Confesso che, quando ho proposto all'avv. Stellaccio il mio desiderio di intervistarlo, non sapevo che tipo di accoglienza mi avrebbe riservato, in quanto le informazioni  che ho sul suo carattere sono  discordanti: c'è chi afferma che abbia un caratteraccio, e chi invece sostiene che sia una persona socievole e spiritosa.

L'avv. Stellaccio mi ha  accolto con gentilezza, chiedendomi il perchè di questa  iniziativa. Ho risposto:” Con le mie interviste intendo far conoscere più da vicino i Sindaci che, in ordine cronologico, si sono succeduti nel nostro paese, sia sotto l'aspetto politico che personale. L'intervista contiene domande tendenti a far conoscere il perchè hanno fatto o non fatto determinate cose, domande spiritose, utili a smitizzare l'idea che ha la gente di chi amministra, e domande un pò imbarazzanti, che credo nessuno avrebbe mai tentato di rivolgere loro. Con il mio lavoro, spero di contribuire a chiarire il perchè di alcune loro decisioni, e di agevolare una comprensione più approfondita delle vicende chiare o non chiare che li hanno visti coinvolti.”Mi ha subito detto che accettava l'intervista, e lo ringrazio per aver deciso di  tornare nell'arena politica, dalla quale mancava dalle elezioni amministrative del 2002.

 

Come accaduto con le precedenti interviste, mi asterrò dal commentare le sue risposte, in quanto non è questo il mio ruolo: il commento spetta ai cittadini che leggeranno questa intervista, che spero apprezzeranno il lavoro fatto.
Chi è l'avv. Vincenzo Stellaccio? Sono nato a Palagiano il 19 giugno del 1959, e ho due figli: Pierluigi, di 15 anni, e Fabrizio, di 11.Circa i miei studi, ho frequentato il Liceo classico Tito Livio a Martina Franca, e mi sono laureato in giurisprudenza all’Università di Perugia.La mia giovinezza l’ho dedicata quasi completamente allo studio, anche se mi piaceva molto frequentare l’Azione Cattolica. Tempo libero permettendo, mi dedicavo al gioco del calcio (il mio preferito),  e alla pallavolo. Attualmente gestisco uno studio legale, dove esercito la professione di avvocato.  

  
Lei ha ricoperto la carica di Sindaco per due legislature: qual'era la situazione socio-economica del paese quando fu eletto  Sindaco la prima volta? Il Comune era allo sbando, in quanto si usciva da un periodo in cui si erano succeduti diversi Sindaci e Commissari prefettizi, che avevano impedito una continuità amministrativa e, quindi, una amministrazione del Comune decente. Tra l’altro, vi era circa un miliardo e mezzo di debiti fuori bilancio, che ho provveduto ad eliminare nei primi anni di amministrazione.La situazione sociale era anche peggiore di quella economica, in quanto non vi era un servizio sociale organizzato che potesse far fronte alle esigenze della comunità, per cui è stato necessario ristrutturare l’ufficio non solo dal punto di vista del personale, ma anche dal punta di vista logistico. 
Cosa ritiene di aver fatto di positivo per il paese? Non spetta a me dire quello che di positivo ho fatto per il mio paese, perchè il giudizio sul mio operato spetta ai cittadini: sono loro, e solo loro, che devono valutare il mio novennato di Sindaco. Fare poi un elenco di tutte le opere realizzate in nove anni mi sembra un inutile esercizio di vanteria; le cose che ho fatto era mio dovere realizzarle! 
Quale ritiene sia stato un suo errore quando ricopriva la carica di Sindaco? Anche a questa domanda deve rispondere il cittadino; se fossi stato cosciente di essere sul punto di commettere un errore, non lo avrei certamente fatto. 
Se potesse tornare indietro, cambierebbe l'impostazione da lei data alla campagna elettorale per le amministrative del 2002?  No! quello che ho fatto era giusto che fosse fatto. 
Qual'è il suo giudizio sull'opposizione quando lei amministrava il paese? L’opposizione è il sale della democrazia, perché se manca il confronto è inutile fare politica. E’ stata costruttiva e distruttiva, ma era ed è necessaria per la vita democratica di un paese. 
Come ha vissuto la sconfitta elettorale del 2002? Premesso che non è stata una mia sconfitta, perché non ero candidato, l’ho vissuta allo stesso modo di come ho vissuto le vittorie del 1993 e del 1997: cercando di capirne il perché. 
C'è qualcosa, di quando era Sindaco, che si pente di non aver fatto? Rifarei tutto quello che ho fatto, punto per punto; io ho amministrato solo ed esclusivamente nell’interesse dei cittadini di Palagiano, e quindi non vedo perché dovrei pentirmi di quello che ho fatto. 
Delle cose fatte quando ricopriva la carica di Sindaco, c'è qualcosa che rifarebbe in modo diverso? No, per lo stesso motivo detto prima. 
Pensa di ritornare alla politica attiva?  Mai dire mai, diceva una mia cara amica, ma poichè devo rispondere oggi, dico che ogni cosa ha un suo tempo, ed al momento ritengo di non ritornare alla politica attiva. 
Può dare una sua definizione di “avversario politico”? E’ tale chi avversa le tue scelte perché le ritiene non consoni agli interessi dei cittadini. Diverso è, invece, chi avversa le tue scelte solo per non farti amministrare e metterti in cattiva luce di fronte ai cittadini, per poi dire: “Avete visto Stellaccio, non ha fatto niente!”; questo non è un avversario politico, è solo un quaqquaraquà. 
Secondo lei, a cosa è dovuta la vittoria del dott. Ressa  nelle amministrative del 2002Al sistema elettorale introdotto dall’on.le Segni, con l’elezione diretta del Sindaco.La gente ha voluto cambiare perché il vecchio Sindaco non si ricandidava: non è accaduto solo a Palagiano, ma in tutti i Comuni della provincia, vedi Ginosa, Mottola, Massafra ecc. 
Non le sembra un po’ riduttivo, anche perchè lei ha prima affermato che “ non è stata una mia sconfitta, perché non ero candidato”? Non è riduttivo, perché basta esaminare e valutare i voti dei singoli candidati per verificare che quello che ho detto risponde alla realtà dei fatti. 
Vorrebbe dire qualcosa al dott. Ressa? Quello che avevo da dirgli, gliel’ho detto il giorno in cui ha vinto le elezioni; non so se lui lo ricordi, ma di certo non ha seguito quel consiglio, che se permettete rimane un segreto fra me e lui. 
Quale è la richiesta più assurda ricevuta da un cittadino? Le richieste dei cittadini non sono mai assurde, ma vanno capite, rispettate e, se possibile, esaudite. 
L'Amministrazione Ressa ha bocciato il P.R.G.: cosa ne pensa al riguardo? Ha provocato un grave danno ai cittadini, e col tempo anche lui se ne renderà conto; ma siccome faceva parte degli accordi elettorali, è stato obbligato a farlo. Se questa maggioranza avesse ritenuto il P.R.G. non adeguato agli interesse della gente e del territorio, avrebbe potuto modificarlo. Revocarlo è stato un atto di insensibilità amministrativa, un gesto che non ha riscontri in nessun altro Comune, vedi per esempio Laterza, Mottola, Ginosa, Massafra: in questi Comuni i P.R.G. sono stati accettati dalla maggioranza entrante, che era diversa da quella uscente, perché uno strumento urbanistico come il P.R.G. è vitale per un Comune, specie  quando è di piccole dimensioni come il nostro. 
Come ritiene stia gestendo, l'attuale Amministrazione,  il dopo alluvione? Sono fuori dall’agone politico, e quindi non posso e non voglio esprimere un giudizio, che tra l’altro non spetta a me, ma alle tante famiglie che sono state colpite duramente dall’alluvione. 
Delle cose fatte dall'attuale Amministrazione, ce n'è qualcuna che rifarebbe in modo diverso?  Praticamente tutto! Non condivido assolutamente nulla di quel poco, anzi pochissimo, che è stato fatto, e soprattutto il modo in cui è stato fatto. 

A quale Partito è iscritto? Sono iscritto al Partito Radicale da molti anni, ma come ideologia politica sono sempre stato un liberale moderato. 
Circa il suo carattere, c'è chi dice che lei sia irascibile, e chi invece afferma che lei sia una persona di spirito: qual'è la verità? La verità sta sempre nel mezzo, dipende dal momento. Posso solo dire che sono nato libero, sono sempre stato libero e, quando avevo ed ho qualcosa da dire, la dico sempre in faccia: non uso intermediari ! 
Nelle ultime elezioni amministrative, lei non si è potuto presentare perchè si sarebbe trattato del 3° mandato. Quale contributo  ha dato alla lista del dott. Latorrata? Bisognerebbe chiederlo al dott. Latorrata ed ai candidati di quella lista; io credo di aver fatto quello che ritenevo doveroso e giusto fare, verso chi per nove anni ha lavorato insieme a me, consentendomi di amministrare Palagiano.E’ stato per me un onore amministrare Palagiano, ed è una cosa di cui andrò sempre fiero, e per cui sarò sempre grato ai cittadini di Palagiano. 
Si è molto favoleggiato del suo peso “fisico”: ma quanto pesa realmente? Purtroppo sei arrivato tardi: oggi peso molto meno di quanto pesavo quando ero Sindaco!Posso dirti che in tanti hanno cercato di sfilarmi la poltrona da sotto quando ero Sindaco: nessuno c’è riuscito, tranne il mio peso (si ruppe la poltrona, e me la portarono via per cambiarla!).
Le faccio la domanda di riserva? Ho capito, vuoi sapere quanto peso oggi? Te lo dico: oggi peso un quintale. Ma sicuramente vuoi sapere quanto pesavo sessanta chili fa; ecco, te l’ho detto, pesavo centosessanta chili. 

 Qual'è il suo grado di partecipazione alla vita amministrativa del nostro paese: osserva con  distacco, o funge da deus ex machina di qualcuno? Non è mio costume tirare i fili da dietro, com’è tipico di qualcuno in questo paese; oggi ne sono fuori, e mi sta bene così.Ne sarei stato fuori anche se le elezioni del 2002 le avesse vinte la lista di Latorrata: così avevo deciso, e così ho fatto. 
Cosa la fa più irritare? L’ipocrisia ed il servilismo, che sono tratti tipici di molti politici che pensano più al proprio tornaconto personale, che agli interessi della comunità a cui hanno chiesto il consenso per amministrare. 
Esiste un politico locale con il quale non prenderebbe neanche un caffè? No, perché il politico è prima di tutto una persona, e le persone meritano sempre rispetto sul piano umano: il caffè, però, vorrei pagarlo io. 
Qual'è il politico locale che più ammira, anche se non ne condivide il comportamento? Non si può ammirare un politico: si possono condividerne le scelte, o le si possono contestare, ma qui a Palagiano non c’è proprio nulla da condividere. 
Qual'è la bugia più grossa che  ritiene sia stata  detta sul suo conto? Tante, troppe, dettate dall’invidia, ma fa parte del gioco.  
Da quale politico locale, non a lei vicino,  accetterebbe un invito a cena? Da nessuno; sono sempre stato abituato ad invitare, e mai ad essere invitato, e soprattutto ad andare a cena con gli amici, non con i politici.  
Alcuni affermano che suo fratello Cataldo sia stato troppo presente durante la sua amministrazione. Cosa ha da dire al riguardo? Mio fratello è stato sempre presente durante la mia amministrazione, ed il suo contributo è stato indispensabile per la buona riuscita del mio novennato.
Di quale eroe dei fumetti  vorrebbe vestirne i panni, e perchè? Di tutti quelli che difendono i deboli e la giustizia con la G maiuscola. Se esistessero gli oscar per la politica, a quale politico locale, del presente o del passato, lei lo assegnerebbe? Gli oscar li assegnano le giurie, ed io non mi sento giudice di nessuno; in politica l’unico giudice è il cittadino: spetta a lui tale scelta. 
Chi è il politico locale che più l'ha combattuto? Tutti coloro che, con la mia elezione, si sono visti sfilare il potere che, direttamente o indirettamente, a più riprese avevano gestito a Palagiano; quando parlo di potere mi riferisco agli appalti, all’edilizia, ed al modo di gestire questi settori della vita pubblica. 
Che emozioni sta provando nel rispondere a queste domande?  Nessuna, per me è un fatto normale rispondere a chi mi chiede qualcosa; l’ho sempre fatto, anche fuori dalla politica, perché è il mio modo di essere.  
Nessuno in politica vince o dura se non ha la capacità di stringere alleanze con le persone giuste ed al momento giusto: quale ritiene sia stata l'alleanza vincente nelle elezioni che l'hanno vista primeggiare? Quella con i cittadini che hanno creduto in me, e la cui fiducia mi auguro di essere riuscito a ricambiare; se si stringessero alleanze diverse, si finirebbe con l’essere condizionato da queste scelte, ed io non ho mai subito condizionamenti, sono sempre stato libero nelle mie scelte. 
Quando decideva qualcosa, come reagiva se uno dei suoi collaboratori fosse di parere opposto al suo? Se avevo deciso qualcosa, è perché anche gli altri avevano già espresso il loro parere in merito; non ho mai fatto di testa mia, anche se quasi sempre mi lascio guidare dal mio istinto. 
In quale modo lei si informa sulla vita amministrativa del nostro paese: consulta le delibere, ricava le notizie dai giornali, o altro? Ascolto la gente e mi guardo intorno, anche se intorno c’è poco e niente da vedere
Ha qualche “spina” che proprio si vorrebbe togliere? No, perché non fa parte del mio carattere conservare rancore, o pensare a rivincite da prendermi. 
Quando lei amministrava, quale strategia politica adottava? Facevo solo ed esclusivamente gli interessi dei cittadini; diversamente non avrei amministrato, e non sarei stato un buon amministratore.  
Poniamo il caso che lei  debba compilare una sua lista per le prossime amministrative: chi vi inserirebbe, senza tener conto di un eventuale rifiuto o di non corrispondenza con le sue idee? Il problema non si pone, per quanto detto prima; voglio però precisare che, nelle due campagne elettorali in cui mi sono candidato, sono stati i candidati a scegliere di stare con me, e non viceversa. 
La vita politica è fatta di generali e di soldati; sui generali che vorrebbe al suo fianco in suo ipotetico ritorno alla vita politica attiva ha già risposto: cosa mi dice dei soldati? La vita politica è fatta di generali e soldati secondo il tuo modo di vedere; secondo me, la vita politica è fatta di persone che lavorano con te, e spesso anche più di te. I miei collaboratori erano tutti uguali fra di loro: assessori, consiglieri, o persone a me vicine. I generali ed i soldati servono per fare le guerre, per combattere; io sono contrario alla guerra e, durante il mio mandato, ho pensato solo ad amministrare, non a combattere qualcuno: altri, evidentemente, la pensano ed agiscono in maniera diversa, o sono costretti a farlo
Parlando di generali e di soldati, non intendevo assolutamente dire che le persone che collaborano ad un progetto politico debbano indossare elmetto e moschetto: volevo solo dire che le grandi decisioni, per motivi di ordine pratico e funzionale, vengono prese da un numero ristretto di persone, e solo successivamente vengono portate a conoscenza di tutti, per una valutazione collettiva. Spesso si sente parlare di “guerra di nervi”, di “battaglia diplomatica”,  ma i termini “guerra e battaglia” non vengono intesi alla lettera, ma solo in senso figurato, ed è appunto in questo modo che io ho inteso usare i due sostantivi da lei contestati. Era proprio quello che volevo dire; le decisioni non vengono e non venivano prese da un ristretto numero di persone, ma da tutti coloro che erano investite di responsabilità dentro e fuori il consiliare; tutti i collaboratori per intenderci. Altri, magari, lo ripeto, agiscono in maniera diversa, ma non è il mio modo di fare. 
Molti affermano che la politica sia sporca: qual'è il suo pensiero al riguardo? Sono gli uomini (gli eletti) che fanno la politica sporca o pulita, ma è così anche nella vita di tutti i giorni: se uno è pulito dentro, lo è in politica, così come nel suo lavoro, in famiglia, con gli amici, nella società. 
Cosa ha pensato quando le ho chiesto che avrei voluto intervistarla? Ti ho chiesto il perché, e la tua risposta mi è bastata. 
Che relazioni aveva ed ha con lo zoccolo duro dei suoi elettori? Non ho mai avuto uno zoccolo duro, ma tanta brava gente che ha condiviso con me l’esperienza politica, e che per mia fortuna mi ha sempre consigliato per il meglio, e disinteressatamente. 
Poniamo il caso che lei debba compilare il bugiardino di un politico locale a sua scelta: cosa   scriverebbe nelle seguenti voci?Che cos'è: Quando non deve essere usato:Precauzioni per l'uso:Effetti indesiderati:Scadenza: Non voglio compilare il bugiardino di nessuno, perché non mi sento di esprimere giudizi su nessuno, neppure in modo ironico come dicevi tu. 
Crede nell'aldilà?Si, perchè sono un credente. 
Meglio l'uovo oggi, o la gallina domani? Nessuna delle due cose: se un politico facesse di questi calcoli, secondo me non solo non sarebbe un buon politico, ma dovrebbe essere escluso dalla partecipazione alla vita pubblica. 
Può descrivere quale sarebbe la sua colazione, pranzo e cena ideale? Farei colazione con cappuccino e brioches (alla marmellata); pranzo con quello che mi prepara mia moglie, che è un brava moglie ed una brava cuoca, ma se potessi scegliere mangerei frutti di mare crudi, gnocchi con sugo di pomodoro fresco e cacioricotta, crostacei (cucinati in qualsiasi modo) e, per finire, il dolce (una bella fetta di mousse al caffè); per cena rimangerei le stesse cose del pranzo ma, a volermi mantenere leggero, un brodino, una fettina di carne, ed uno yogurt. 
Fra le domande che le ho rivolto, ce n'è qualcuna che  l'ha  infastidito? Nessuna. 
C'è una domanda che non gli ho fatto, e alla quale gli sarebbe piaciuto rispondere? Le domande le fai Tu, io rispondo e volentieri; c’è una cosa però che voglio dire: per favore, dammi del Tu. 

 Giuseppe Favale

Anno 2004.