche dal PD, può costituire un serio banco di prova.
Non è più tollerabile che il politico volenteroso esplichi la sua azione a favore del cittadino bistrattato attraverso un’opera di “mediazione”, tra il cittadino stesso e pubblici uffici che intendono il loro “modus operandi” al limite della denuncia presso le Procure della Repubblica.
Quando necessario, occorre additare i responsabili delle inefficienze burocratiche personalmente.
Certo, per fare questo occorre che anche il sindacato svolga la sua parte… ma questo è un altro discorso.

Mimmo Forleo

Fonte: palagiano.net