Politiche 2006 – Il centro sinistra sale rispetto al 2001: i Democratici di Sinistra ottengono 5 punti percentuali in più, mentre Forza Italia ne perde 7. I giovani hanno scelto di votare l’Ulivo. ROCCO RESSA: “Il centro sinistra ha commesso molti errori e non può essere soddisfatto di queste elezioni vinte a filo. Dopo alcuni atti importanti che Prodi deve attuare in questo primo periodo, bisognerebbe tornare a votare”.
Il sindaco Rocco Ressa (Ds) è deluso del risultato elettorale ottenuto dal centro sinistra sia a livello nazionale che regionale. Soddisfatto, invece, per i risultati ottenuti nel Comune da lui amministrato, anche se poteva aspettarsi di più.
Il primo cittadino di Palagiano passando sotto la lente d’ingrandimento e mettendo a confronto i voti e le percentuali del 2006 con le precedenti elezioni Politiche del 2001, asserisce con fermezza che c’è stata la vittoria del centro sinistra a Palagiano e che, al contrario di quanto può sembrare, il Partito di Forza Italia ha perso colpi in questa tornata elettorale.
“Se analizziamo attentamente i dati delle Politiche del 2001 con quelli di quest’anno – spiega Ressa – , non solo i Democratici di Sinistra, ma tutto il centro sinistra è salito di quota. Facendo i conti tra la Camera e il Senato con le dovute differenze, in base anche alle leggi elettorali dell’epoca e quelle di quest’anno, F.I. nel 2001 (alla Camera col proporzionale) ebbe 2.764 voti e cioè il 28,40%; mentre nel 2006 è calata vistosamente sia in termini assoluti, 2.284 voti ( - 480 voti) sia in termini percentuale passando dal 28,40 al 21,80% ( - 6,60%). Stesso ragionamento se si comparano le Forze dei due poli nelle due consultazioni politiche: il centro destra passa dal 53,65% al 49,19% ( - 4,46%) mentre il centrosinistra passa dal 46,34 al 50,34% ( + 4%). I D.S. nel 2001 ottennero al Senato 1.387 voti – 14, 25%, mentre il 9 e 10 aprile scorsi hanno conquistato 1.654 voti ( + 267 voti) e cioè il 19,32% (+ 5,07%). Lo stesso alla Camera, anche se sotto il simbolo dell’Ulivo (e con la Margherita) ha ottenuto il 31,90% (3.340 voti) raggiungendo una percentuale comunque più alta rispetto alle precedenti elezioni politiche. A conti fatti: Forza Italia oggi è calata di 7 punti percentuali, mentre i Democratici di Sinistra salgono ed ottengono 5 punti in più. Merito di questa crescita è anche dei giovani che alla Camera hanno votato l’Ulivo”.
occo Ressa è tuttavia scontento della vittoria nazionale del centro sinistra dovuta ad una manciata di voti e fa un’analisi critica su cui invita tutta la coalizione a riflettere.
“E’ chiaro che questa vittoria – afferma il sindaco di Palagiano – , a livello nazionale, non può vederci completamente soddisfatti; perché percentuali così risicate non garantiscono la governabilità del Paese. Credo che il centro sinistra abbia delle gravi responsabilità, soprattutto nella nostra Regione. Il c.s. si è fatto sfuggire la possibilità di confermare e, se mai, di rafforzare, il dato elettorale delle Regionali di appena un anno fa e che consentirono a Nichi Vendola di insediarsi come Presidente della Regione”.
Ressa elenca i punti fondamentali per cui il centro sinistra a livello regionale è stato debole. Primo fra tutti la “malriposta certezza di vincere non per nostri meriti ma per i demeriti di Berlusconi, abbassando la guardia e consentendo a Fitto, in Puglia, e allo stesso Berlusconi in tutto il resto del Paese, di fare una campagna elettorale di ‘forza’, che ha permesso il recupero di una larga fetta di elettorato indeciso”.
ltro punto importante per il sindaco, e che ha - fra l’altro - determinato la sua dura presa di posizione nei confronti dei vertici provinciali e regionali del suo Partito, è stata la composizione delle liste di entrambe le Camere ritenute da Ressa “non all’altezza della sfida elettorale”. “Ciò è accaduto – rimarca Ressa – perché sono state fatte delle scelte che hanno tenuto conto di alcuni “equilibri politici” e non all’individuazione delle personalità più rappresentative del territorio. Dirigenti o segretari non portano voti… Se al posto dei burocrati di partito, fossero stati scelti gli uomini attivi della politica, certamente avremmo ottenuto migliaia di voti in più”.
Ma le colpe non sono attribuibili, secondo Ressa, solo alla scelta dei candidati, ma anche alla “compagine del Governo regionale, che nonostante i rilevanti provvedimenti adottati, non è stata in grado di comunicare all’elettorato la positività delle azioni compiute. Lo stesso presidente della Regione – evidenzia Ressa – ed i suoi assessori, non si sono spesi come avrebbero dovuto. Stare al Governo non significa perdere il contatto con i cittadini e tutte le realtà sociali. ‘Porsi sul piedistallo’ non giova alla crescita politica ed elettorale del centro sinistra. Peraltro non può non rilevarsi la assoluta e ingiustificata carenza di rappresentanza della Provincia di Taranto in seno alla Giunta Regionale”.
Tuttavia nonostante la vittoria del centro sinistra Ressa afferma che “il centro destra, in questi cinque anni di Governo, ha perso consensi, anche se stranamente F.I. e Berlusconi continuano ad avere una forza predominante all’interno della CdL”.
Alla luce di quest’ultima considerazione, però, Rocco Ressa si pone una domanda: “La vittoria ottenuta è tale da garantire la piena governabilità di fronte alla scelte difficili e laceranti che il Governo dovrà assumere vista la situazione economica e internazionale di questo periodo? No! Per questo è necessario individuare un percorso che superi il sostanziale pareggio numerico della rappresentanza al Senato. Prodi, quindi, dovrebbe ipotizzare di tornare alle urne nel più breve tempo possibile al fine di ottenere dall’elettorato la maggioranza sufficiente a governare”.
Ma quali sono i provvedimenti che Prodi deve compiere con il suo insediamento prima di tornare al voto? “Sostanzialmente cinque – risponde Ressa – : uno, il Documento Programmatico Finanziario (Dpdf); due, l’elezione del Capo dello Stato; tre, il Referendum Costituzionale (con una forte partecipazione ed impegno del centro sinistra nella campagna referendaria abrogativa della sciagurata riforma federalista); quattro, modifica della legge elettorale almeno con la reintroduzione delle preferenze e con l’attribuzione del premio di maggioranza al Senato su base nazionale, cinque, le elezioni anticipate, appunto. In questo modo il centro sinistra e Prodi potrebbero affermarsi concretamente e con maggiore forza, invece di avventurarsi in un mare in tempesta che porterebbe solo al gioco del centro destra e di Berlusconi”.
Un’ultima nota il sindaco la riserva al premier Berlusconi: “Il suo atteggiamento riguardo al riconoscimento della vittoria del centrosinistra è ‘eversivo’ e compromette la democrazia del Paese. I controlli si faranno, ma deve prendere atto, e quindi riconoscere, che il centro sinistra ha vinto e Prodi deve fare i suoi passi in tutta tranquillità”.