La vera sorpresa del risultato delle amministrative palagianesi consiste, non tanto nell’impresa compiuta dalla coalizione Ressa; bensì, nel tracollo di consensi accusato dal centrodestra. Per certi versi, la sconfitta, era anche prevedibile ma non nelle proporzioni che ha assunto. Proviamo a vedere i motivi che l’hanno fatta maturare.
Già in campagna elettorale, era balzata agli occhi la scarsa propensione a “comunicare” da parte dei suoi esponenti e l’incapacità nel leggere i cambiamenti avvenuti sul terreno sociale; ma, io credo, a passare quasi inosservato (non certo agli occhi degli elettori) è stato l’atteggiamento teso a “sostituire” i temi amministrativi con temi etici (l’insistenza sui DICO, la procreazione, l’eutanasia, ecc.) e “ideologici”. Probabilmente si voleva cogliere “l’onda lunga” che si pensava potesse derivare dai recenti dibattiti avutisi su tali questioni a livello nazionale.
Proprio da qui dovrebbe partire una prima considerazione: a far da contr’altare a una “dislessia” perfino imbarazzante, vi è stata una verbosità fin troppo insistita su temi che sono apparsi quantomeno inopportuni; in fin dei conti, eravamo chiamati a rinnovare il Consiglio Comunale, non a decidere i destini della Nazione.
La sensazione è che il Centrodestra sia rimasto arenato nelle sabbie di un modo di far politica datato; incapace di offrire soluzioni, si è illuso che sarebbe bastato limitarsi a cavalcare il presunto malcontento, di cui sembra soffrire ogni amministrazione uscente. Non voglio far nomi (non siamo più in campagna elettorale), ma è mai possibile basare il proprio argomentare utilizzando come prova, di incapacità amministrativa, la “mancata soluzione” di problemi creati da otto anni di Centrodestra?
Guardando al Centrosinistra, viene ovvio chiedersi se la vittoria conseguita sia frutto di una migliore capacità di “sintonizzarsi” e adattarsi al cambiamento. In parte, è sicuramente così, lo dice il risultato elettorale, ma la domanda più interessante da porsi dovrebbe riguardare la misura di tale consapevolezza. La mia impressione è che a dimostrare di saper “leggere” la realtà siano ancora in pochi, anche da questa parte. Per fortuna, tali eccezioni sono collocate in ruoli di vertice e ciò è bastato per assicurarsi la vittoria elettorale in questa occasione. Non si dovrebbe comunque trascurare la necessità di impegnarsi a fondo per una “crescita” complessiva; la storia, è lì a insegnarci quanto possa essere pericolosamente illusorio immaginare di poter fare politica di “sinistra”, affidandosi esclusivamente alle capacità di pochi “illuminati”.
Mimmo Forleo - www.palagiano.net