Risultati, come si vota, commento.
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Totale |
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Bitetti |
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32-0,38% |
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Soc. Un. |
32 |
0,39% |
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Florido |
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4851-57,87% |
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Verdi |
134 |
1,62% |
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L.. Florido |
170 |
2,06% |
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Di Pietro |
133 |
1,61% |
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Com. It. |
141 |
1,71% |
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DS |
2214 |
26,84% |
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SDI |
335 |
4,06% |
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UDEUR |
208 |
2,52% |
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Rep. Eur. |
9 |
0,11% |
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Margherita |
1010 |
12,24% |
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PRC |
447 |
5,42% |
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Quaranta |
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5-0,06% |
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Noi Merid. |
3 |
0,04% |
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Tucci |
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2783-33,2 |
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P. Segni |
9 |
0,11% |
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AN |
444 |
5,38% |
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AT6 |
24 |
0,29% |
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Ref.Soc.L. |
2 |
0,02% |
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UDC |
596 |
7,22% |
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PRI |
638 |
7,73% |
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Fiamma |
58 |
0,70% |
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FI |
905 |
10,97% |
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Fago |
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677-8,08 |
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674 |
8,17% |
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Del Prete |
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34-0,4 |
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Mussolini |
32 |
0,39% |
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Elettori |
12450 |
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1434 |
14,60% |
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Voti Validi |
8382 |
85% |
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Votanti |
9819 |
78,86% |
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Nelle elezioni provinciali il paese è suddiviso in due Collegi: Palagiano-Mottola
(Sezioni da 1 a 4) e
Palagiano-Massafra (Sezioni dalla 5 alla 14).
Nelle Sezioni dalla 1 alla 4, come candidati locali abbiamo, inserendo anche
Nicola Lippolis (DS 576 – 29,8%): Andrea Lippolis ( PRI 199 – 10,29%);
Graziano Mellone ( Prospettive 183 – 9,47%).Nelle Sezioni dalla 5 alla 14,
i candidati locali sono: Paolo Puccetti (Com. It. 113 – 1,79%);
Franco Parisi (DS 1638 – 25,94%); Pietro Mancini (SDI 320 – 5,07%);
Rosario Gravina (Margherita 871 – 13,79%); Preneste Anzolin (PRC 357 5,65%);
Andrea Lippolis (439 – 6,95%); Vacca (42 – 0,67%); Graziano Mellone (491 – 7,78%).
ELEZIONI PROVINCIALI – COME SI VOTA.
E’ interessata la Circoscrizione, che prende a riferimento il territorio dell’intera Provincia. Ogni Circoscrizione viene poi suddivisa in tanti Collegi uninominali, quanti sono i candidati da eleggere al Consiglio provinciale.Stabilito il candidato Presidente che guiderà la coalizione, ogni Partito, in ogni Collegio, individua poi il proprio candidato: ne deriva che, al momento del voto, si può esprimere una sola preferenza, riguardante il candidato che si è deciso di votare.Dopo le votazioni, viene stabilita la cifra elettorale di ogni gruppo, data dal totale dei voti ottenuti dai candidati del gruppo in tutti i Collegi della Provincia. Stabilito questo, si passa poi ad individuare la cifra individualedei singoli candidati, moltiplicando i voti di ogni candidato per cento, e dividendo il prodotto per i voti validi del Collegio.Al primo turno è eletto Presidente il candidato il cui gruppo ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti; diversamente, accedono al secondo turno, che ha luogo la seconda domenica successiva a quella del primo, i due candidati Presidenti che hanno riportato più voti. I candidati ammessi al ballottaggio mantengono i collegamenti con i gruppi di candidati al Consiglio Provinciale dichiarati al primo turno, e hanno facolta', entro sette giorni dalla prima votazione, di dichiarare il collegamento con ulteriori gruppi di candidati rispetto a quelli con cui e' stato effettuato il collegamento nel primo turno. Non sono ammessi all'assegnazione dei seggi i gruppi di candidati che abbiano ottenuto al primo turno meno del 3 per cento dei voti validi, e che non appartengano a nessuna coalizione di gruppi che abbia superato tale soglia. L’attribuzione dei seggi del Consiglio Provinciale è effettuata dopo la proclamazione dell’elezione del Presidente della Provincia.Il sistema elettorale applicato nelle elezioni provinciali è quello proporzionale con premio di maggioranza: allo schieramento vincente va il 60% dei seggi, mentre il restante 40% viene attribuito alle altre liste seguendo il c.d metodo di Hondt.Facciamo un piccolo esempio per chiarire quanto detto.Poniamo il caso che ci siano 20 Collegi, con candidati Presidenti Luca (sostenuto dai Partiti A e B), e Marco (sostenuto dai Partiti C e D), e che abbia vinto Luca.La coalizione di Luca avrà 12 seggi ( 60% di 20), 8 quella di Marco.Con il metodo di Hondt, poi, si saprà quanti seggi andranno ai vari Partiti, tenendo sempre presente, però, che i Partiti A e B dovranno distribuirsi 12 seggi, ed 8 i Partiti C e D, compreso il candidato Presidente non eletto.Una volta saputo quanti seggi andranno ai vari Partiti, si determinano quali candidati di quei Partiti saranno eletti consiglieri.Poniamo il caso che il Partito A abbia ottenuto 7 seggi. Nel collegio 1, il candidato di questo Partito ha ottenuto 400 voti, mentre il totale dei voti ottenuti da tutti i Partiti nello stesso collegio è 1.100.Si moltiplica 400 x 100, e si divide poi per 1.100, ottenendo la cifra individuale del candidato, che nel nostro caso è 36,36.Uguale operazione va fatta, per lo stesso Partito, negli altri collegi. Risulteranno eletti coloro che avranno ottenuto la cifra individuale, come sopra determinata, più alta, fino a coprire i seggi che in totale ha ottenuto quel Partito.Quello che è determinante, quindi, per essere eletti, non è tanto il numero dei voti che un candidato ottiene, ma la sua cifra individuale elettorale, stabilita in rapporto al totale dei voti ottenuti da tutti i Partiti nel collegio.Nelle elezioni provinciali, quindi, è utile per un Partito ottenere più voti di altri, ma servirebbe a ben poco se ostacolasse la crescita di altri Partiti della stessa coalizione.C’è poi un altro aspetto da considerare: i seggi complessivi che un Partito ottiene derivano dalla somma dei voti ottenuti nell’intera Circoscrizione.
IL COMMENTO.
Uno dei dati più eclatanti venuti fuori dalle ultime provinciali è stato il forte astensionismo, che qualcuno sostiene derivi dalla protesta per come l’Amministrazione abbia gestito e stia gestendo il dopo alluvione, o da come si stia muovendo in generale: vediamo se è vero, prendendo in considerazione proprio le Sezioni dalla 1 alla 4, che sono state le più colpite dall’alluvione.I D.S. hanno ottenuto il 29,8%, mentre il 7,19% è andato alla Margherita, con l’1,45% ai C.I. e l’1,4% a Di Pietro, per cui i Partiti che esprimono degli amministratori riportano un totale del 39,84%. Se poi consideriamo il dato dell’intero centro sinistra, si arriva al 49,78%. Nelle amministrative del 2002, L’Ulivo ottenne, nelle stesse Sezioni, 1.305 voti, mentre ora ne ottiene quasi mille. Si tratta quindi di 300 voti in meno, per cui non si può parlare di voto di protesta verso l’Amministrazione, tenuto conto che ai D.S., che esprimono il Sindaco e sono quindi i più vulnerabili agli attacchi, sia andato quasi il 30% dei consensi. Da rilevare poi che nel 2002 i sei candidati D.S. ottennero, e parliamo di 6 candidati, 386 voti di preferenza, mentre ora un solo candidato ne ottiene 576. A Palagiano, Florido ottiene la percentuale più alta dell’intera zona occidentale della Provincia, mentre Tucci, sempre a livello locale, ottiene il 12,23% in meno rispetto alla media provinciale. Inoltre, i D.S. di Palagiano, con il 26,84%, ottengono la percentuale più alta dell’intera zona occidentale, con riguardo alle sezioni D.S.Per quanto riguarda i Partiti in senso stretto, a Palagiano i D.S. diventano il primo Partito; seguono La Margherita con il 12,24%, F.I. con il 10,97%, Prospettive con l’8,17%, il P.R.I. con il 7,73%, l’U.D.C. con 7,22%.L’altro dato che viene fuori dalle provinciali, è che nessun candidato di Palagiano sia stato eletto consigliere. Basta questo per poter affermare che, in fin dei conti, non si possa poi parlare di una vittoria del centro sinistra?Volendo ragionare solo sui due candidati che hanno ottenuto più voti, Parisi (D.S.) e Gravina (Margherita), c’è da dire che ha influito pesantemente il risultato negativo di Massafra; non può essere addebitato quindi al centro sinistra locale il dato elettorale di Massafra, dove i D.S. e La Margherita hanno ottenuto, rispettivamente, il 7,78% e il 2,29%, per poi dedurre che da noi ci sia qualcosa che non va nel centro sinistra.La situazione esistente nel centro destra locale e la confusione in cui versa, non possono poi diminuire la portata del successo del centro sinistra: casomai, evidenzia la mancanza nel centro destra di valide proposte alternative, e questo va ascritto a merito del centro sinistra, segno che c’è poco da contestare. Riassumendo: 1) i D.S di Palagiano sono, tra le sezioni D.S. dell’intera zona occidentale, la sezione con la percentuale più alta, e lo stesso dicasi per l’intera coalizione; 2) il centro sinistra locale conferma, in termini di elettori, il forte successo del 2002, ed addirittura lo supera di molto in termini percentuali, contro una netta sconfitta del centro destra, che era spaccato nel 2002, e si è presentato non certo unito ora (vedi le tante accuse di Tucci contro F.I., anche se poi rientrate): come si pensa abbiano reagito gli elettori di quell’area che non si riconoscono in un gruppo dirigente che passa il suo tempo a litigare, invece di proporsi come credibile alternativa al centro sinistra? Facendo infine un raffronto tra i dati delle varie sezioni nel 2002, quando si votò per le amministrative, e nel 2004, a parte i 300 voti persi nelle Sezioni dalla 1 alla 4, c’è un sostanziale equilibrio nelle altre Sezioni, senza picchi in negativo o in positivo.
Giuseppe Favale