E’ di Enzo Stellaccio il primo comizio della campagna elettorale

“Il difensore della classe operaia è diventato amico del padrone”
Il ritorno del leone. Il tempo non ne ha scalfito gli artigli, né reso diafano il ruggito. Tutto in attacco il comizio di Enzo Stellaccio, ex Sindaco di Palagiano per due mandati, che si presenta nella lista “La Puglia prima di tutto”, Rocco Palese candidato presidente.
Definisce subito “disastrosi” i passati cinque anni di governo regionale, puntando il dito sul Direttivo organizzato dal Partito Democratico, mentre “le squadracce fasciste di Vendola impedirono quella riunione. Questo lo faceva Mussolini nel ventennio, quando mandava i suoi adepti per impedire le riunioni del Partito Socialista”. Ricorda le promesse sull’abolizione delle liste d’attesa, “che invece sono aumentate. Si è inventato la storia del San Raffaele, ma la sanità pubblica non è Don Verzè, è la sanità delle ASL, i medici che vi lavorano. Promise la riapertura degli ospedali di Massafra e di Terlizzi, il suo paese di nascita: a Massafra stiamo ancora aspettando, mentre a Terlizzi l’ospedale è stato riaperto”.
Condanna il colpo di mano della stabilizzazione dei precari, “mentre i vostri figli aspettavano i concorsi”. Ironizza sui 350mila euro spesi per un viaggio a New York per cinque giorni (“io ne ho speso 1500”), e sul nucleare si dice convinto che se Vendola sarà rieletto, “vi troverete con il nucleare”. Sull’ambiente, denuncia che “va tutelato a 360°, non solo con il fotovoltaico e l’eolico. La tutela deve riguardare anche i nostri terreni, e non ha fatto niente per l’agricoltura. Ha pensato per cinque anni ai bisogni dei suoi amici, io penso invece ai bisogni della gente. Il difensore della classe operaia è diventato amico del padrone, tanto da essere elogiato dal figlio di Riva. La diossina fa male anche se si rispettano i parametri, ma dicono che l’ILVA non inquina più. Il loro scopo è trarre in inganno i cittadini”.
Elenca infine i punti salienti del suo programma:
“1) Tutti i candidati si devono impegnare a ridurre i loro emolumenti del 50%. Con quei soldi si può dare un contributo a chi fa i viaggi della speranza. Ha detto che avrebbe difeso i deboli, ma ora stà con i più forti;
2) Aiutare i diversamente abili. Se uno vuole andare in Regione non può farlo, perché ci sono gli scalini;
3) Ambiente. Dobbiamo parlare di discariche, e Vendola non ha fatto nulla per chiuderle, e passare a forme di smaltimento alternativo. Le discariche sono bombe ad orologeria, fattore di rischio pericoloso per l’ambiente;
4) Siamo in presenza di una crisi giovanile paurosa, e bisogna sviluppare le attività delle nostre imprese sul territorio, per dare lavoro ai giovani, non dimenticando che il nostro territorio è a vocazione agricola. Bisogna creare strutture in modo che gli agricoltori sappiano cosa vuole il mercato. Dobbiamo continuare a coltivare la terra, che deve essere al primo posto nei bisogni della Regione”.
Giuseppe Favale