A poco più di un mese dal voto politico che ha consegnato il Governo del Paese alla Destra è necessario per il PD una seria e severa autocritica.

 

Solo attraverso la ricerca delle motivazioni che hanno determinato la sconfitta elettorale si può ricominciare a costruire un Partito autorevole capace di crescere e prepararsi a diventare nuovamente forza di Governo.

 A mio modo di vedere la sconfitta subita è figlia delle seguenti scelte:

  1. l’esperienza caotica del Governo Prodi: i cittadini non hanno apprezzato la rissosità interna al centro-sinistra, rissosità che ha annullato quanto di buono realizzato in quella esperienza di Governo e ha, invece, “esaltato” gli aspetti più negativi e deleteri.
  2. l’illusione data agli elettori di diventare, essi stessi, artefici delle scelte attraverso un coinvolgimento diretto nella scelta degli indirizzi politici e dell’individuazione dei candidati attraverso le primarie. Purtroppo si è trattato solo di illusione, appunto.
  3. l’aver composto liste quasi del tutto aliene dai contesti territoriali.
  4. il non essere riusciti a raccogliere il voto dei moderati.
  5. l’aver utilizzato mediaticamente la candidatura di taluni senza che fossero ben radicati nel territorio.

Il dato complessivo del PD si è attestato intorno al 33%. Se questo dato viene depurato dall’operazione “voto utile” che certamente ha interessato il PD la percentuale si assottiglia ulteriormente sfiorando appena il 30%. Del primo, come, a maggior ragione, del secondo dato non possiamo certamente essere soddisfatti.La provincia di Taranto si è assestata generalmente intorno alla media nazionale, ma cosa è accaduto a Taranto? Alcuni dirigenti, a mio parere poco accorti, ritengono che il 35% del PD Tarantino sia un successo. Dimenticano però di considerare che la situazione del capoluogo di provincia, con un dissesto finanziario provocato dal centro-destra, avrebbe dovuto dare un risultato più ampio, sia alla sinistra radicale che governa la città, sia al PD che governa la Provincia. Se questo è vero allora faremmo tutti quanti bella figura a parlare di pesante sconfitta senza trovare scusanti che possono solo confondere le acque e non consentirci di fare chiarezza fino in fondo.Di qui bisogna ora ripartire dimostrando di accettare con responsabilità la scelta degli elettori e prepararci a costruire un partito davvero democratico, aperto e trasparente fin dalle prossime scadenze elettorali.Penso che siamo tutti d’accordo sul fatto che i cittadini vogliono partecipare attivamente alle scelte della politica. Ebbene il Partito Democratico ha il dovere di tracciare un tratto di discontinuità rispetto alla destra: loro la scelta dei candidati la fanno nelle segreterie, noi facciamola con le primarie. E’ anche questo un modo, per noi già ampiamente collaudato, di apparire nella sostanza diversi dagli altri. L’esperienza del comune di Vicenza qualcosa in questo senso ce la dice, oppure no?I cittadini vogliono rappresentanti radicati nel territorio, capaci di essere immediatamente percepiti? Ebbene il PD queste personalità le ha, in gran numero, approfittiamone.A livello locale, Taranto è un cattivo esempio, non si può far finta di niente e assistere ai litigi fra l’amministrazione comunale e quella provinciale, ma è fondamentale parlarsi, chiarirsi e condividere la responsabilità di governo. Per parte mia, consapevole dell’importanza di arginare la deriva a destra dei nostri comuni, mi attiverò subito nell’aprire un dialogo sincero e costruttivo con quelle forze del centro e della sinistra che vogliono essere alternativi alla destra, anche prevedendo una ipotesi di rappresentanza all’interno dell’esecutivo di queste forze. Insomma, se un insegnamento queste elezioni ce l’hanno data è proprio quella che chiuderci a riccio, fare gli schizzinosi, serve solo a perdere. Certo ogni accordo va fatto con chiarezza e lealtà nell’unico interesse di giungere al governo delle istituzioni per rendere un servizio ai cittadini e non già per occupare posti di potere.Mi spiace, infine, aver constatato che da parte dei vertici provinciali del PD non vi sia stata una sincera analisi delle ragioni della sconfitta e che gli stessi abbiano perpetrato, ancora una volta, gli errori del recente passato, nell’aver voluto, senza alcun reale coinvolgimento della base, annunciare la riconferma della candidatura dell’attuale presidente della Provincia. Nulla, o quasi, da eccepire sulla figura di Florido, ma le decisioni calate dall’alto hanno il solo risultato di condurci ad una ennesima sconfitta elettorale, e questo il PD, non può proprio permetterselo.In conclusione sarebbe bene che il segretario provinciale ed il presidente dell’assemblea, garanti di tutto il partito e di tutti gli aderenti, stigmatizzassero alcune espressioni venute fuori dall’ultima direzione provinciale da parte di un importante esponente dell’esecutivo provinciale, il quale ha utilizzato toni offensivi e lesivi della dignità personale di alcuni di noi per il solo fatto di aver espresso posizioni politiche non concordanti con le sue.  Il rispetto e la buona educazione sono alla base del nostro essere partito          

Rocco Ressa
Sindaco di Palagiano          
Delegato nazionale PD