Il sindaco di Palagiano apre il dibattito sulla sconfitta del Pd. La spallata di Ressa: «Mazzarano e Pentassuglia si dimettano».
Comincia la resa dei conti dopo la disfatta elettorale. La prima mossa, nel campo del Pd, la fa il sindaco Rocco Ressa, che chiede un’assunzione di responsabilità ai vertici ionici del partito. «In un Paese normale – scrive Ressa - i responsabili delle sconfitte elettorali dovrebbero, almeno per buon senso, presentare le proprie dimissioni ed occupare posizioni di retroguardia, passando ad altri il testimone della guida dei partiti.
Appunto: questo accadrebbe in un Paese normale ma l’Italia, e soprattutto la Puglia e la Provincia di Taranto, forse non sono un Paese normale. I prodromi di questa sconfitta elettorale si sono avuti quando il PD ha voluto chiudersi a riccio e consentire a pochissimi "eletti" la composizione delle liste e le strategie politiche per impostare la campagna elettorale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una netta ed imprevedibile sconfitta. Intendiamoci, tutti sapevamo che Berlusconi le elezioni le avrebbe vinte, ma non certo con questo scarto di voti. Insomma con un po’ più di umiltà e di collegialità le elezioni le potevamo perdere con onore, invece così non è stato. Ne può consolarci il fatto che la Puglia, in generale, Taranto, più nello specifico, abbiano ottenuto, in fondo, un risultato nella media nazionale, soprattutto perché noi avevamo qualcosa di più da pretendere. E sì, con una Regione a guida centrosinistra si è assistito alla dèbâcle della sinistra radicaleed alla pesante sconfitta del Pd; a Taranto con un’amministrazione comunale di Sinistra e con la Provincia nelle mani del Pd oltre che con un dissesto finanziario che non ha eguali nella storia d’Italia, procurato dalla Destra, chi vince? Manco a dirlo: la Destra. Ecco allora che le dimissioni dei vertici tarantini del Pd (Donato Pentassuglia, ndr.) e del vicesegretario regionale, anch’egli tarantino (Michele Mazzarano, ndr.), sarebbero semplicemente un atto dovuto ». «I cittadini-elettori – continua Ressa - non ci hanno premiato perchè non credono in un rinnovamento fatuo, ma pretendono nuove modalità di comunicazione, nuove presenze radicate sul territorio e non già, come è accaduto, imposte da questo o quel big. Altra questione. si era detto nelle varie direzioni del Pd che si sarebbe svolta una consultazione (per le primarie non c’era tempo, sic!) degli aderenti al Pd, salvo poi a renderci conto che queste “consultazioni” altro non erano che celeri passaggi fra ristretti gruppi dirigenti, senza alcun filo conduttore e senza alcuna analisi unitaria del territorio. Insomma, tanto per dire che un passaggio era comunque stato fatto e acquietarsi la coscienza di fronte alla moltitudine di elettori delle primarie completamente snobbati. E’ stata un’impostazione che ha raggelato il cuore di tanti simpatizzanti del Pd che Veltroni aveva in qualche modo entusiasmato, ma che, di fronte alla realtà del nostro territorio, si sono sentiti sconfitti ancor prima di perdere le elezioni». «Ora bisogna ricostruire. Ricostruire - spiega il sindaco Ressa - una nuova immagine del Pd attraverso un reale e significativo rinnovamento; ricostruire investendo su quelle donne e quegli uomini radicati sul territorio; ricostruire partendo da coloro che hanno dimostrato di ottenere consenso perchè vicino ai problemi deicittadini. E la ricostruzione non può che avvenire bruciando le tappe, per essere pronti a vincere la prossima scadenza elettorale: le provinciali e le europee del 2009. Fin d’ora è necessario allargare l’orizzonte nella ricerca dei candidati che più di altri esprimono rinnovamento e rappresentanza nel territorio, ed ovviamente, prevedendo a tutti i livelli il ricorso alle primarie che è ormai divenuta una preziosa risorsa per il coinvolgimento di milioni di cittadini».
dott. Rocco Ressa - sindaco di Palagiano
Fonte: corgiorno.it.